Dal brand che ha fatto del livello “premium” la nota distintiva e l’immagine di marca delle sue biciclette arriva una novità che non fa che rafforzare questa identità sul mercato: con la Teammachine 01 AMP l’elvetica BMC riposiziona ancora verso l’alto quel limite tecnologico (e di prezzo) legato al segmento delle e-road bike, ovvero le biciclette da corsa a pedalata assistita.
Di bici di questo genere in passato ne abbiamo già provate: è stato ad esempio il caso della Scott Addict e-ride oppure della Wilier Triestina Cento10 Hybrid.
La bici in oggetto ripercorre esattamente quel solco, ma lo fa declinando questo segmento merceologico con un’architettura tecnica ancor più esclusiva, mutuata esattamente dai modelli top di gamma utilizzati dagli agonisti. Questa è bici che sull’altare della qualità non lascia spazio a compromessi.
Ci riferiamo prima di tutto al fatto che questa nuova “e-road” abbandona nella maniera più assoluta la possibilità di essere convertita a muscolare: «Questa bici nasce per rimanere nella configurazione assistita – ci dicono i responsabili BMC in occasione di Road Bike Connection Spring, evento BCA dove era presente BMC, che appunto ha portato alcuni nuovo modelli da far provare a noi della stampa specializzata: – Qui l’architettura dell’assistenza è studiata per integrarsi al meglio con il telaio, renderlo il più simile possibile a una bici da corsa tradizionale e soprattutto renderla più leggera».

Dedicata a chi?
Il risultato è una top bike che nella configurazione al top che abbiamo provato noi pesa 9.4 chili (taglia 54 senza pedali), ma ha un prezzo decisamente importante, 13.499 euro.

Ma prima di descriverne le caratteristiche tecniche ci domandiamo: per che tipo di cliente e utente potrebbe aver senso una spesa simile?
Probabilmente è lo stesso appassionato che ha possibilità economiche per comprare una bici di costo analogo ma di tipo “muscolare”, magari quello che per una serie di ragioni può trovare adatta questa bici per ragioni sia pratiche che funzionali.
Ci riferiamo quindi allo sportivo che bene sa cosa significhi pedalare su una road bike di altissima gamma, quali feeling di guida e quali sensazioni di velocità ti trasmetta, ma che allo stesso tempo, vuoi per mancanza di allenamento, vuoi per limiti di età, non ha le possibilità di godersi il tutto con una vera road bike tradizionale.
Caratteristiche simili sono proprie anche di tante altre e-road bike “light” che abbiamo provato, è vero, ma ribadiamo che in questo caso tutto questo vale ancor di più, prima di tutto grazie a una leggerezza record.

Le nostre impressioni in prova
Al Bike Connection Spring di Massa Marittima, Toscana, in sella alla Teammachine 01 AMP abbiamo percorso un giro relativamente breve, circa 30 chilometri e 500 metri di dislivello: ci sono però bastati per capire spirito e indole di questa top-bike “elettrica”.

Diciamo che mai come per questa bici quella fastidiosa sensazione di peso in più dovuta al fardello “motore+ batteria” è stata realmente percepibile: qui il tutto è concepito e disegnato all’interno di una struttura che è davvero quella di una top bike stradistica, incluso il manubrio integrato ICS Carbon Evo, incluse le scattanti ruote DT Swiss ARC 38 e incluso il telaio in carbonio di livello premium, concepito con lo stesso iter di sviluppo usato per i top di gamma BMC come la Teammachine “R” o “SLR”o la Roadmachine.

Anche la geometria, del resto, è praticamente la stessa di queste ultime, con la sola differenza che qui lo stack è un po’ più alto (in media 3 cm sulle ben sei taglie disponibili).

Con un bagaglio tecnologico simile i 9.4 chili di peso prima di tutto non sono più un limite in pianura: in questi contesti, superando i 25 km/h il motore ovviamente “stacca”, ma qui non hai più quel fastidioso fardello più presente sulle e-road bike da 11/12 chili di peso, fardello che chilometro dopo chilometro diventa un limite alla scorrevolezza e alla attitudine a mantenere alte le velocità di crociera. In questo senso e in questo caso stare a ruota in pianura di compagni più allenati di te, in sella a road bike muscolari, sarà molto più agevole e “naturale”.
Passiamo alla discesa: in questa situazione la gradevolezza a guidare è elevata, per via del peso contenuto la bici la senti snella e agile nell’impostazione delle curve e non si tratta tanto di sensazioni soggettive, perché siamo saliti sulla Teammachine 01 AMP il giorno dopo aver provato (sulle stesse strade) la Teamachine SLR 01, la “muscolare” di vertice della Casa elvetica, la superleggera che brilla su tutti i terreni: bene, possiamo con certezza dirvi che il feeling di guida, soprattutto in discesa, è praticamente lo stesso, visto che la geometria è praticamente la stessa, soltanto al netto di una differenza minima nello stack.

Insomma, nonostante sia un “elettrica” questa Teammachine 01 AMP è mezzo perfetto per godersi in pieno tutta l’ebrezza di velocità che è connaturata con il vero ciclismo road.
Di qui le sensazioni di guida legate al peso, cui poi possiamo aggiungere il feeling altrettanto naturale e gentile dell’assistenza siglata “TQ”: quella dell’HPR è un’assistenza che conoscevamo, è appunto stata ingegnerizzata per dare il mimino supporto a tutta quella nutrita generazione di e-bike che è stata giustamente definita “light” e che oltre a questo aggiunge una grande silenziosità, che ti fa realmente dimenticare di avere un supporto motorizzato all’interno del movimento centrale.
Nella più aggiornata versione “40” montata sulla BMC fa poi un ulteriore passo avanti in direzione dell’assistenza “gentile”, commisurata alla reale forza che stai spingendo in quel momento; e soprattutto, forse come pochi altri il sistema di TQ è quello che meglio sa “leggere” la tua cadenza in quel momento, assicurandoti la migliore efficienza a cadenze elevate (tra 80 e 90 rpm), ancora una volta per incontrare le “buone regole” del pedalare su strada.
Le caratteristiche tecniche
A livello strettamente tecnico la bici incorpora gli stessi progressi aerodinamici presenti sulla Teammachine SLR 01, prima di tutto i profili dei tubi ottimizzati, il reggisella AeroShape il manubrio integrato ICS Carbon Evo e i portaborraccia con design AeroCore, che in questa fattispecie sono compatibili con l’eventuale batteria addizionale range extender.
Tutto questo per assegnare alla Teammachine 01 AMP l’aspetto elegante e professionale di una bici da gara di alto livello, offrendo al contempo le migliori prestazioni aerodinamiche della categoria.
A corredo della bici c’è inoltre una luce posteriore completamente integrata, che fornisce 20 lumen con un fascio luminoso di 180 gradi.

L’assistenza si può monitorare grazie alla smart box e al luminoso display a colori OLED posto sulla sommità del top tube, sull’allestimento di vertice provato da noi il passaggio da una modalità all’altra è possibile (anche) agendo sui pulsano “nascosti” dei comandi di generazione Shimano Di2, mentre sugli altri due allestimenti c’è un controller ergonomico con due tasti fissato sull’attacco manubrio.

Il motore TQ
La bici alloggia il più evoluto ed avanzato motore della tedesca TQ, non a caso azienda che qualche anno fa ha dato il la al segmento delle e-bike light: il ha TQ HPR 40 alloggiato elegantemente nella scatola movimento fornisce 200 watt di assistenza fluida e naturale.

La batteria dedicata è integrata nel down tube, ha una potenza di 290 Wh e nel caso di un ciclista di 80 kg ha un’autonomia indicativa di 130 km nella modalità Eco delle tre disponibili.
Da parte sua il TQ Range Extender da 160 Wh aumenta non poco autonomia e capacità totale del sistema. Il motore dialoga e interagisce direttamente con guarnitura e corone Praxis LevaTime, pensate per garantire cambiate fluide e precise sotto sforzo.
Allestimenti e prezzi
La bici è disponibile in tre configurazioni di montaggio: al top c’è la Teammachine 01 AMP ONE che abbiamo provato noi (Shimano Dura-Ace Di2, 13.499 euro), segue la Teammachine 01 AMP TWO (Shimano Ulterga, 9.499 euro) e infine la Teammachine 01 AMP THREE (Shimano 105 Di2, 7.999 euro).
Ulteriori informazioni: BMC












































