A Ivrea, nel cuore del Canavese, una domenica d’autunno si è trasformata in un grande abbraccio collettivo. Oltre 460 donne hanno partecipato alla prima edizione di “100×100 Donne”, l’evento ideato da Paola Gianotti, ultracyclist eporediese e quattro volte Guinness World Record, conosciuta per le sue imprese e il suo costante impegno sociale.
L’obiettivo della manifestazione era chiaro: creare un momento di condivisione e sorellanza, unendo sport, solidarietà e valorizzazione del territorio. Le partecipanti, provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi stranieri, hanno pedalato lungo due percorsi – da 100 e 50 chilometri – senza classifiche né cronometri, ma con il solo scopo di fare la differenza.
«Oltre 400 abbracci e un’energia contagiosa che porterò sempre con me, – ha raccontato Paola Gianotti al termine dell’evento. – È stato commovente vedere donne che non si conoscevano aiutarsi sul percorso, sorridere insieme e condividere la stessa passione».
Un successo oltre le aspettative
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con GAL Valli del Canavese, Canavese Village e Comune di Ivrea, ha superato ogni previsione: 12.600 euro raccolti e destinati a due progetti concreti di solidarietà femminile. Il primo sosterrà la distribuzione di assorbenti per le donne di Pikine Est, in Senegal, mentre il secondo finanzierà l’installazione di dispenser gratuiti di prodotti igienici nelle scuole del Canavese, accompagnati da incontri educativi per superare i tabù legati al ciclo mestruale.
Alla partenza, dallo Stadio della Canoa di Ivrea, il sindaco Matteo Chiantore ha firmato insieme a Paola Gianotti l’assegno simbolico destinato a sostenere queste iniziative.
Storie di donne, storie di forza
La giornata è stata arricchita da centinaia di esperienze personali. Tra le protagoniste, Flavia, 79 anni, che ha concluso con entusiasmo il percorso da 50 chilometrio, e Zoe, la nipotina di Paola di 5 anni, che ha dato il via simbolico alla partenza. Una donna calabrese ha pedalato in memoria della cognata vittima di femminicidio, mentre un’altra ha portato con sé la bandiera afghana come messaggio per i diritti negati alle donne del suo Paese.
A pedalare insieme alle partecipanti anche Sabrina Schillaci, atleta e mental coach, e la giornalista Stefania Andriolo, testimonial dell’evento. Tutte diverse, ma unite dallo stesso spirito: esserci, per sé e per le altre.
Il contributo di Elastic Interface e Ricrearti Lab
Tra i dettagli che hanno reso speciale questa prima edizione, c’è anche il pacco gara, pensato con attenzione e coerenza con i valori dell’evento. Oltre alla maglia ufficiale, alla borraccia personalizzata e ai prodotti locali, conteneva uno scaldacollo sostenibile realizzato da Elastic Interface in collaborazione con Ricrearti Lab, laboratorio artigianale della provincia di Treviso.
Lo scaldacollo è stato creato utilizzando eccedenze di tessuto provenienti dalla produzione Elastic Interface, trasformate in un nuovo oggetto utile e simbolico. Un piccolo accessorio, ma con un grande valore: rappresenta l’incontro tra sport, sostenibilità e responsabilità sociale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso ESG (Environmental, Social, Governance) di Elastic Interface, basato su quattro pilastri fondamentali: economia circolare, sostenibilità ambientale, collaborazione con realtà territoriali e promozione dell’empowerment femminile nello sport.
Un’alleanza costruita nel tempo
Elastic Interface collabora da anni con Paola Gianotti, che è anche ambassador del marchio. Insieme hanno portato avanti campagne dedicate alla sicurezza dei ciclisti e alla mobilità sostenibile, condividendo una visione dello sport come forza positiva per il bene comune.
La presenza di Elastic Interface alla “100×100 Donne” non è stata una semplice sponsorizzazione, ma un atto coerente con una filosofia aziendale che da sempre valorizza inclusione e rispetto per l’ambiente. La partnership con Ricrearti Lab, realtà nata per promuovere il riuso creativo di materiali e l’inclusione sociale attraverso l’artigianato, ha aggiunto un ulteriore tassello di valore.
Un evento che lascia il segno
La giornata si è chiusa allo Stadio della Canoa, dove il pasta party finale si è trasformato in un momento di festa, tra racconti e nuovi legami nati in sella. Oltre 200 partecipanti hanno pernottato a Ivrea, scoprendo un territorio che ha accolto con entusiasmo la “carovana rosa” e promettendo di tornare per la prossima edizione.
Per Paola Gianotti, “100×100 Donne” non è solo un evento, ma l’inizio di un percorso che continuerà a crescere.
«È stata una festa lunga 100 km, fatta di emozioni e partecipazione. Questo è solo l’inizio: nel 2026 torneremo, ancora più unite».
L’appuntamento per la seconda edizione è già fissato, con la stessa energia che ha reso unica la prima: donne che pedalano per altre donne, in un ciclismo che sa essere motore di cambiamento.


































