Mi permetto di rispondere qui perché l’appunto di Andrew solleva una questione sentita da molti appassionati e su cui ogni tanto torniamo.
È vero che la bicicletta si sia complicata un bel po’ negli ultimi lustri e la conseguenza è di avere sempre più necessità di competenze specifiche per la gestione tecnica dei singoli componenti. La mountain bike lo era già – basti vedere il mondo degli ammortizzatori per capire che c’è da farsi venire un mal di testa se si vuole provare a saper mettere le mani almeno sui più famosi.
Complicazioni a favore di prestazioni, comfort, maneggevolezza (su questo punto si potrebbe aprire una discussione molto lunga) ma, spesso, non di durata.
Per fortuna rimangono anche biciclette meno sofisticate sul mercato, che richiedono meno attenzioni e anche meno soldi pagando, però, sul peso e le prestazioni assolute.
Al di là di questo penso sia da sottolineare pure come una volta non è che le biciclette fossero tutta questa semplicità. Certamente era più facile farsi manutenzione a casa completamente dei freni e altre regolazioni, ma già mettere mani sulla serie sterzo significava avere le chiavi giuste e molta sensibilità. Ancora di più per il movimento centrale. Stringere nel modo giusto le calotte di un movimento centrale era cosa quasi da artisti. Oggi è tutto sigillato e via. Ma certo ci vogliono chiavi apposite per sistemi diversi e precisione. Per non dire delle ruote poi. I bravi assemblatori di ruote erano dei veri e propri guru, a volte con teorie contrastanti e scuole di pensieri diverse sui tensionamenti quando non per gli incroci. Oggi, alla fine, pure se più costose, le ruote richiedono meno manutenzione di una volta. Quando serve, poi, è difficile fare da soli oltre un certo punto.
Si chiama evoluzione, che ci piaccia o no. Per fortuna possiamo ancora scegliere però.






































Io non vedo questa grande evoluzione delle biciclette mirata ad un qualche miglioramento, che sia valutabile dalla stragrande maggioranza degli utenti. Vedo tante modifiche che complicano la manutenzione, soprattutto per il fatto di necessitare di attrezzi specifici o strani metodi di smontaggio e rimontaggio. Certe novità tecnologiche mi viene spontaneo paragonarle all’ufficio complicazioni affari semplici. La risposta riguardo alle capacità di tanti meccanici dediti alla ciclo riparazione la do io, dio ce ne scampi e liberi. Pochi, invece, sono molto validi.
Da qui era nato anche questo editoriale: https://cyclinside.it/la-bici-dei-pro-ci-serve-davvero-o-e-solo-una-finzione-di-mercato/