Quando si parla di posizione in bicicletta, l’altezza della sella è generalmente la prima misura che viene considerata. L’arretramento viene invece trattato spesso come una conseguenza, oppure ricondotto a regole semplici che cercano di stabilire dove dovrebbe trovarsi il ginocchio rispetto al pedale.
In realtà, lo spostamento della sella avanti o indietro è una delle regolazioni più importanti della bicicletta. Cambia la posizione del bacino rispetto al movimento centrale, modifica la distanza dal manubrio e interviene sulla geometria con cui lavorano le articolazioni durante la pedalata.
È anche una regolazione particolarmente interessante perché, almeno in parte, svolge una funzione simile a quella dell’attacco manubrio. Spostare la sella può infatti avvicinare o allontanare il ciclista dal manubrio. Ma le due operazioni non sono equivalenti: l’attacco modifica soprattutto la posizione delle mani rispetto allo sterzo, mentre la sella sposta il bacino rispetto al movimento centrale.
Ed è proprio questa differenza che rende il suo effetto molto più ampio di quanto possa sembrare.

Che cosa significa arretramento della sella
L’arretramento, o saddle setback, indica la posizione orizzontale della sella rispetto al movimento centrale. La definizione non è scontata
L’arretramento è considerato come una delle principali misure da rilevare nella configurazione della bicicletta e va riferito alla posizione effettiva del ciclista sulla sella rispetto al movimento centrale.
La posizione finale dipende dalla geometria del tubo sella, dal reggisella utilizzato, dall’arretramento del suo morsetto e dalla posizione scelta sulla sella.

Spostare la sella significa spostare il ciclista
La differenza fondamentale rispetto all’attacco manubrio, di cui abbiamo detto, sta qui. Se allunghiamo l’attacco, il bacino rimane nella stessa posizione rispetto al movimento centrale, mentre le mani si spostano in avanti. Se invece arretriamo la sella, spostiamo il bacino e contemporaneamente aumentiamo la distanza che separa il ciclista dal manubrio.
In altre parole, la sella modifica contemporaneamente la posizione di pedalata e quella del busto.
Arretrando la sella, il ciclista si trova più lontano dal movimento centrale e dal manubrio. Avanzandola, accade il contrario.
Questo rende la sella uno degli strumenti attraverso cui si può modificare il cosiddetto reach effettivo del ciclista (la distanza effettiva tra il bacino del ciclista e il punto di appoggio delle mani sul manubrio), ma con una conseguenza che un attacco di lunghezza diversa non produce: cambia la posizione del bacino rispetto ai pedali.

Cosa succede alle gambe
Il movimento della sella modifica la cinematica della pedalata. Quando la sella viene arretrata, a parità delle altre condizioni, il ginocchio e l’anca lavorano secondo geometrie differenti. Il recente studio pubblicato su Scientific Reports ha confrontato tre posizioni della sella – quella preferita dai ciclisti, una più avanzata e una più arretrata – osservando variazioni significative della cinematica degli arti inferiori. Nella posizione più arretrata, corrispondente a un aumento del dieci per cento del setback considerato nello studio, è stata osservata una maggiore estensione di anca, ginocchio e caviglia.
Il dato è interessante perché mostra che non stiamo semplicemente modificando la distanza tra sella e manubrio. Stiamo modificando il modo in cui la gamba incontra il pedale durante la rotazione.
Questo non significa però che una posizione più avanzata o più arretrata sia universalmente migliore.

Non esiste una posizione ideale uguale per tutti
È proprio qui che bisogna stare lontani dalle formule troppo semplici. La ricerca sul bike fitting non individua una singola posizione della sella capace di ottimizzare contemporaneamente prestazione, comfort e biomeccanica per tutti i ciclisti.
Per quanto riguarda il movimento avanti-indietro della sella, i risultati disponibili mostrano effetti differenti su cinematica, forze e parametri di pedalata. In particolare, gli studi considerati non hanno trovato un effetto univoco sulla potenza massima. L’arretramento è una variabile di regolazione, non una ricetta.
Il ginocchio sopra il pedale
Uno dei criteri più conosciuti per determinare l’arretramento è quello che mette in relazione la posizione del ginocchio con l’asse del pedale.
È una regola molto diffusa, ma non dovrebbe essere trasformata in una legge biomeccanica universale.
Il problema è che il rapporto tra ginocchio e pedale dipende anche da altezza della sella, lunghezza della pedivella, posizione del piede sul pedale e caratteristiche individuali del ciclista.
Un’immagine statica può quindi essere utile per descrivere una posizione, ma non basta da sola a stabilire se quella posizione sia funzionale alla pedalata.

Sella avanti: cosa cambia?
Avanzando la sella, il bacino si porta più vicino al movimento centrale e le mani si avvicinano al manubrio. Ma la variazione non si ferma qui.
Cambiano gli angoli di lavoro degli arti inferiori e il rapporto tra busto e bacino. In generale, una posizione più avanzata riduce la distanza orizzontale tra sella e manubrio e può quindi risultare utile quando il ciclista deve raggiungere una posizione più raccolta.
Non significa però che avanzare la sella sia un modo corretto per accorciare un telaio troppo lungo.
Se la bicicletta ha un reach eccessivo (cioè una distanza troppo grande tra il movimento centrale e il tubo di sterzo, che porta il manubrio troppo lontano dal ciclista), il problema può essere corretto solo in parte attraverso la sella. Il prezzo da pagare è lo spostamento del bacino rispetto al movimento centrale.
È una differenza fondamentale rispetto alla sostituzione dell’attacco.
Sella indietro: più spazio, quali conseguenze?
Arretrando la sella aumenta invece la distanza tra il bacino e il manubrio. Il busto può quindi assumere una posizione diversa e il ciclista può percepire maggiore spazio nella parte superiore del corpo.
Contemporaneamente cambia però la geometria della pedalata. Si tratta di una scelta spesso di ciclisti non agonisti. Ma va tenuto conto di un principio generale: spostare la sella modifica più di una misura.

È come cambiare l’attacco?
Questo confronto è particolarmente utile per capire la geometria della bicicletta.
Immaginiamo che il ciclista senta il manubrio troppo lontano. Le possibilità sono almeno due: accorciare l’attacco oppure avanzare la sella. Dal punto di vista della distanza tra corpo e manubrio, il risultato può sembrare simile. Dal punto di vista della bicicletta non lo è affatto.
Accorciando l’attacco, il bacino resta nella stessa posizione rispetto al movimento centrale e cambia principalmente la relazione tra mani e asse di sterzo.
Avanzando la sella, invece, si sposta il bacino. Cambiano quindi la posizione di pedalata, la distanza del corpo dalla ruota posteriore e la distribuzione complessiva dei carichi.
Per questo sella e attacco non sono intercambiabili, anche se entrambi possono modificare la distanza percepita tra ciclista e manubrio.
Ecco perché la taglia del telaio conta
Il discorso si collega direttamente alla scelta della misura della bicicletta.
Un telaio troppo lungo può essere parzialmente compensato con un attacco più corto. Un telaio leggermente corto può essere compensato con un attacco più lungo.
La sella offre un’altra possibilità di intervento, ma agisce su un’altra parte del sistema.
Questo significa che la posizione finale del ciclista è il risultato della combinazione tra geometria del telaio e componenti.
È anche il motivo per cui non è sufficiente confrontare soltanto la lunghezza del tubo superiore o il reach. Due telai con lo stesso reach possono richiedere un diverso arretramento della sella per ottenere la stessa posizione del ciclista, soprattutto se cambia l’angolo effettivo del tubo sella.
Va considerato anche l’effective seat tube angle una delle dimensioni fondamentali della configurazione della bicicletta.

Il tubo sella e il reggisella fanno parte della stessa equazione
Quando si parla di arretramento, quindi, non bisogna guardare soltanto alla sella. Il tubo sella stabilisce una parte della geometria. Il reggisella può avere un arretramento diverso. La sella può poi essere spostata sui propri binari.
La posizione finale è la somma di queste possibilità.
Questo spiega perché due biciclette con identico telaio possono avere posizioni molto diverse. Un reggisella con offset differente può spostare il ciclista senza modificare il telaio, proprio come una sella con una diversa possibilità di regolazione sul reggisella.
Ma più si utilizza questa possibilità per correggere una geometria non adatta, più bisogna considerare le conseguenze sulla pedalata.
Il rapporto con la distribuzione dei pesi
Spostare il ciclista significa anche modificare la distribuzione dei carichi tra le due ruote.
Arretrando il bacino, una maggiore parte del peso viene portata verso la ruota posteriore; avanzandolo, la distribuzione tende a spostarsi verso l’anteriore.
Non è un effetto isolato: durante accelerazioni, frenate e cambi di pendenza il carico sulle ruote cambia continuamente. Ma la posizione di partenza del ciclista contribuisce a determinare l’equilibrio del sistema.
La regolazione della sella, insomma, ha a che fare con la guida della bicicletta.
Una bicicletta non deve soltanto permettere di produrre potenza. Deve anche distribuire correttamente il carico tra le ruote e consentire al ciclista di controllare il mezzo.

In salita e in discesa la questione diventa ancora più evidente
In salita, la posizione del ciclista contribuisce a mantenere il carico sulla ruota anteriore senza perdere aderenza al posteriore.
In discesa, soprattutto quando aumenta la pendenza, la possibilità di spostare il corpo all’indietro diventa importante per controllare il trasferimento di carico e mantenere una posizione efficace sulla bicicletta.
Questo spiega anche perché il tema dell’arretramento non può essere affrontato soltanto in termini di biomeccanica della pedalata.
La sella è contemporaneamente un punto di appoggio e un riferimento per la posizione del corpo durante la guida.
Nelle biciclette con reggisella telescopico il concetto diventa ancora più evidente: la posizione della sella può cambiare durante la guida proprio perché la posizione necessaria per pedalare non coincide sempre con quella utile per controllare la bicicletta in discesa.

Pochi millimetri sono davvero percepibili?
Anche qui bisogna evitare di trasformare la sensibilità del ciclista in una regola matematica. Un movimento di due o tre millimetri modifica certamente la posizione geometrica. Ma non significa che tutti possano percepirlo allo stesso modo, né che produca necessariamente una variazione misurabile nella prestazione. Dipende anche da quanto il ciclista è “abituato” a stare in bicicletta.
La regolazione va interpretata nel suo insieme. Non è il singolo millimetro a essere necessariamente importante, ma la posizione che si costruisce attraverso tutti i millimetri.
Il limite della regolazione
Se per ottenere una posizione corretta bisogna spostare la sella molto avanti o molto indietro, probabilmente il problema non riguarda più soltanto la regolazione della sella. La stessa cosa vale per l’attacco manubrio.
Componenti e regolazioni permettono oggi di personalizzare enormemente una bicicletta di serie, ma non possono eliminare le conseguenze di una geometria di partenza completamente inadatta.
Una bicicletta ben dimensionata dovrebbe permettere di raggiungere la posizione desiderata senza portare sella e attacco agli estremi delle loro possibilità.
Questo è uno dei motivi per cui la scelta della taglia viene prima della regolazione fine.
La sella come strumento di posizione, non come correttivo universale.
Spostare la sella avanti o indietro può essere un modo efficace per adattare la bicicletta al ciclista. Può modificare la posizione del bacino, gli angoli degli arti inferiori, la distanza dal manubrio e la distribuzione dei carichi. Proprio perché interviene su tutti questi elementi, non è semplicemente un modo per rendere il manubrio più vicino o più lontano.
L’attacco manubrio e il carrello della sella possono sembrare due regolazioni simmetriche perché entrambe modificano la distanza tra ciclista e manubrio. In realtà lavorano su punti diversi della bicicletta. L’attacco modifica soprattutto il rapporto tra mani e sterzo. La sella modifica il rapporto tra bacino, movimento centrale, pedali e ruota posteriore, è una differenza sostanziale.

La posizione giusta è quella che funziona nel sistema
La crescente attenzione alla geometria e al bike fitting sta portando a considerare la bicicletta sempre meno come un insieme di misure indipendenti.
Altezza e arretramento della sella, lunghezza delle pedivelle, posizione del manubrio e dimensioni del telaio sono coordinate dello stesso problema.
La sella non va semplicemente messa “nel posto giusto”. Va messa nel posto che permette al resto della bicicletta di funzionare correttamente con quel ciclista.
Ed è probabilmente questa la ragione per cui l’arretramento della sella merita la stessa attenzione che dedichiamo alla lunghezza dell’attacco: entrambi possono cambiare la posizione, ma lo fanno agendo su parti completamente diverse del sistema.
































