Servizio Speciale di Milena Franco
Dal 4 al 12 settembre 2025 Bari si è trasformata in un laboratorio internazionale a cielo aperto per ripensare la mobilità nelle città auto-dipendenti. La Summer School “Sustainable Mobility in Car-Dependent Regions”, organizzata nell’ambito della EIT Urban Mobility Master School e diretta dal prof. Giovanni Circella dell’Università di Ghent, in collaborazione con lo stesso ateneo e con il Politecnico di Bari, ha riunito 30 studenti provenienti da ogni angolo del mondo insieme a ricercatori, esperti e amministratori locali.
Lezioni e workshop si sono alternati a visite e momenti di confronto. Bari, con le sue sfide quotidiane legate al traffico e alla forte dipendenza dall’auto privata, è diventata il terreno perfetto per sperimentare nuove soluzioni, trasformandosi per dieci giorni in un simbolo del cambiamento possibile.
Studio e visione della città
Gli studenti non hanno solo studiato, hanno vissuto la città. Hanno pedalato lungo il mare, tra Castello Svevo e Basilica di San Nicola, scoprendo la bellezza di Bari sulle due ruote. Hanno camminato sul porto, osservando come i flussi di merci e passeggeri incidano sulla vita urbana. Hanno viaggiato insieme per conoscere la Puglia più autentica: da Polignano a Mare, a Ostuni, fino alla riserva del Parco delle Dune Costiere, dove natura e sostenibilità convivono in armonia. Esperienze che hanno reso evidente quanto la mobilità non sia solo spostamento, ma anche relazione con il territorio, cultura, qualità della vita.
In aula e nei laboratori c’era voglia di mettersi in gioco con passione e ogni discussione diventava un fiume di idee: dall’ingegneria alle scienze sociali, dalla pianificazione urbana all’imprenditoria, tutto si intrecciava costruendo visioni nuove e inclusive.
Pianificare la città
Ha destato molto interesse l’intervento di Nico Capogna, CEO di Pin Bike, che ha presentato SIAMUS – Sistema Integrato di Analisi della Mobilità Urbana Sostenibile, frutto del progetto GRINS-Spoke 7 UNIBA BAC. Una piattaforma digitale che, grazie a intelligenza artificiale, open data e sensori, trasforma i dati in strumenti concreti per pianificare meglio le città. Non solo tecnologia, ma un vero ponte tra numeri e decisioni politiche, capace di orientare investimenti, rendere più efficaci le infrastrutture e valutare l’impatto delle scelte urbane in tempo reale. Una presentazione che ha destato molto interesse scatenando domande e riflessioni.

Un programma Rai
Un altro momento molto importante è stato l’incontro con il giornalista di RaiNews24 Alfredo di Giovampaolo, che ha presentato in anteprima la sua nuova rubrica “Sulla strada. Territori, persone, storie a due ruote”. Un progetto che raccoglie l’eredità di “Cammina Italia” e “Pedala Italia”, unendole in un unico racconto capace di narrare il Paese attraverso la lente della mobilità dolce. La sua testimonianza ha acceso la consapevolezza che la mobilità non è solo infrastruttura e tecnologia, ma anche cultura, comunicazione e cambiamento sociale.
I progetti
Grande attenzion, ovviamente ai progetti elaborati dai cinque gruppi di studenti. Idee creative, fresche, a volte visionarie, ma sempre radicate nella volontà di incidere sul reale. Da CarCooling, un car sharing che unisce viaggi e socialità, a CityLens, che dà voce ai trasporti informali trasformandoli in dati utili. Da MobEasy, che semplifica la mobilità turistica sostenibile, a OnBoard, che reinventa l’autobus come spazio culturale e commerciale itinerante. Fino a ENEA Bari, il progetto vincitore: una proposta inclusiva e umana per offrire agli over 75 mobilità sicura, a zero emissioni e accesso facilitato alla vita culturale della città. Un’idea capace di ricucire legami tra generazioni e restituire agli anziani un ruolo attivo nella comunità. La scelta della giuria è stata unanime e gli applausi hanno sancito non solo una vittoria, ma la nascita di un sogno condiviso.

La Summer School non è stata soltanto un corso intensivo: è stata un’esperienza trasformativa che ha dato agli studenti nuove competenze e la consapevolezza che la mobilità può essere motore di cambiamento sociale, culturale ed economico. Bari, con la sua storia e le sue contraddizioni, è diventata per dieci giorni un simbolo di possibilità: da città auto-dipendente a palcoscenico di innovazione, inclusione e speranza.





































