Esce un altro “capolavoro” di BMC, ovvero una bici da sogno, frutto di un processo di ricerca e sviluppo all’avanguardia, che impiega materiali di elevatissimo livello qualitativo ….e ovviamente che non bada ai costi.
“MPC” è infatti sigla con cui il marchio svizzero identifica i suoi prodotti di livello “MasterPieCe”, dei capolavori, appunto.
Con una bici TeamMachine in versione MPC corrono ad esempio i corridori del team Tudor, propri gli stessi che da qualche settimana hanno in dotazione un nuovo “bolide” da cronometro: la Timemachine MPC è evoluzione della omonima generazione da cronometri precedente, che BMC aveva introdotto nel lontano 2017.
In questo caso, possiamo davvero dirlo, a rimanere invariato è solo il nome, perché questo nuovo frame-kit per le gare contro il tempo concretizza un progetto tecnico radicalmente nuovo.
Usata già in corsa
La Timemachine MPC che BMC ha reso pubblica il 20 febbraio 2026 ci aveva incuriosito a inizio 2025, quando l’elvetico Stefan Kung l’aveva usata per primo (e in modo “unofficial”) in occasione di una cronosquadre in Spagna.
La bici fa parlare di sé per le sue forme davvero avveniristiche e “di rottura”, ma anche per il prezzo: 19.000 euro per il frame kit!
Ma iniziamo, da come è fatta
L’obiettivo dei progettisti
L’obiettivo deliberato dei progettisti BMC al momento di modellare la nuova Time Machine MPC è stato chiaro: migliorare il valore di resistenza aerodinamica del 3%.
Potrebbe sembrare un valore marginale, ma non lo è affatto: non lo è nel contesto di gare contro il tempo che oggi si tengono a lungo su velocità prossime ai 60 all’ora (e con medie quasi sempre superiori ai 50).
Per migliore il coefficiente di penetrazione all’aria la strada percorsa da BMC è stata duplice: da una parte concepire una geometria di telaio che si adattasse alla posizione e alle variazioni naturali di ciascun ciclista, dall’altra rispettare e al tempo stesso interpretare concretamente al meglio tutti gli spazi normativi che l’UCI impone alle bici da cronometro, con particolare attenzione agli aggiornamenti tecnico/normativi che sono entrati in vigore proprio all’inizio di questo 2026.
AeroSynthesis
Il risultato nel concreto è appunto ciò che ora vi andiamo a spiegare nel dettaglio, un approccio che concretizza quel che BMC ha voluto chiamare AeroSynthesis: si tratta di una filosofia di design e un approccio tecnologico che armonizza aerodinamica e integrazione di sistema nello sviluppo del frame kit.
Come spesso accade, tutto il processo è stato supportato da CFD avanzate (dinamiche computazionali dei fluidi), da test in galleria del vento e infine prove in pista e poi su strada.
Le foto che seguono spiegano attraverso la nomenclatura utilizzata da BMC il risultato che ne è venuto fuori nel dettaglio dei vari comparti di una bici da cronometro che è parecchio diversa rispetto a quel che si vede nel panorama delle bici “time trial” attuali.
Halo+ Fork
La forcella Halo+ sfrutta la massima larghezza della corona consentita dai regolamenti UCI, allontanando i foderi per migliorare le prestazioni. Una “pinna” centrale convoglia il flusso verso il tubo obliquo.
FlowSpine
Il base bar FlowSpine si integra perfettamente con le leve freno SRAM, ottimizzando il flusso d’aria dietro il serbatoio del freno e offrendo al tempo stesso una presa più solida e sicura in frenata.
SpeedSlab
È il componente che garantisce il maggior guadagno aerodinamico rispetto alla precedente Timemachine. Modellato sulla sezione massima dei copertoni e spinto ai limiti UCI, con bordo anteriore rinforzato per maggiore rigidità e minore resistenza aerodinamica
Mariana Bottom Bracket
Il movimento centrale Mariana, con design asimmetrico, crea spazio per la ruota posteriore permettendo una separazione pulita del flusso dai foderi bassi. Compatibile con corone oversize in configurazione “1x” e “2x”.
SpeedTilt
Il forcellino della forcella posiziona la pinza freno in una posizione aerodinamicamente ottimizzata, guidando il flusso d’aria in modo pulito attorno al freno
Bayonet System
Il tubo sterzo compatto e il sistema Bayonet, ispirato al mondo delle competizioni su pista, utilizzano cuscinetti a rulli sottili e privi di tensione per una struttura anteriore più pulita e rigida.
PayloadFins
I foderi posteriori PayloadFins restano nascosti dietro le gambe del ciclista per ridurre la resistenza dell’aria e generare un leggero effetto di flusso in avanti, integrandosi profondamente nel tubo sella e garantendo al tempo stesso totale libertà di movimento per i talloni.
SpeedFins
Le SpeedFins orientate verso l’interno guidano il flusso d’aria in modo pulito entro il limite massimo UCI di 60 mm, riducendo la resistenza aerodinamica attorno alla cassetta e al freno posteriore.
Risultato: aerodinamica migliorata del 3.7 per cento
Il risultato finale del processo di sviluppo è andato oltre le aspettative iniziali dei progettisti: rispetto al modello precedente la bici, o meglio il “sistema bici” fatto di “bici+corridore”, ha fatto registrare una riduzione della resistenza aerodinamica del 3,7 per cento, tenendo conto delle diverse angolazioni del vento e validata su tutte le (due) taglie di telaio.
Cosa significa concretamente? A parità di potenza, ad esempio con 450 watt espressi, un corridore in sella alla Timemachine MPC viaggia a 55,7 km/h, mentre con la generazione precedente si fermava a 55 km/h. Potrebbe sembrare poco, ma ripetiamo ancora una volta che rispetto al livello raggiunto oggi dal ciclismo agonistico non lo è affatto.
Prezzo alto? No, regole da rivedere
Qualche dubbio lo si potrebbe invece avere sulla determinazione di prezzo che BMC è stata obbligata a definire per il nuovo frame-kit.
Sì, perché come tutti i materiali utilizzati dai corridori nelle corse UCI, anche la nuova Timemachine è obbligata a rispettare quella norma voluta dall’UCI per cui tutti i materiali usati nelle corse di alto livello devono essere messe sul mercato.
Ecco allora che potrebbero far discutere i 19.000 euro con cui un “normale” cicloamatore potrebbe comprare questo frame-kit, alimentando ancora il dibattito ricorrente che critica i prezzi troppo alti dell’industria ciclistica.
Proprio la nuova Timemachine ci conferma ancora una volta che la discussione è decisamente mal posta: il problema non è nei prezzi assoluti in sé, ma appunto risiede nell’obbligo di commercializzare prodotti e materiali progettato per gli atleti d’élite o in genere per l’utilizzo agonistico di altissimo livello.
È insomma più o meno come se si desse la possibilità a chiunque di poter acquistare una Formula Uno o una moto da Moto GP. Partendo da questo paragone, allora, 19.000 euro potrebbero anche essere pochi…
Quel che è certo a nostro avviso, è che bisognerebbe rivedere questa regola che l’UCI ha voluto formalmente per garantire equità sportiva evitando l’impiego di prototipi speciali e preservare la sicurezza, ma che in realtà non può che alimentare dibattiti e discussioni che vanno nel senso opposto nel momento in cui c’è l’obbligo di dare una determinazione economica ad ogni materiale va a realizzare.
Ulteriori informazioni: BMC









































la bicicletta e bellissima, ed esalta tutta la tecnica attuale e normale che il costo non sia accessibile ai più, e una bicicletta per campioni di specialità,
sarei curioso di sapere il suo peso totale
grazie per i vostri continui aggiornamenti
19000€…ma il problema è che mancano le piste ciclabili!!!