L’espansione delle e-bike non è passata inosservata all’UCI che ha pensato bene di cavalcarla introducendo delle competizioni, prove di regolarità con cui l’organismo internazionale cerca di attirare l’interesse degli appassionati.
Occorre però un regolamento chiaro e definito, ed è quello cui sta lavorando l’organismo internazionale. Ecco, di seguito, il punto della situazione,.
L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha annunciato l’introduzione di un nuovo processo di approvazione per le unità motrici delle biciclette a pedalata assistita (EPAC, Electrically Power Assisted Cycles). La novità farà il suo debutto ai Campionati del Mondo di Mountain Bike 2025, in programma in Vallese, Svizzera, dall’1 al 14 settembre.
Il sistema di approvazione, deliberato dal Comitato Direttivo dell’UCI durante la riunione di giugno ad Arzon, in Francia, diventerà obbligatorio per tutte le competizioni di e-mountain bike riconosciute dall’UCI a partire dal 2026.
L’obiettivo è garantire integrità e correttezza nelle competizioni, in un contesto di crescente sviluppo tecnologico. Il processo, definito dopo un confronto con i produttori del settore, punta a impedire vantaggi competitivi illeciti e a mantenere un quadro tecnico uniforme.
Secondo le nuove regole, saranno i costruttori a dover presentare i motori per la certificazione. Le specifiche tecniche e le norme di riferimento sono indicate nell’Articolo 1.3.010bis del regolamento UCI che riguarda la conformità dell’e-bike (secondo gli standard europei) ma anche dettagli come il peso della batteria.



































