Pargo broccion ma sono solo Brocci!
D’Ippocrate negai la professione
senza tentar nemmanco primi approcci.
Della mia pena chiesi rimessione:
costretto so’ a menar su strada bianca
che in nera si tramuta in progressione
sotto la ruota di chi quivi arranca?
Le bianche vie lo furono il mio credo
ed or lo strazio dal dolor mi affranca
che non po’ crede a tutto quel che vedo,
miro di scempi compiesi l’assalti
ed il perdono genuflesso chiedo,
sfaltar veggo vallate ed i coll’alta
che solo dal rovello mi arrovello
veggo sfaltar financo Pievassalti»!
(da “La Divina Bulletta”, di Marco Panti, 2011)
Quello che avete appena letto è uno stralcio di un’opera letteraria satirica che, in terzine dantesche, prendeva bonariamente in giro i soci della Bulletta Bike, la società che, prima di Eroica SSD, organizzava L’Eroica.
Nel contrappasso pensato per Giancarlo Brocci, Marco Panti, socio col pallino letterario, immaginò l’ideatore dell’Eroica costretto a pedalare su strade sterrate che si coprono di asfalto sotto la sua ruota.
Una maledizione mica male.
La stessa con cui, un po’ di tempo fa, si è svegliato lo stesso Brocci e, appena dopo il suo post sui social, tutto il popolo dell’Eroica quando ha visto una colata di asfalto nero deturpare un tratto di strada bianca, uno dei più belli: quello di Castiglion del Bosco.
>>> I nostri articoli su L’Eroica
Asfaltano le Strade Bianche?
La notizia è diventata presto virale, per rimanere in tema letterario potremmo cantare de Andrè: “Come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca” quando i social si chiamavano dicerie. Quindi quella foto di Castiglion del Bosco nera d’asfalto ha fatto in un attimo il giro del mondo eroico alla velocità della fibra ottica. Lo scandalo è servito.

Ma come, ci si è domandati, L’Eroica che ha trasformato le strade bianche da sfortuna a opportunità, ora viene offesa in questo modo e vengono asfaltate strade bianche che servono a portare turisti?
Come stanno le cose? Dopo aver raccolto l’allarme di Giancarlo Brocci, che dell’Eroica è ideatore e custode morale e che, a sua volta, aveva ripreso una foto pubblicata da Claudio Marinangeli, tra i primi fondatori dell’Eroica, abbiamo intervistato Agnese Carletti. È la fresca presidente della provincia di Siena (dal 30 settembre 2024), non si è sottratta alle domande e ha ben a cuore il suo territorio e ci tiene a dirlo, peraltro confermando quanto già dichiarato proprio durante la conferenza stampa in occasione dell’ultima Eroica.
«Dal punto di vista paesaggistico sono stati rispettati tutti i criteri e sapete quanto sono stretti quelli nella nostra provincia. Inoltre, si tratta di un iter complesso che è iniziato già da diverso tempo (in effetti se n’era parlato già anni fa, quando iniziò l’iter e non fece scalpore, ndr) e certamente non si concede con facilità la possibilità di togliere lo sterrato».
Quella striscia nera di asfalto, a Castiglion del Bosco, ha fatto il giro dei social, è davvero brutta.
«Quella è solo una fotografia relativa a una fase dei lavori, già oggi non è più così – precisa la dottoressa Carletti – è solo una base sopra la quale era già previsto un altro materiale, ma l’effetto finale è un asfalto che ha gli stessi colori della strada bianca e sarà resistente (“depolverizzazione” è stata definita l’operazione, e, al momento, non ci sono altri lavori di questo tipo previsti su altre strade, ndr)».

Ma era proprio necessario effettuare un lavoro del genere?
«Guardi, è una strada trafficata 365 giorni l’anno e quello è un punto critico, si tratta di un chilometro e mezzo per il quale, ribadisco, l’iter autorizzativo è stato fatto correttamente e rispettando i vincoli paesaggistici.
«Siamo su un territorio che perde abitanti giorno dopo giorno, molti vanno via e si rischia di avere zone difficilmente raggiungibili. Occorre trovare un equilibrio con la tutela del territorio che per noi è fondamentale. Il nostro paesaggio è bello anche perché lavorato dall’uomo e lo sviluppo del territorio, che deve essere reso vivibile, deve continuare».

Non c’è, allora, il rischio che si possa trattare di un precedente per rimuovere lo sterrato da altre strade?
«Direi proprio di no – la risposta è perentoria – poi ogni situazione va affrontata singolarmente e con attenzione. Lì c’era un problema di sicurezza degli utenti e, alla fine, manutenere una strada bianca è più costoso».
Lei è stata eletta da poco e si è trovata la cosa già fatta, vuole darmi un parere personale?
«Le nostre strade bianche sono un valore che va preservato. Non c’è alcuna intenzione di proseguire con le asfaltature e la tutela del paesaggio è gestita da norme precise».
Quindi possiamo rassicurare gli eroici?
«Direi proprio di sì».



































