Sì è ribaltato il mondo sul traguardo dell’Amstel Gold Race, Mattias Skjelmose ha beffato Tadej Pogacar e Remco Evenepoel in una volata a tre che non si sarebbe sognato. Ma ha stramaledettamente meritato.
Pogacar era scattato senza neanche volerlo, 42,5 chilometri prima, andando dietro ad Alaphilippe. Forse lo sapeva di non essere poi al massimo, ma mica puoi lasciare andare via uno com Alaphilippe. Poi è inevitabile che ti trovi da solo se ti chiami Tadej e vesti la maglia iridata. Perché quegli strappi sono invitanti e la gamba del francese è solo un ricordo.
La Amstel Gold Race 2025 è stata anche la conferma definitiva del ritorno di Remco Evenepoel se tante volte aveste il dubbio. Uno che vince al rientro alle corse, dopo un incidente, nel modo in cui si è imposto alla Freccia del Brabante, promette bene. Ma Van Aert, il battuto, non è più un gran riferimento in questo momento. Meglio il confronto con Pogacar all’Amstel Gold Race. E Remco ha fatto vedere il valore assoluto quando ha deciso di inseguire Pogacar, facendo il vuoto rispetto a gente come Pidcock e, comunque, anche Van Aert (poi quarto, sul traguardo). Sulla strada ha trovato l’aiuto di Mattias Skjelmose, scappato via in cerca di un’avventura che nemmeno avrebbe immaginato.
In due hanno ripreso Pogacar e per mettere le cose i chiaro Evenepoel gli è riscattato in faccia appena ripreso. Un controllo quasi totale tra i due fino sul traguardo. È stato Evenepoel a lanciare lo sprint, dietro Pogacar lo ha passato ma la sorpresa è stato il corridore delle Lidl Trek, che ha beffato tutti sincronizzando tempo, muscoli e un po’ di follia.
Un’altra Amstel Gold Race che finisce al fotofinish, stavolta senza possibilità di dubbi. Skjelmose è stato il più bravo di tutti.
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L’analisi tattica di Stefano Boggia
Amstel Gold Race 2025: analisi tattica. Ecco perché Skjelmose è un campione

































