Gentile Direttore,
ciclisti che fanno sport per strada… Anch’io voglio fare tennis per strada calcio basket acchiapparella nascondino… Palla volo..
Quando fanno sport in gruppo sono arroganti e sempre in mezzo alla strada, sfrecciano a rischio e pericolo dell’automobilista che ha la disgrazia di incontrarli..anche in prossimità di curve, l’automobilista deve andare ai 10 km orari, fermarsi per essere più precisi, od invadere a proprio rischio e pericolo la carreggiata opposta. Stare alla loro merceè attendere che si degnino di mettersi in fila due per due non dico uno per uno.. che smettano di gareggiare e sorpassarsi tra loro, chiacchierare tra loro e nonostante il clacson ed il rumore chiarissimo dell’auto attaccata al proprio culo, e si degnino di farci passare in sicurezza.
Se questo è comportarsi con diligenza per strada.. se questo è rispettare il codice stradale.. da domani voglio fare anch’io sport per strada! . E se un ciclista nel suo tragitto mi urtasse ho mi invadesse durante la mia attività sportiva “corsa in gruppo” e eserzii di gruppo per la cui serve una intera carreggiata che succede?
Per loro piste ciclabile che hanno ridotto carreggiate e spazi; e poi non ne vedi uno, se non qualche essere solitario che ha deciso di usarla secondo la discrezionalità del momento.
Per legge devono andare in gruppo solo dove ci sono gli spazi adatti le piste ciclabili! Naturalmente la loro velocità dovrà rispettare il diritto dei pedoni e dei maratoneti!
Un caro saluto da una brava automobilista che ogni giorno per più volte al giorno è minacciata nella propria sicurezza dai ciclisti e le loro prepotenze!
Lice Foschi
>>> perché le biciclette non pagano bollo né assicurazione
Gentile Lice,
puntualmente vengono fuori questi paragoni pittoreschi e d’effetto che non hanno, ovviamente, alcun appiglio logico e tanto meno giuridico. Per non dire del buon senso. E purtroppo, viste le tante tragedie, non fanno nemmeno sorridere. Anzi.
Le rispondo perché purtroppo non è nemmeno un caso isolato, sono parecchi e sempre troppi quelli che sembrano ignorare, colpevolmente, il Codice della Strada che è un insieme di regole non scritto a caso o a sentimento. Ma frutto di valutazioni competenti.
La bicicletta, piaccia o no, è un veicolo riconosciuto dal Codice della Strada. Non un gioco, non un passatempo tollerato, ma un mezzo di trasporto a tutti gli effetti, con diritti e doveri precisi. Il tennis, il calcio o la pallavolo, invece, no. È questa la differenza sostanziale che rende il paragone fuori luogo. Visto che ha una patente, dovrebbe saperlo.
I ciclisti possono circolare in gruppo, come previsto dalle norme, e non “quando trovano spazi adatti” a discrezione dell’automobilista di turno. Possono occupare la carreggiata, come qualunque altro veicolo lento, e non sono tenuti a “sparire” al primo colpo di clacson. Il sorpasso, lo ricordiamo, è una responsabilità di chi lo effettua, non di chi viene sorpassato.
Questo non significa negare che esistano ciclisti scorretti: esistono, come esistono automobilisti che superano i limiti, parcheggiano sui marciapiedi o telefonano alla guida. Ma trasformare i comportamenti sbagliati di alcuni in una colpa collettiva, o addirittura in una minaccia sistematica alla sicurezza stradale, è una semplificazione che non aiuta nessuno.
Quanto alle piste ciclabili: il Codice impone di usarle solo quando sono presenti, segnalate e idonee. Non quando sono interrotte, pericolose, invase o semplicemente inadatte alla circolazione sportiva. Anche qui, non è una scelta “discrezionale”, ma una valutazione prevista dalla legge.
Infine, l’idea che l’automobilista sia “costretto a fermarsi” dietro a un gruppo di ciclisti su una strada con curve non è un’ingiustizia subita: è esattamente ciò che accade ogni giorno dietro a un trattore, a un camion o a un autobus. La strada è uno spazio condiviso, non una pista riservata a chi ha un motore.
Il rispetto reciproco non nasce dal clacson, né dal sarcasmo, ma dalla conoscenza delle regole e dall’accettazione di un fatto semplice: la strada non appartiene a una sola categoria. Sembra ovvio, ma non lo è mai troppo e testimonianze come questa lettera, lo confermano.
L’immagine di apertura? L’abbiamo fatta fare all’intelligenza artificiale. In archivio non avevamo niente di altrettanto fantasioso.


































Purtroppo c’è odio verso il ciclista.
Ho ascoltato più volte uscite del tipo, dovrebbero limitare le bici da corsa nei velodromi. Oppure ho sentito chi proponeva l’uso della bicicletta, come per i monopattini, esclusivo in città, o comunque in strade urbane dove c’è il limite fino i 50km/h.
Scavando a fondo, chiedendo… Il problema è che il ciclista spesso obbliga l’automobilista a rallentare, cosa che pare essere intollerabile.
Io sono un ciclista. Dal 1993, quando avevo 14 anni. Ho corso ad alti livelli.
Oggi esco sempre da solo. Passavo più tempo a litigare con “colleghi” improvvisati ed inventati grazie alla ultime mode, che a godermi lo sport. È giusto rivendicare il proprio spazio in strada. È sacrosanta l’analisi riferita al CDS. Gli automobilisti ritengono le strade come luogo di circolazione esclusiva. Non tutti, ovviamente, ma troppa buona parte.
Però, tra i ciclisti, sono ancora in troppi a credere che il CDS valga solo per auto e veicoli targati. Molti chiedono rispetto (in quanto insindacabilmente parte debole), ma nemmeno lo conoscono il CDS. Basta vedere il capitolo sul viaggiare in coppia. In coppia significa in fila al massimo affiancati in due. Non a ventaglio. Non siamo alle classiche del nord. La crociera in coppia è prevista solo dove le condizioni stradali lo consentano. Non ovunque. Sinceramente, su una provinciale ad alta percorrenza io, in coppia non viaggio. Me ne sto a destra della linea di delimitazione della carreggiata, visto che la banchina è ampia e transitabile, da solo. Non mi importa che sia mio diritto viaggiare a coppie. Preferisco stare più sicuro e rischiare meno possibile. La pelle è in gioco e non è paragonabile al diritto (seppur dovuto), in fin dei conti, di un passatempo trascorso per hobby. Troppi arrivano ai semafori rossi, guardano di qua e di là e tirano dritto. Troppi percorrono tratti contromano. “tanto lo fanno anche gli automobilisti”. Lasciamo che lo facciano gli automobilisti. I primi a dover essere inappuntabili siamo noi. Solo allora posdiamo rivendicare equità e tutele.
Oooohh, finalmente qualcuno che lo spiega a ‘sti fenomeni che accampano solo diritti e mai doveri o buon senso.
Risposta sensata
“…sfrecciano a rischio e pericolo dell’automobilista che ha la disgrazia di incontrarli..anche in prossimità di curve, l’automobilista deve andare ai 10 km/h od invadere a proprio rischio e pericolo la carreggiata opposta…”
Quanti rischi corrono gli automobilisti!
Signora, io sono una ciclista e probabilmente le starei pure simpatica dato che viaggio sempre sulla banchina di destra, senza intralciare la sua traiettoria. Mi chiedo, lei quando sorpassa mantiene un metro e mezzo di distanza? Perché mi creda che sono davvero in pochi.
Quindi chi è che rischia davvero tra automobilista e ciclista?
Ci pensi per cortesia.
Grazie
Il metro e mezzo di distanza su una strada larga 3 e la macchina larga 1,80 è automaticamente impossibile, difatti quell’articolo del CDS dice che “ove le condizioni della strada lo consentano” è doveroso mantenere 1,5 metri di distanza.
Certo, è logico che, se la strada è stretta, il sorpasso non può essere effettuato mantenendo 1.5 m di distanza.
L’importante è che in questi casi l’automobilista rallenti, in modo che il sorpasso avvenga comunque in sicurezza. Purtroppo anche questo raramente accade.
Nel commento precedente mi riferivo a strade come statali e provinciali.
Le racconto questa, io pedalo sempre sulla banchina, mi è capitato un camion che mi ha sorpassata a pochi cm dal manubrio, aveva le ruote di destra che viaggiavano sulla striscia bianca che separa la corsia dalla banchina. Può immaginare lo spavento. Eppure la possibilità di distanziarsi c’era.
Buona giornata
Eve
Buongiorno, sono una ciclista da tanti anni e proprio oggi, come in molte altre occasioni, ho rischiato di finire sotto una macchina che non mi ha vista (avevo corrette luci ed era di giorno). Il ciclista non si nota, è come se non esistesse, e se commette in errore viene messo alla gogna. Credo sia solo perché è piccolo e lento ed invece la società si è abituata alle macchine potenti, grandi, costose. L’automobilista, forte della sua preziosa scatola contenitore, si auto giustifica invece sempre per i suoi errori perché “non ha tempo da perdere” nemmeno quando va al bar a bere il caffè. Sfugge che l’automobilista ed il ciclista non sono altro che due persone uguali con uguali diritti e uguale dignità. Il gruppo di ciclisti per strada sono a tutti gli effetti un volume stradale pari ad un trattore. Se non si riesce a superare in sicurezza si sta buoni buoni dietro e si aspetta. Personalmente sono convinta che sia meglio superare un gruppo unico che una lunga catena di ciclisti in fila indiana. Ma su questo so che ci sono opinioni contrastanti ed il codice della strada non lo prevede.
La bici un mezzo di trasporto? Raccontiamocela pure. Nel dopoguerra molto probabilmente.
Dietro il trattore sopporto perché so che sta lavorando. Dietro quelli con pantaloncini e magliette aderenti non sopporto. Quelli non stanno andando a lavorare.
La sua mentalità invece è ante-guerra, che tristezza, mi permetta di dirlo.
Caro Marco, hanno lo stesso diritto che hai tu se non ti fosse chiaro.
Sicuro che quello con il trattore stia lavorando? ….magari sta andando al bar a prendersi un caffè 😁
Solo per aver usato il verbo “sopporto” ti sei qualificato
Casco, abbigliamento catarifrangente, frecce, assicurazione, targa obbligatoria per tutte le bici come tutti i mezzi che percorrono le strade.
90 minuti di applausi !!!
Caro Denis, sono d’accordo senza se e senza ma. Sono d’accordo anche se parliamo di diritti e di doveri. La maggior parte dei ciclisti non riconoscono alcun dovere, non ci sono precedenze, non semafori, non STOP, non sensi vietati, non segnalazioni di cambi di direzione, marciapiedi, strisce pedonali, parcheggi in marciapiedi stretti, parcheggi davanti a ingressi di negozi e legate ai semafori… ecc. sono VIOLAZIONI COSTANTI E GENERALIZZATE. Le rotonde MAI sono rispettate, entrano senza alcuna segnalazione né rispetto.. come moto e motocicli.
Ai doveri aggiungo con veemenza il DOVERE ASSOLUTO DELLA TARGA e ASSICURAZIONE affinché possano essere INDIVIDUATI e PUNITI in presenza di gravi responsabilità.
Per ultimo ritengo che vadano ASSOLUTAMENTE PROIBITI GLI AGGANCI DELLE SCARPETTE TECNICHE AI PEDALI,
ho visto cadere troppi ciclisti autonomamente solo perché frenando di colpo non sono usciti a sganciare in tempo le scarpette dai pedali.
Se le regole sono uguali per turtti coloro che viaggiano sulle strade ciclisti devono essere riconoscibili e multa bili come tutti gli altri mezzi. Tutto quanto detto é valido anche per i monopattini.
Giovanni M.
Finalmente leggo un commento coerente!? La legge è uguale per tutti e anche il ciclista che è sulla strada deve stare alle regole!? Se giro a sinistra e sono prima di te ed ho messo l’auto come legge mi dice di non dare la possibilità al ciclista di superarmi al semaforo perché io devo girare. Non so cerca il tutto e.per tutto di andare avanti!! E lo vivo tutti i giorni!? E ancora di più, mentre sono col bus doppio snodo e svolto a sinistra ad una curva di 90 gradi il solito ciclista tenta di superarmi a suo rischio e pericolo e mi becco addirittura un dito medio!!! Aprendo il finestrino ed informandolo che è uno stupido che rischia la morte se ovviamente non posso vederlo!!!
L’immagine creata con l’AI, ma anche la lettera, o le lettere che pubblicate sembrano fake, clickbait
Magari
g
Guido da più di 40 anni e vado in bicicletta da 50, vedo tutti questi commenti pro o contro le bici e non condivido molto di quello che si dice.
Secondo me il ciclista ha ragione quando non è rispettato nei suoi diritti di utente stradale e ha torto quando viaggia in gruppi di 50 e più come se fosse su un percorso autorizzato e tenuto in sicurezza da apposito personale.
Alcuni automobilisti soffrono l’ arroganza di questi gruppi e dimenticano la loro arroganza nei confronti di quei ciclisti che rispettano le regole (soprattutto il buon senso sapendo chi ci rimette di più in uno scontro).
Uso esclusivamente la bici come mezzo di trasporto, solo quest,’anno a Febbraio incidente per sportello aperto senza guardare, e a settembre investito su una pista ciclabile attigua ad un passaggio pedonale. Quindi sono conscio di tutti i pericolie del menefreghismo di moltissimi automobilisti. Ma liquidare il fenomeno dei gruppi di ciclisti nelle strade strette o con curve con “è ciò che accade dietro ad un camion trattore o autobus” rasenta l’idiozia. Sono 3 mezzi di trasporto usati per LAVORARE non per farsi un giro la domenica con gli amici e chiacchierare occupando l’intera carreggiata.
Comunque, come per tutto, si può tranquillamente ricondurre al menefreghismo dell’essere umano: sei stronzo se apri uno sportello senza guardare, sei stronzo se non guardi dove vai e mi investi sulla pista ciclabile, sei stronzo se passi col rosso, sei stronzo se vai contromano, sei stronzo se usi il cellulare mentre guidi, sei stronzo se vai in gruppo con gli amici e non permetti alle macchine di sorpassare.
Art. 182 CDS
Circolazione dei velocipedi
1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
È, tutta una questione di civiltà, cultura e sensibilità. Gli automobilisti, camionisti insomma chi guida su quattro ruote, di solito è arrogante convinto di essere l’unico soggetto stradale, titolare della strada. Prepotenti, solitamente codardi, protetti dai loro nefasti pesanti mezzi di locomozione, agiscono incuranti dei soggetti deboli (ciclisti, pedoni, ecc.), con esiti quasi sempre drammatici. Ogni anno, sono solito viaggiare in bici sulle strade di Francia, Spagna, svizzera, Austria. Raramente ho corso pericoli.
L’unica cosa minacciata in quel messaggio della gentile automobilista è l’intelligenza e il buonsenso.
Bisognerebbe introdurre di nuovo Educazione Civica a scuola fin dall’asilo: spiegare come e dove si attraversa, conoscere i segnali stradali, spiegare che su una pista ciclabile non si passeggia esattamente come non vi sognereste di passeggiare sulla carreggiata, capire che le piste ciclo-pedonale sono un pericolo per entrambe le categorie. Spiegare il senso civico e il buon senso da applicare in una Società dove ogni individuo ha diritti e doveri e che le forze di polizia, enti locali ecc. dovrebbero anche educare e non solo punire; aggiornare le persone ai cambiamenti….si pensi all’introduzione delle rotonde. Spuntavano ovunque, ma chi ci ha mai detto come affrontarle? Chi ha la precedenza? Da che lato si imbocca? Quanti incidenti per “ignoranza”?…… e a breve verranno introdotti nuovi cartelli stradali…..chi ce li spiegherà?
Dovremmo rimetterci tutti in discussione e cambiare la nostra percezione di diritti e doveri.
Sbaglio o l’art 182 del CDS vieta ai ciclisti di stare in gruppo? Il massimo concesso è la doppia fila e la stessa è vietata fuori dai centri urbani ( salvo presenza di bambini fino a 10 anni). Personalmente quando esco con gli amici in bici mi sento più sicuro in fila indiana a lato strada che affiancato.
Sbaglio o l’art 182 del CDS vieta ai ciclisti di stare in gruppo? Il massimo concesso è la doppia fila e la stessa è vietata fuori dai centri urbani ( salvo presenza di bambini fino a 10 anni). Personalmente quando esco con gli amici in bici mi sento più sicuro in fila indiana a lato strada che affiancato.
Sempre da CDS, credo che la maggior parte delle biciclette, specie quelle per uso “sportivo” non lo rispettino in termini di dotazioni… luci, catarifrangenti, ecc..
Se fosse per me obbligherei anche all’uso di casco omologato e abbigliamento ad alta visibilità oltre che ad un’assicurazione obbligatoria RC.
Mi viene in mente, intanto, che i veicoli agricoli hanno l’obbligo, non la compiacenza, di far scorrere la coda che si forma dietro appena se ne presenta l’occasione, per esempio, come anche una piccola area a lato della strada, cosa che raramente vedo, tanto che una volta ho dovuto chiamare la stradale, confermandomi l’obbligo di cui sopra.
Non prendiamoci per il sedere, come è stato dichiarato la bici è a tutti gli effetti un veicolo di trasporto soggetto a regole e come tale va usato.
Molte persone la usano, dai ragazzini, che raramente li vedo per le strade extraurbane sia comunali che provinciali, di sicuro, almeno io ho sempre proibito a mio figlio di andare per strada e anche gli altri genitori avranno fatto la stessa cosa.
Gli adulti, sopratutto persone che la usano per andare al lavoro, tipo alle 4.30 di notte e senza neanche una lumino, non dico un fanalino perché potrebbe essere troppo costoso ma almeno un catarifrangente e per finire anche vestiti di scuro e altro, oppure donne e uomini che trasportano, magari, la spesa o altro di cui hanno bisogno per se è per la loro famiglia. Ecco io per queste persone in bici ho il massimo rispetto e do la massima protezione e sicurezza.
Tutti gli altri, che li riconosciamo attraverso il loro inconfutabile abbigliamento e soprattutto per loro veicolo usato che è fatto apposta per le gare ciclistiche, non si può confonderlo con una graziella o con una bici da passeggio con relativo cestello da trasporto. Ecco, per questi devo dire che uso una metodologia attendista, per la sicurezza di tutti noi, automobilisti e soprattutto conducenti di mezzi pesanti, mi accodo dietro e sincronizza la velocità fino a quando non ci sono i presupposti per poter superarli in sicurezza, e credetemi, dopo qualche secondo, sono loro che ti chiedono di passarli, ma fino a quando non si fermano o trovano uno slargo io rimango dietro, tutto questo ovviamente su strade extraurbane provinciali ad alto tasso di curve e linea di mezzeria continua.
Io sono in regola, essendo un mezzo pesante non posso azzardare sorpassi ed invadere le corsie contromano con i tempi che può avere un camion.
Altro è meglio lasciar perdere.
Buona vita
Personalmente, quando vedo che un mezzo pesante non può superarmi, faccio di tutto per agevolarlo, sia nel rispetto del suo lavoro ma anche per la mia stessa incolumità, perchè “costringerlo” a superarmi quando non ci sono le condizioni di sicurezza non ne vale la pena
Tutti a parlare di CDS, quando basterebbe un po’ di senso civico da entrambe le parti, cosa che in Italia a mio modesto parere manca del tutto
Ma se rispettando i diritti di tutti, cosa sacrosanta senza ombra di dubbio la cosa più civile, è usare l’educazione,, per esempio le auto che non si fermano quasi mai davanti strisce pedonali, e i morti ne sono una prova più che tangibile,e i ciclisti che oltre al comportamento già abbondantemente elencato,occupano i percorsi dei pedoni, e attraversano le strisce pedonali stando in sella? insomma ce n’è per tutti,e degli automobilisti rispettassero i limiti di velocità,non ci sarebbe bisogno delle cunette artificiali….chi è senza peccato scagli la prima pietra, ecco perché ci vuole coscienza ed educazione civile!cosa ormai e mi duole dirlo abbastanza rara , dall’ultimo episodio sgradevole che ho assistito ad un semaforo,un automobilista davanti alla mia auto,ha suonato a 4 ciclisti che sono passati davanti a lui con la luce rossa,due di loro si sono accostati,lo hanno tirato fuori dalla sua auto e riempito di botte, onestamente sono rimasto scioccato,si può arrivare a tanto?
Vogliamo parlare dei ciclisti che occupano la corsia di marcia ed ignorano la ciclabile a fianco? Spesso ricavata restringendo la carreggiate delle auto? Perché non viene messo un obbligo per i ciclisti di usare ove esistano (ovviamente) le ciclabili!
Troppo facile evocare il cds…certo tutti dovremmo rispettarlo.. credo però che se indiscutibilmente la bici è considerata un mezzo di trasporto la circolazione su strada debba essere fatta x quello soltanto quello.
L’attività agonistica è altra cosa.. del resto quando si fanno le corse in bici le strade sono interdette alla circolazione delle auto o sbaglio? E ci mancherebbe altro che non fosse cosi. Ma quando invece gruppi di ciclisti decidono di allenarsi come stessero facendo il giro d’Italia?… allora possiamo dire che anche le F1 possono provare x strada o le auto da rally… anche quelli sono mezzi di trasporto o sbaglio….
Credo che il legislatore italiano invece di pensare alle baggianate e agli autovelox dovrebbe disciplinare correttamente l’uso delle bici in strada e regolarizzare con targhe e assicurazione come tutto ciò che circola e definire anche quali tipologie di strade si possono percorrere perché ci manca solo che ce li ritroviamo a ventaglio in autostrada i nsieme a quelli che circolano sempre su seconda o terza corsia e poi si offendono se li superi a destra… un po di buon senso non guasterebbe in questo paese e nemmeno un po di conoscenza del cds…
Scusa, e quando tu giri in auto, che trasporto stai facendo?
Mi sfugge la differenza tra un’auto che trasporta una persona e una bici che trasporta la medesima persona
Aaaahhh, tu intendi che con l’auto ci lavori o vai a fare la spesa? Io in bici non posso fare la stessa cosa?
Perchè tu odi le bici in generale, non solo chi gira con la bici da corsa, vero?
Vi sgammate da soli, con le vs affermazioni ;)
E che dire di quando ignorano completamente il semaforo rosso mentre tu in auto sei incolonnato ti passano a destra e a sinistra, vogliamo parlare anche di quelli che neanche senza guardare attraversano sulle strisce pedonali non adibite all’attraversamento in sella alla bicicletta? Ciclista prepotente e maleducato.
Per tua conoscenza, non c’è alcuna legge che proibisce di attraversare le strisce pedalando, si deve smontare solo quando potrebbe essere pericoloso per la presenza in contemporanea di qualche altro utente.
Per il resto lasciamo perdere, basterebbe togliere la patente a tutti quelli che usano il cellulare mentre guidano e si potrebbe tornare a giocare a pallone in strada come si faceva 40 anni fa… ci sarebbe il deserto!!!
Quesito:
Da Gualdo Tadino a Foligno c’è una variante con limite a 70 km/h.
La strada ha solo due corsie di marcia.
Ogni senso di marcia, tutto delimitato da striscia continua e divieto di sorpasso, ha una larghezza di 4.00 metri (sarebbe di meno ma prendiamola larga).
Un ciclista la percorre a 30 km/h lasciandosi sulla destra un margine di sicurezza di 60 cm. Lo spazio che lui occupa, considerando la larghezza delle spalle è di 60 cm. Ed arriviamo a 120 cm. Aggiungiamo 150 cm di distanza di cortesia/legge alla sua sinistra. Arriviamo a 270 cm di ‘ingombro virtuale” del ciclista. Normalmente un’ autovettura è larga 180 cm ed arriviamo a 450 cm di ingombro complessivo dell’autovettura e del ciclista in fase di sorpasso. Come si a sorpassare il ciclista senza ridurre il rischio per lui e non incorrere in una infrazione del Codice della strada valcando la striscia continua di mezzeria?
Grazie pef un vostro parere.