Buongiorno,
ho letto l’intervento della Signora e il suo commento e mi trovo d’accordo su tutto. Aggiungo una considerazione sul fatto che lei dice che, culturalmente, la bicicletta è considerata un intruso. Io piuttosto sono convinto che la bicicletta sia considerata per tante persone, non un mezzo di trasporto in quanto tale, ma un giochino; un mezzo usato solamente da sportivi o persone che vogliono tenersi in forma e fare passeggiate. Insomma, un mezzo utilizzato da nullafacenti, ragazzi con tanto tempo libero e/o adulti che si fanno una passeggiata. Al contrario, chi usa l’automobile, a parte una minoranza, la sua per i suoi spostamenti lavorativi, le sue commissioni e i suoi appuntamenti. Perciò, quando vede un ciclista che lo “intralcia” gli sale la rabbia perché ha la percezione di perdere tempo/denaro da un nullafacente che ha tanto tempo da buttare, mentre l’automobilista ha da fare. Al tempo stesso, i pedoni non si fanno molti problemi a passeggiare a vuoto sulla ciclabile perché, in fondo, anche chi usa la bicicletta sta passeggiando a vuoto come loro, quindi saranno più tolleranti. Al massimo ci si sposta. Non si arrabbi durante il suo/nostro tempo libero.
Peccato che la bicicletta è il mio principale mezzo di trasporto e che la uso per andare al lavoro (sparandomi 45 minuti di viaggio tra bici e treno), per andare a fare le mie commissioni e per andare a trovare gli amici e parenti: se sono sotto i 30 Min di viaggio ci vado in bicicletta. Se qualcuno mi vede sulla ciclabile o in strada al 99% ha da fare o non devo fare tardi ad un appuntamento. Ho tutti i diritti di non essere intralciato da pedoni sulla ciclabile, come gli automobilisti hanno il diritto a non essere intralciati dai ciclisti della domenica.
Poi è frustrante constatare che si esige il rispetto delle regole ai ciclisti ma vengono zitti quando loro chiedono che venga rispettato da tutti. Come al solito in Italia le regole vengono interpretate e rispettate quando gli più comodo.
Aggiungo (lei lo sa già, ma è il caso di ribadirlo per tutti) che il Codice della Strada non distingue sui motivi per cui si è su strada, chi va a fare una passeggiata ha gli stessi diritti di chi va a lavorare. Altrimenti lei, se dovesse lavorare di sabato, potrebbe prendersela contro tutti quelli che vanno a fare la gita fuori porta in automobile.



































