Gentile Direttore,
quello che Lei scrive è assolutamente corretto, ma Lei non considera il fatto che le strade hanno una carreggiata che è esclusivamente utilizzabile dai veicoli a motore, da cui il termine, le biciclette i monopattini, le persone a piedi e qualunque altra cosa si muova senza un motore dovrebbero stare al di là della linea che demarca la carreggiata e questo fa parte delle norme di progettazione delle strade. Se poi le nostre strade non sono a norma rispetto a quanto stabilito dalle O. M. questo non è un problema degli utenti a due e a quattro ruote.
Grazie per il Suo contributo
Vittorio Zanatta
Caro Vittorio ha ragione. La nostra architettura, soprattutto quella urbana, è costruita in un certo modo, nelle città più grandi nata molto prima delle automobili per cui è stata adattata. Ma qualcosa si può fare, a cominciare da un cambio di mentalità.
L’immagine che ho scelto a illustrazione di questa risposta è una strada extraurbana d’Olanda. Da noi avrebbe una riga centrale e poco spazio alle biciclette. Qui c’è poco spazio alle auto.
È una differenza di prospettiva cui possiamo arrivare facilmente senza morire (letteralmente) di traffico.





























