In Italia il mercato delle biciclette da corsa da bambino è una nicchia; o meglio, è “cannibalizzato” da un’offerta di fascia super-economica, con modelli da hard-discount che di qualitativamente degno hanno ben poco.
Ci riferiamo più che altro all’offerta per bimbi di età preadolescenziale, quella destinata alla fascia nove-quindici anni circa, ovvero un’età in cui la bici dovrebbe in ogni caso avere finalità esclusivamente ludica, ma allo stesso tempo dovrebbe mettere in condizione il giovane di potersi appassionare a questo sport nelle migliori condizioni tecniche possibili per, chissà, diventare un domani un campione delle due ruote.
Al netto del “problema dei problemi” legato ai pericoli sulle strade, qui in Italia sono soprattutto ragioni di ordine economico ad aver radicato una percezione di questo tipo: è impensabile spendere fior di quattrini per una bicicletta che al massimo durerà due anni, che sarà presto piccola. Ed è proprio in questo senso che talvolta si aggirare il problema con una soluzione che è peggio del danno, mettendo i propri piccoli in sella a vecchie bici riciclate o rimediate chissà dove. Tanto, si pensa, durerà al massimo un anno e in questo senso può bastare per giocarci semplicemente un po’.
Aziende e top-bike da bimbo
A invertire nettamente questo cortocircuito sono quei marchi che investono nella nicchia delle bici di livello premium per ragazzi. Sono pochi, è vero, ma i loro prodotti hanno più di un senso di essere.
Ce lo dimostra, con un’ottima proposta, la belga Ridley, che proprio in questi giorni ha presentato la sua nuova Youngstr: è una bici da bimbo in fibra di carbonio, con telaio da solo 929 grammi e forcellino UDH…
In realtà Youngstr non è solamente una bici per bambini, non è semplice riproposizione “in piccolo” di una top bike da adulto, ma più estensivamente è una bici con una configurazione angolare e dimensionale pensata per abbracciare uno spettro d’età assai ampio, indicativamente tutta la preadolescenza. È inoltre bici ingegnerizzata potenzialmente per adattarsi, alla bisogna o una volta che ha esaurito la sua natura “nativa”, anche a donne minute o a uomini di statura molto minuta.
Non solo, la bici ha un’impostazione che potremmo definire mutuata da una road bike, ma la sua architettura è pensata per adattarsi perfettamente allo sterrato, al fuoristrada leggero, o se preferite è concepita per montare sia ruote da 700c (28″) che da 650b (27.5 pollici), in questo caso aumentando ancor più la sezione delle gomme che potenziante si possono montare (fino a 32 mm con ruote da 282, fino a 42 mm con ruote 27.5″).
La proposta di Giant e Liv
Del resto, come per la Youngstr, con una finalità e una destinazione identica qualche mese fa è nata la Seek del gruppo Giant/Liv: anche in questo caso il telaio è in pregiato carbonio, come la Youngstr è proposto in taglia unica ed dimensionalmente concepito per consentire la più ampia adattabilità alle diverse stature della fase di crescita, inclusa la possibilità di montare ruote 700c o 650b. 
Come per la Youngstr (che costa 2.699 euro) anche qui il prezzo di listino è anche più importante: 3.000 euro, ma in questo caso c’è anche la versione di “primo prezzo” con allestimento più economico.
Sono costi impegnativi, sì, ma, con le debite proporzioni, lo sono forse meno di quelli delle top bike di cui scriviamo e parliamo spesso, con la differenza che qui in gioco c’è un oggetto che potrebbe essere un trampolino di lancio verso la passione di un domani, un oggetto che in questa fase d’età è spesso, e a torto, associato ad un giocattolo.




































Era ora!
E come al solito in Italia rimaniamo a guardare con la stessa puzza sotto al naso che ha lasciato inventare agli americani la mountain bike.
Quella contro i cancelli per i bambini è stata una convinzione che ho avuto sin da quando mia figlia ha iniziato a pedalare.
Finora le ho preso una Frog, una Islabikes e l’ultima arrivata è una Kübikes, tutte ultraleggere, tutte non italiane nonostante io sia un fanatico del made in Italy.
Che somari!
IO ho imparato sui CANCELLI e mi sono appassionato a questo sport apprezzandone ogni molta una miglioria che potevo avere o adesso permettermi.
Non penso che il “dare tutto e subito” sia saggio neanche per chi fa sport a meno che non lo faccia in maniera agonistica ma sicuramente non a 6 o 7 anni.
Che ‘l’attrezzo’ che si debba usare per fare il proprio sport sia idoneo a farlo, e per idoneo intendo non solo funzionante ma anche capace per la nostra fisicità sono d’accordo, ma dare aum ragazzo (bambino ) di 6 o 7 anni, ma anche di 10 o 11 bici da 3 – 4 o più mila euro è come dare una Porsche i mano ad un neopatentato se non a uno che ha il foglio rosa.
E ci risiamo. Per far sembrare normale che tutte le bici costano almeno il doppio di quanto dovrebbero costare tirano fuori bici da bambini al modico prezzo di 3000 euro.
Credo che i produttori abbiano il dovere di proporre bici per piccoli agonisti a prezzi più ragionevoli, sacrificando i margini (o bilanciandoli diversamente tra la propria gamma ragazzi/adulti) così da non creare barriere alla diffusione di questo sport che bici da 3000€ inevitabilmente generano.
Con questo trend vedremo sempre meno giovani agonisti darsi al ciclismo (equitazione docet) con conseguente riduzione del mercato tanto caro ai produttori
Questi sono fuori di testa. Continuiamo a ripetere che non servono mezzi da 10k per divertirsi in bici, e poi i marchi propongono bici da 3500/4000€ per bambini??? Ma quali “campioni” (come se poi dovessero essere tutti campioni nella vita…) vogliono costruire così? Al massimo vogliono viziare nuovi consumatori a cui non basterà, ovviamente, la bici di media gamma quando saranno cresciuti.
Il tutto in un crescente dilapidare di finanze famigliari per “un gioco”…
Questi stanno davvero fuori, non san più cosa inventare per non ammettere che il sistema del consumo così concepito non può più funzionare a lungo.
Non possono pretendere di fare più soldi del pre-covid se continuano con queste politiche di prezzo e di prodotto. Devono ridimensionarsi e tornare a produrre con numeri accettabili e prezzi adeguati, non inventarsi altri modelli iper costosi per un mercato inesistente!!!
Smettendola con la storia dei marginal gains peraltro (di cui i media di ogni genere si riempiono oltremodo la bocca). Perché scommetto che se Pogacar monta su un “cancello” di 10/15 anni fa, lascia indietro chiunque in ogni caso.