Ciao Maurizio tra la nuova Scott addict Endurance e questa nuova Bianchi infinito avendole provate tutte e due quale consiglieresti come rapporto qualità prezzo e Confort su sterrato leggero…..??Sono indirizzato all’acquisto di questa tipologia di bici x fare anche un po’ di off-road e sarei indeciso tra le due essendo entrambe molto belle anche se forse x la Bianchi bisogna spendere un po’ di più x avere la stessa tipologia di componenti…. grazie in anticipo Francesco
Francesco dalla nostra pagina Facebook
Ciao francesco,
iniziamo dal rapporto qualità/prezzo: la Scott Addict 20 che abbiamo testato potrebbe sembrare più appetibile, perché monta l’Ultegra Di2 e costa circa 1700 euro meno della Bianchi, se consideriamo il montaggio Ultegra Di2, che costa appunto 6.990 euro. Ma quest’ultima ha: un manubrio integrato di livello, ruote nuovissime di moderna concezione e generazione, lanciate proprio assieme al telaio. In questo senso Bianchi si posiziona su un livello più alto, per se – ripetiamo – il prezzo di Scott è comunque oggettivamente molto interessante rispetto alla qualità del telaio e la qualità/efficienza/versatilità della componentistica montata.

Proseguiamo con un discorso funzionale: diversamente da quel che ho fatto con la Addict 20, non ho provato la Infinito con un set up da “gravel light”, per questo non ti so dire fin dove può arrivare, cosa che invece ho fatto con la Addict 20 portandola davvero al limite (e guardati il video fatto a proposito per capire di cosa parlo). A “occhio e croce”, però, o quantomeno a giudicar da quel che ho percepito alla Strade Bianche e a giudicare dalla geometria, la Infinito rispetto alla Addict ha una impostazione leggermente più adatta a contesti off-road: me lo ha confermata la grande confidenza/sicurezza e facilità di guida che mi ha dato in discesa sulle strade bianche del senese e assieme a questo me lo conferma l’osservazione della tabella misure: rispetto alla Addict la Infinito ha un carro leggermente più lungo (e infatti arriva a coperture da “40”, non da “38”), ha uno stack poco più alto, un reach poco più compatto e tubo verticale poco più “sdraiato” (non a caso corrisposto da un reggisella “0 offset”). Ne risulta di sicuro maggiore predisposizione a situazioni di guida in cui serve stabilità, controllo e attitudine a governare fondi o traiettorie “instabili” come quelle tipiche dei fondi non asfaltati.
Va da sé che con un’impostazione del genere la bici è piò pigra, o quantomeno è sicuramente più “pigra” rispetto a quel che ci è sembrato essere, su asfalto, la Addict, che è decisamente più “cattiva” in quel senso e in quei contesti.





































