27 feb 2020 – La riscoperta di materiali che non siano il “solito” carbonio per realizzare una bicicletta è una costante degli ultimi tempi. Di recente ci siamo occupati parecchio del redivivo acciaio (leggete qui), che tante Case costruttrici stanno rivalutando e che il pubblico sembra apprezzare sempre di più.
Il protagonista del revival di cui vogliamo parlare in questa occasione è invece l’alluminio, in realtà mai scomparso del tutto dalle gamme prodotto “strada” dei vari costruttori; questo materiale, infatti, ha sempre continuato ad occupare il segmento medio o basso delle rispettive collezioni.
A giudicare dal prezzo potrebbe sembrare questo il caso della bici di cui andiamo a parlare. Pensate, i cinque allestimenti disponibili coprono un range che va da un minimo di 1.799,00 a un massimo di 2.799,00 euro; decisamente meno, se paragonato al ventaglio di prezzo dei modelli top di gamma, ovviamente in carbonio, che i costruttori propongono oggi sul mercato. Stiamo parlando di un modello di fascia bassa? Tutt’altro, la bici che abbiamo messo sotto torchio ha solo il costo che la etichetta come “di primo prezzo”, ma a livello tecnico e funzionale ha poco da invidiare rispetto a tante costosissime full carbon, compresa quella a cui espressamente si ispira.

Caad, la tredicesima volta
La bici sotto i riflettori è la Caad13, pinnacolo del segmento “alluminio” tra le bici da corsa della Casa Usa. Nella nuova versione introdotta sul mercato a metà 2019 la Caad13 ha profondamente aggiornato le forme e le specifiche della progenitrice Caad12, andando a sposare un design che è in tutto e per tutto mutuato dal modello di vertice del segmento in carbonio, la SuperSix Evo, introdotta da Cannondale giusto due mesi prima e che noi di Cylinside avevamo testato e recensito qui (mettere link). Come suggerisce il nome la Caad13 è la tredicesima iterazione del progetto Caad, Cannondale Advanced Aluminium Design, che da quasi trenta anni identifica quel processo di progettazione, lavorazione e assiemaggio delle tubazioni in lega leggera che è tutt’ora uno dei bastioni della Casa Usa, azienda che per chi non lo sapesse è stata tra le prime a lavorare e poi commercializzare telai in lega leggera in campo ciclistico.

Le affinità con la SuperSix Evo
Oltre a quella nel design, l’affinità stretta tra la SuperSix Evo e la nuova Caad13 è più che altro sul piano tecnologico e geometrico. Le quote angolari e dimensionali sono le stesse, identiche sono le misure prodotte (in entrambi i casi sette, dalla 44 alla 62 cm) e medesime sono la tecnologia di smorzamento delle vibrazioni Save (qui declinata con foderi posteriori obliqui con forma curva, con una nuova forcella in carbonio e con un reggisella con ampia capacità di oscillazione in senso verticale) e il passaggio ruota generoso, che su questa Caad13 consente di installare formalmente coperture fino alla 30 millimetri per la versione disc-brake che abbiamo testato e 28 mm nel caso della variante rim-brake (anche se in realtà è praticamente possibile alloggiare anche coperture un paio di millimetri più larghe di quelle menzionate).

A beneficiare della somiglianza stretta tra SuperSix Evo e Caad13 è anche il look, in entrambi i casi filante, aggressivo e allo stesso tempo elegante. Durante i nostri giorni di prova non è mancato, chi affiancandoci in sella, ha scambiato questa Caad13 per la sua “sorella maggiore” in carbonio, tanto più che su questa variante montata Shimano Ultegra la colorazione nero lucido cela bene gli unici elementi che davvero permettono di identificare la fattura in lega di questo interessante frame-set: le zone in giunzione.

A tal proposito la Caad13 utilizza il collaudato standard di saldatura a doppio passaggio, che assiema tubazioni di origine con spessori interni differenziati e sezioni esterne eterogenee, secondo un procedimento di idroformatura che in Casa Cannondale si chiama Smart Forming. Nello specifico, il procedimento di costruzione della Caad13 è lo Smart Form C1, a indicare la versione più evoluta di questo processo, che nella fattispecie parte da un set di tubazioni di origine di serie 6069. La serie 6069 è più costosa e difficile da lavorare rispetto alla “classica” 6061, ma consente di utilizzare meno materiale per contenere il peso, pur mantenendo elevati valori di rigidità e robustezza. A proposito di peso, il telaio ha un peso dichiarato di 1.050 grammi (per la taglia 56 verniciata).

Polivalenza inaspettata
La polivalenza, sì: la polivalenza in fondo è un trend che vale per tutte le biciclette da corsa attuali, quelle che grazie a un passaggio ruota maggiorato possono adattarsi a contesti di utilizzo che vanno dall’agonismo spinto fino al gravel biking, e questo semplicemente cambiando la sezione della copertura che utilizzi. Questo oggi avviene su tante top bike di alto livello, ma caratteristiche simili è decisamente più difficile trovarle su bici di “primo prezzo” come questa Caad13. E invece no: se monti delle “30 millimetri” la Caad13 davvero può rasentare un utilizzo gravel o adventure, tanto più che il telaio nasce predisposto per il montaggio di portapacchi e parafanghi, che ancor di più stuzzicano ai grandi viaggi questa bici in alluminio.

Se, al contrario, decidi di declinarla in senso racing, nulla vieta di montare coperture più minimali e allora in questo caso la Caad13 svelerà in pieno quella sua anima corsaiola e scattante che tradizionalmente fa al caso delle bici da corsa telaio in alluminio; in questo senso giocano a favore una geometria espressamente da competizione (lo ripetiamo, la medesima della SuperSix Evo utilizzata dai pro), un assetto aggressivo (garantito su tutte le misure visto che la progressione di stack e reach taglie è progressiva) e tutta la rigidità laterale tipica dei telai costruiti in lega leggera. In questo senso la Caad13 può essere il mezzo più adatto per le gare veloci, quelle a circuito o le criterium, che appunto sono i campi di utilizzo “convenzionali” delle bici in alluminio come siamo abituati a conoscerle.

Certo è, che qualsiasi sia il campo di utilizzo di questa versatile Caad13, la bici unisce alla reattività classica della lega leggera un livello di assorbimento dei colpi che mai avevamo percepito su una bici costruita con questo materiale; questo sia grazie alle generose coperture da 28 mm montate di serie, ma soprattutto grazie alla tecnologia Save che funziona davvero e che si concretizza in foderi posteriori bassi e schiacciati che flettono in senso verticale quel tanto che occorre per assecondare il peso del ciclista quando transita sulle sconnessioni; nello stesso senso lavora il reggisella in carbonio, che sfrutta le proprietà elastiche della fibra nera (e che nella fattispecie del nostro caso flette ancor di più perché il fuorisella utilizzato è stato molto marcato). Non finisce qui, le ruote montate sono delle Fulcrum 600 Disc Brake con cerchio tubeless ready: montando coperture senza camera d’aria i vantaggi nel comfort possono anche aumentare, visto che i tubeless tollera pressioni di esercizio ancora minori rispetto ai copertoncini.

Il senso di una bici in alluminio, oggi
A chi, insomma, si domanda che senso abbia, oggi, comperare una bicicletta da corsa in alluminio con tutta la tecnologia che esiste sul carbonio, chiederemmo di ribaltare la questione e interrogarsi su quale sia il senso di comperare biciclette in carbonio che rispetto a questa Caad13 costano anche il quadruplo… A tal proposito una precisazione è d’obbligo: è vero che l’allestimento di vertice della SuperSix Evo costa quattro volte questa Caad13 (10999 euro), ma monta lo Shimano Dura-Ace ed ha ruote in carbonio, diversamente da quel che accade per la SuperSix Evo in variante “Carbon Disc Ultegra”, che oggettivamente rappresenta il corrispettivo più adatto di questa Caad13 montata “Ultegra”.

Per 3.499,00 euro la SuperSix Evo Carbon Disc Ultegra offre un telaio in fibra dal modulo leggermente inferiore rispetto al top di gamma SuperSix Evo HiMod e monta il gruppo meccanico Shimano Ultegra unito a ruote Hollowgram in carbonio, non in alluminio come quelle trovate su questa Caad13. Allo stesso modo segnaliamo che tra i due modelli omologhi che abbiamo individuato ridotta è anche la differenza in termini ponderali: 970 grammi dichiarato per il telaio SuperSix in carbonio (ci riferiamo sempre a quello “non HiMod”) e come abbiamo detto 1050 per questo Caad13. Insomma, al netto di ruote che da un lato sono in carbonio e dall’altro in alluminio, la differenza tra le due versioni è davvero relativa solo alle sensazioni e al feeling che riescono ad assicurarti i due materiali – da un lato il carbonio dall’altro la lega leggera -, tanto più che tra i due modelli identiche sono anche le geometria, i volumi del telaio e gli standard dimensionali come ad esempio il passaggio ruota maggiorato e l’architettura del reggisella. Quale è il feeling a detta di chi scrive? Sicuramente la sensazione ad utilizzare un telaio in lega come questo da più l’idea di sedere su una struttura “fredda”, “inanimata”, ovvero un telaio che mantiene le sue caratteristiche a prescindere dalla velocità e dalle condizioni d’uso al quale lo si sottopone.

Differentemente il carbonio è materiale più duttile e “vivo”, nel senso che esprime il suo carattere prestazionale quanto più le velocità crescono (e in questo senso si avvicina molto all’acciaio al netto di un peso sicuramente inferiore). Tornando alla fattispecie di questa Caad13, in realtà, tanto più si montano cerchi a profilo contenuto e coperture dalla sezione generosa, tanto più viene meno la peculiare durezza granitica che tradizionalmente contraddistingue i telai in alluminio, tanto più questo telaio che tanti a torto potrebbero immaginare come il classico “spaccaschiena” rivela le sue inaspettate doti di comfort.
Si tratta di impressioni che fino a qualche anno fa era impensabile aspettarsi su un telaio costruito con questo materiale. Ci verrebbe allora da dire che, almeno in Casa Cannondale e almeno per quel che riguarda versioni omologhe delle varie piattaforme prodotto, la scelta tra una bici da corsa in carbonio piuttosto che in alluminio rappresenta una scelta di campo, una questione di fiducia accordata a un materiale oppure a un altro anche in ragione di mere motivazioni estetiche. Insomma, la tecnologia, i componenti e gli standard di progettazione attuali, fanno sì che per una bici da corsa come è questa la scelta di un telaio in carbonio oppure in allumino incide molto meno di quel che invece possono fare altri fattori tecnici in grado davvero di scompaginare le tradizionali differenze “di genere” tra un materiale e l’altro.
Allestimenti e prezzi
Oltre a questa variante di vertice chiamata “Disc Ultegra”, con gruppo Shimano Ultegra e ruote Fulcrum Racing 600 DB, la Caad13 Disc è proposta di serie nella variante “105,” appunto con lo Shimano 105 (1.999,00 euro) e in versione “Women’s” (con componentistica adatta al pubblico femminile, sempre al prezzo di 1999 euro). La Caad13 è infine disponibile anche in versione con freni tradizionali, nei due allestimento “Ultegra” (2.099,00 euro) e “105” (1.799,00 euro).
Scheda tecnica
- Telaio: in alluminio, SmartForm C1 Premium Alloy, cablaggi integrati, tecnologia smorzamento vibrazioni Save, scatola movimento BB30, perno passante 142×12 mm con Speed Release, compatibile con trasmissioni elettroniche di generazione Shimano Di2
- Forcella: in carbonio, tecnologia BallisTec Carbon, tecnologia di smorzamento delle vibrazioni Save, cannotto da 1.1/8″ – 1.1/4″, perno passante 100×12 mm con Speed Release, rake di 55 mm per le taglie fino dalla 47 alla 54 cm, di 45 mm dalla 56 alla 62 cm
- Ruote: Fulcrum Racing 600 DB, tubeless ready
- Coperture: Vittoria Rubino Black, 700x28c
- Guarnitura: Cannondale 1, BB30a, corone Fsa 52/36
- Cambio posteriore: Shimano Ultegra GS
- Deragliatore: Shimano Ultegra
- Comandi cambio: Shimano Ultegra hydro disc, 2×11
- Freni: Shimano Ultegra hydro disc, rotori RT30 da 160/160 mm
- Reggisella: Cannondale Caad13, in alluminio, 330 mm
- Misure disponibili: 44, 48, 51, 54, 56, 58, 60, 62 cm
- Sella: Prologo Nago RS STN
- Curva manubrio: Cannondale C2, alluminio 7050, forma compact
- Attacco manubrio: Cannondale C2, alluminio 6061, 7° inclinazione
- Taglia testata: 51 cm
- Peso rilevato: 8.2 Kg (senza pedali)
- Colore: Black Pearl (unico disponibile)
Ulteriori informazioni: www.cannondale.com
Maurizio Coccia







































Ho letto l’articolo, ma da cicloamatore di vecchia data, ho provato quasi tutti i materiali con i quali vengono realizzati i telai (eccetto il titanio). Devo dire che l’alluminio pur risultando mto reattivo mi è sembrato oltremodo scomodo, al contrario del carbonio e dell’acciaio. È evidente che probabilmente i telai realizzati oggi in alluminio siano migliorato sotto questo aspetto, ma rimango della mia (personalissima) opinione: carbonio tutta la vita….