In occasione di Feelmibike, alla Triennale di Milano, in occasione dell’incontro “La bicicletta oggi e domani. Cultura, impresa e città”, la bicicletta è stata al centro del dibattito come motore di cambiamento urbano, economico e culturale.
L’appuntamento, promosso con il supporto della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del mondo della mobilità sostenibile all’interno della cornice di Feel MI Bike, la settimana dedicata alla bici come simbolo di innovazione e qualità della vita.

La bicicletta attrazione economica per la città
A introdurre i lavori è stato Sergio Rossi, direttore generale della Camera di Commercio, che ha ricordato il percorso avviato dall’ente negli ultimi anni.
«Solo da tre anni – ha spiegato – ci siamo messi a ‘giocare’ con la bicicletta, ma è stata una sfida che ci ha permesso di unire cultura, impresa e qualità della vita. Milano e il suo territorio hanno una tradizione legata alla produzione ciclistica, ma anche una grande opportunità nel favorire l’uso della bici per la mobilità quotidiana e per il turismo».
Rossi ha citato l’esempio di Parigi, dove la riconversione dello spazio urbano a favore dei ciclisti ha migliorato sensibilmente la qualità della vita dei cittadini. «Milano – ha aggiunto – può attrarre attenzione e investimenti sul tema, promuovendo una filiera economica sostenibile».
Formazione, sicurezza e turismo: tre pilastri del progetto
La Camera di Commercio ha scelto di investire in formazione e innovazione.
Presso il Velodromo Vigorelli, luogo simbolo del ciclismo milanese, sono stati formati oltre 400 giovani meccanici e manutentori di biciclette, molti dei quali provenienti da percorsi di disoccupazione o inattività.
Il progetto ha permesso a diversi partecipanti di trovare impiego nel settore o di avviare piccole attività artigiane.
La Camera di Commercio ha inoltre lanciato iniziative per la sicurezza dei ciclisti e dei mezzi, investendo oltre 400.000 euro in tre anni. In parallelo, ha sostenuto la crescita del cicloturismo in collaborazione con Milano&Partners, valorizzando itinerari nel Lodigiano, in Brianza e in alcune aree verdi del capoluogo.
Un turismo lento ma di qualità, capace di generare valore sul territorio e di promuovere un’immagine nuova di Milano come destinazione ciclabile.
“La bicicletta cambia marcia al benessere”
Piero Nigrelli, direttore del settore biciclette di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo E Accessori), ha presentato la campagna nazionale “Ho iniziato a pedalare e il mio benessere ha cambiato marcia”, lanciata in occasione di Feel MI Bike.
L’iniziativa, curata da un’importante agenzia di comunicazione, vuole diffondere la cultura del pedalare come gesto di salute e serenità.
«La forza di un sorriso – ha detto Nigrelli – può convincere più di mille parole. La nostra campagna vuole contagiare le persone con la felicità che dà la bici».
Secondo i dati raccolti da ANCMA, il 70 per cento di chi vorrebbe usare la bici rinuncia per paura del traffico e della condivisione della strada con le auto. Per questo l’associazione chiede meno incentivi all’acquisto e più sostegno all’uso reale del mezzo, attraverso infrastrutture sicure e percorsi protetti.
Nigrelli ha ricordato anche una ricerca del dottor Sarto dell’ASST di Treviso, che dimostra i benefici cardiovascolari della pedalata assistita: «Si pensava che aiutasse troppo, invece favorisce uno sforzo regolare e benefico per il cuore».
Una scuola pubblica per la bike economy
Claudia Ausano, responsabile dei progetti della Camera di Commercio, ha illustrato l’evoluzione del programma formativo nato dal confronto con associazioni e imprese.
«Dopo un sondaggio su 350 aziende del settore, è emersa la necessità di creare corsi qualificati e certificati – ha spiegato – Oggi la nostra è una scuola pubblica di formazione sulla bicicletta, unica nel suo genere, con un percorso riconosciuto dal quadro regionale delle competenze».
In tre anni, la risposta è stata notevole: 300 candidature alla prima edizione e cinque corsi completati.
Dal prossimo dicembre partirà anche un IFTS post diploma (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, ndr) dedicato alla manutenzione dei mezzi elettrici e tradizionali, con mille ore di formazione, metà delle quali in azienda.
«Molti dei giovani formati hanno avviato microimprese: tour in cargo bike, negozi di ricambi lungo le ciclovie, servizi di assistenza e bike café. Un segnale concreto della vitalità della bike economy milanese».
Imprese e servizi in evoluzione
L’imprenditore Alessandro Enginoli ha raccontato la propria esperienza nel settore delle due ruote, entrato nel momento più complesso del mercato post-pandemia.
«Paradossalmente – ha detto – entrare nel momento di crisi è stato un vantaggio. È il momento in cui si può costruire davvero».
La sua attività unisce produzione artigianale e servizi per il cicloturismo. «Abbiamo undici punti di noleggio tra Toscana e Lombardia – ha spiegato – e stiamo crescendo in un mercato fatto di realtà piccole ma con grandi potenzialità. Oggi il valore non è solo nel prodotto, ma nei servizi che accompagnano chi pedala».
La città e le infrastrutture
Secondo Ilaria Farina di AMAT, l’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune di Milano, la trasformazione della città è in corso: «Negli ultimi anni sono aumentati gli spostamenti in bici e a piedi. Bisogna ripensare la strada, non più solo a misura d’auto».
Oltre alla rete ciclabile, Milano ha inaugurato sei nuovi hub di interscambio con parcheggi coperti per mille biciclette, con l’obiettivo di favorire la mobilità integrata tra bici e mezzi pubblici.
Farina ha sottolineato anche il valore “esperienziale” della bici: «Pedalare permette di riscoprire piazze, parchi e quartieri da prospettive nuove, e di vivere la città in modo più umano».
La tecnologia dalla corsa alla città
Il giornalista Guido Rubino, autore del libro La bicicletta da corsa, (Hoepli, 2025) ha ricordato come il ciclismo sportivo sia un laboratorio di innovazione che si riflette sull’uso urbano.
«I materiali leggeri, i cambi elettronici, i sensori di potenza – ha spiegato – nascono nelle bici da competizione, ma oggi rendono più affidabili ed efficaci anche le biciclette da città e le e-bike».
Rubino ha definito la bici elettrica «il veicolo elettrico più efficiente in assoluto», citando la crescita dell’autonomia e le nuove tecnologie di sicurezza che rendono sempre più difficile il furto del mezzo. «La bici moderna è semplice, ma completa: è uno strumento di libertà, come diceva il sindaco nell’intervento di apertura di Feel MI Bike, la prima libertà che si conquista da bambini».
Una nuova cultura urbana
Il talk si è concluso con un confronto aperto tra relatori e pubblico. È emersa una visione comune: la bicicletta è un simbolo positivo, capace di migliorare salute, ambiente e socialità.
Dalla riscoperta del vintage e delle bici restaurate, fino al turismo lento e alla mobilità elettrica, la bici rappresenta una parte crescente dell’economia e della cultura urbana.
«Non è più sfigato chi va in bicicletta – ha detto Rubino sorridendo – È bello chi va in bicicletta. E anche le biciclette, oggi, sono belle».
Un’affermazione che riassume lo spirito dell’incontro: la bici come strumento di libertà, innovazione e rinascita urbana.
Ulteriori informazioni: https://feelmibike.it/

































