Al Giro d’Italia è stato presentato ufficialmente un nuovo passo sul fronte della sicurezza in bici. Nalini ha presentato un pantaloncino progettato per integrare un airbag dedicato ai ciclisti. Il sistema è già in fase di test con gli atleti del Team Picnic PostNL e punta a diventare uno strumento di protezione sempre più diffuso anche fuori dal professionismo.
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A spiegare il progetto è stato Giuseppe Bovo, general manager dell’azienda, incontrato durante uno dei giorni di riposo al Giro d’Italia. L’obiettivo è aumentare la sicurezza dei corridori senza modificare in modo significativo comfort e vestibilità.
Nalini lavora da anni su materiali protettivi per il ciclismo. Già da 10 anni l’azienda sviluppa capi con tessuti antitaglio e antiabrasione utilizzati in gara e in allenamento con tessuto Dyneema. Da questa esperienza nasce ora il pantaloncino predisposto per ospitare il sistema airbag.
Secondo Bovo, il dispositivo rappresenta un’evoluzione destinata a crescere nei prossimi anni. L’idea è quella di arrivare a un utilizzo sempre più comune, fino a renderlo diffuso quanto il casco.

Per ora è usato in allenamento, ma il peso scenderà
Al momento il sistema viene utilizzato soprattutto in allenamento. Il motivo è legato anche al peso del dispositivo, ancora superiore rispetto a un normale equipaggiamento da gara. Tuttavia, l’azienda sta lavorando per ridurre ingombri e migliorare ulteriormente l’integrazione nei capi tecnici.
Il progetto non guarda soltanto al ciclismo professionistico. L’airbag potrebbe trovare spazio anche tra gli appassionati di gravel, mountain bike ed e-bike. In questi ambiti il rischio di cadute e impatti resta elevato, soprattutto durante le uscite su sterrato o nel traffico urbano.
Il funzionamento del sistema è simile a quello degli airbag già utilizzati in altri settori. L’attivazione avviene tramite una bomboletta di CO2. Dopo l’utilizzo, il dispositivo può essere ricaricato sostituendo la cartuccia, senza dover cambiare tutto il sistema.
Dal punto di vista della protezione, l’airbag copre le aree centrali del busto del ciclista. In particolare protegge spina dorsale, cervicali, costole e bacino. Sono le zone più esposte nelle cadute ad alta velocità o negli impatti laterali.

Il comfort studiato con i professionisti
Uno degli aspetti su cui Nalini insiste riguarda il comfort. Secondo i test effettuati dagli atleti, il pantaloncino mantiene una sensazione simile a quella di un capo tradizionale. L’ingombro del sistema è ridotto e la parte elettronica è contenuta in una piccola unità integrata nel capo.
Il prodotto è già disponibile sul sito dell’azienda e viene utilizzato dagli atleti durante gli allenamenti. La fase attuale servirà anche a raccogliere dati e feedback utili per sviluppare versioni più leggere e compatte.
Nel ciclismo la sicurezza è diventata un tema sempre più centrale. Negli ultimi anni sono aumentate le soluzioni dedicate alla protezione dei corridori, dai caschi ai tessuti antiabrasione. L’integrazione dell’airbag nell’abbigliamento tecnico potrebbe rappresentare il prossimo passaggio di questa evoluzione.
Ulteriori informazioni: https://www.nalini.com/


































