Con la Toscana a fare da contorno una bicicletta gravel sembra essere nel suo ambiente naturale. In realtà pensi subito che la Toscana è contorno perfetto con tutto quel che è a misura di ritmo umano che, in bicicletta, si chiama gravel ed è la chiusura perfetta del cerchio.
Gravel Beyond
Non è un caso che Bianchi abbia scelto un posto prestigioso per parlare di Gravel Beyond, la filosofia con cui la casa di Treviglio definisce la sua piattaforma di modelli dedicati alle strade sterrate. Poi arrivi al Castello di Casole lasciandoti dietro tutto il rumore ma, da ciclista, inizi inevitabilmente a misurare la salita di una strada che si stringe e impenna. D’altra parte è il luogo più naturale per costruire una fortificazioni, la storia parla di decimo secolo addirittura, prima ancora c’era un villaggio etrusco.

I cavalieri di oggi arrivano in bicicletta e non si arrendono per uno strappo più duro (e nemmendo due) per arrivare alla vetta. Il castello, in realtà, è un vero e proprio centro abitato in cui la struttura principale fa da vertice a diverse costruzioni che ora accolgono ospiti che vogliono silenzio. Anche la tv, nelle stanze, è chiusa in un armadio per non disturbare e se proprio devi aprire…

Chissà se avessero avuto una gravel i cavalieri antichi. Un pensiero bislacco di un attimo mentre inizi ad alzare polvere nella discesa che porta nel circuito approntato per l’occasione e che fa riferimento al Castello ovviamente. Noi vi lasciamo la traccia anche se non soggiornate in cima perché il percorso, pure breve, è vario e divertente e a ripeterlo più volte, come aveva previsto Bianchi per far provare più biciclette, non annoia.
Un circuito da gustare in più giri
Su questo circuito, nella due giorni toscana color celeste Bianchi (ma anche il cielo ci ha messo del suo) si è potuto provare di tutto, dalla Impulso (che avevamo provato qui), vertice gravel, pedalata da un Nicholas Roche, fresco campione del mondo di categoria, alla Via Nirone, modello di ingresso, ci sono tutte le sfumatura della filosofia di casa Bianchi dedicata alla polvere.
Noi ne abbiamo raccolta un po’ su una Arcadex AL, per raccontarvi del modello appena svelato a completare la gamma.
Arcadex AL
Prende spunto dalla Arcadex che era già nel catalogo, stavolta, però, con tubazioni in alluminio. È il frutto di una ricerca ma sembra un gioco. Devi mettere vicine la nuova arrivata con la sorella maggiore in fibra di carbonio per trovarne le differenze. L’alluminio imita, nelle forme, l’estetica della versione carbon e lo fa tramite lavorazioni che vanno dalla forgiatura all’idroformatura applicate ad alluminio di classe 6069, lega leggermente diversa dalla classica 6061 ma voluta per esaltare la resistenza e anche la leggerezza, del telaio. Le saldature sono levigate per creare un effetto visivo simile a un telaio in carbonio monoscocca.
Il peso del telaio, in taglia M, è di 1.654 grammi, un valore competitivo per una gravel in alluminio. Il passaggio cavi semi-integrato contribuisce a mantenere un’estetica pulita e una migliore protezione contro sporco e detriti senza complicare la manutenzione.
Pensata per un pubblico molto ampio
La nuova entrata si rivolge sia a chi proviene dal mondo della strada e desidera ampliare i propri orizzonti, sia a chi arriva dalla mountain bike e vuole una bici più veloce e versatile. L’obiettivo di Bianchi era proporre una bici “tuttofare” per l’avventura, capace di adattarsi a diversi scenari e di offrire un’esperienza di guida equilibrata tra comfort, controllo e robustezza.
Il peso del telaio, in taglia M, è di 1.654 grammi, un valore competitivo per una gravel in alluminio. Il passaggio cavi semi-integrato contribuisce a mantenere un’estetica pulita e una migliore protezione contro sporco e detriti senza complicare la manutenzione.
Geometria e dettagli costruttivi
La geometria della Arcadex AL è stata ottimizzata per bilanciare comfort e stabilità, caratteristiche essenziali per chi pedala su lunghi percorsi gravel. Il passaggio ruota permette l’uso di coperture fino a 50 millimetri di sezione, ampliando la capacità di affrontare terreni tecnici e sconnessi.
La forcella è predisposta per essere sostituita con una versione ammortizzata, ampliando ulteriormente la versatilità del modello. Non mancano attacchi multipli per borse, portaborracce e accessori da viaggio, un dettaglio che la rende perfettamente adatta al bikepacking e alle avventure a lunga distanza.
Componentistica e compatibilità
Arcadex AL è progettata per l’utilizzo di trasmissioni monocorona (1x), oggi lo standard nelle gravel moderne per semplicità e affidabilità. Monta ruote in alluminio Bianchi Level 2 Gravel, con canale interno da 25 millimetri, sviluppate internamente dall’azienda per garantire compatibilità e robustezza ottimale.
Il modello è inoltre compatibile con il nuovo manubrio integrato in carbonio Bianchi specifico per il gravel, già previsto come upgrade anche per la Via Nirone 7 Gravel.
Tre colorazioni per tre identità
La nuova Arcadex AL è disponibile in tre colorazioni, pensate per valorizzare la struttura e il carattere della bici:
- Turchese con forcella Celeste, un richiamo alla tradizione Bianchi;
- Verde Chiaro con forcella Verde Foresta, più naturale e discreta;
- Rosso di Borgogna con forcella Rosso Corallo, la versione di lancio che esprime l’identità più audace del modello.
Con la Arcadex AL, Bianchi propone una bici capace di coniugare qualità costruttiva e accessibilità, offrendo un’esperienza completa a chi vuole avvicinarsi al gravel con un mezzo solido e curato. È una bici pensata per il viaggio e per la scoperta, che conserva l’eleganza tecnica tipica di Bianchi e rappresenta il naturale ponte tra le versioni in carbonio e i modelli più accessibili della gamma.
Prezzi e disponibilità
Bianchi ha fatto coincidere la presentazione alla stampa internazionale con l’uscita della bicicletta sul proprio sito ufficiale. Il prezzo con cui è stata annunciata la bicicletta è di 2.290,00 euro al pubblico con montaggio Shimano GRX di classe 610.
Ulteriori informazioni: https://www.bianchi.com











































Buongiorno mi sono chiesto a cosa serve il manubrio del gravel x molti ciclisti che non gareggiano ,io ho manubrio flat e molto più comodo,e da più controllo della bici.Fabio da Padova.
Salva Fabio, qui la risposta: https://cyclinside.it/perche-non-usare-il-manubrio-flat-sulle-gravel/