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Home Accessori

Bont Vaypor: suola monoscocca in carbonio e calzata termoformabile per massime prestazioni

Lorenzo Arena di Lorenzo Arena
19 Settembre 2025
in Accessori, Test e Collaudi, Video
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Bont è nata nel 1975 per realizzare pattini da ghiaccio. Questo era l’intento di Inze Bont, l’australiano che ha introdotto innovazioni pionieristiche come l’uso della fibra di vetro e successivamente del Kevlar per migliorare il supporto e la trasmissione della potenza. La svolta è arrivata negli anni ’80 con l’introduzione della fibra di carbonio e della termoformatura, tecnologie che diventeranno il marchio di fabbrica anche nel ciclismo.

Bont Vaypor
La suola in fibra di carbonio è realizzata a mano e tiene fermo il piede nella posizione corretta.

Le scarpe Bont sono realizzate a mano in Australia, con un processo “inside-out” che privilegia la costruzione interna per garantire stabilità e precisione. Negli anni l’azienda è cresciuta e ora offre offre:

  • 14 modelli per strada, pista, triathlon, gravel e MTB
  • 19 taglie con incrementi di 5 millimetri
  • Fino a 5 larghezze (standard, narrow, wide, asian fit, double asian fit)
  • Programmi semi-custom e full-custom per adattamenti specifici e calzata su misura

Abbiamo avuto modo di effettuare un test di durata con il modello di punta del catalogo “strada”: le calzature Bont Vaypor.

Nel mondo delle scarpe da ciclismo, dove ogni grammo conta e ogni dettaglio può fare la differenza tra una pedalata efficiente e una sprecata, le Bont Vaypor si impongono come un riferimento assoluto per chi cerca il massimo in termini di prestazioni, leggerezza, ergonomia e personalizzazione.

Bont VayporStruttura e materiali: carbonio e precisione artigianale

La Vaypor nasce da una filosofia “zero compromessi”. La base è una suola monoscocca in carbonio unidirezionale, realizzata a mano con fibre Toray provenienti dal Giappone, che garantisce una rigidità eccezionale e un trasferimento di potenza diretto e reattivo

La struttura è termoformabile permettendo una personalizzazione millimetrica della calzata: un vantaggio biomeccanico non trascurabile per chi passa molte ore in sella. Si ricorda che la termoformabilità è la capacità della scarpa di modificare la propria forma in risposta al calore, adattandosi alla morfologia del piede del ciclista. Chiunque è in grado di personalizzare la calzata grazie alla termoformatura domestica: basta un forno preriscaldato a 70°C per modellare la scarpa attorno al proprio piede. Un’operazione ripetibile nel tempo, che consente di ottenere una vestibilità “quasi su misura”. Nel caso delle Bont Vaypor, sia la suola in carbonio che la coppa tallonare sono progettate per essere modellate tramite calore, offrendo una calzata personalizzata.

La tomaia è in Durolite giapponese, un materiale ultraleggero e resistente, pensato per offrire supporto e traspirabilità. Il peso? Solo 200 grammi per scarpa (taglia 42), rendendole tra le più leggere della categoria.

Bont VayporFit e regolazioni: il sistema BOA Li2

Il sistema di chiusura è affidato a due rotori BOA Li2, la versione più evoluta del celebre sistema di microregolazione. Questi garantiscono un serraggio preciso, rapido e privo di punti di pressione, grazie anche alla linguetta che avvolge il collo del piede e alla struttura anatomica del tallone.

Bont Vaypor
Il sistema di chiusure con due rotori BOA

Ergonomia e biomeccanica: pensate per il piede

Uno degli aspetti più distintivi delle Vaypor è la forma anatomica dell’avampiede, frutto di oltre 20.000 scansioni podologiche. Questo approccio consente una distribuzione uniforme delle pressioni, migliorando il comfort e riducendo il rischio di infortuni da sovraccarico.

La stack height (spessore della suola) è di soli 3,6 millimetri, tra le più basse del settore, per una connessione diretta con il pedale e una pedalata più rotonda e stabile.

Dettagli tecnici e compatibilità

  • Sistema di ventilazione: prese d’aria anteriori e posteriori per favorire la traspirazione e lo scarico dell’acqua.
  • Soletta interna: Bont Cycling by Cobra9 con anima in carbonio e EVA a doppia densità.
  • Compatibilità tacchette: configurazione a 3 fori con griglia di allineamento e maggiore possibilità di regolazione anteriore/posteriore.
  • Taglie e larghezze: disponibili in 19 taglie (dal 36 al 50) con incrementi di 5 millimetri e due larghezze (standard e wide)

Il nostro test

Con le Bont Vaypor abbiamo percorso ben 7.000 km in 5 mesi. Le abbiamo messe davvero alla prova: allenamenti intensi, gare in circuito e granfondo.
La leggerezza della scarpa colpisce subito, mandando i sensi in overdose, ma cerchiamo di fare ordine partendo dalla calzata.

La pianta larga trasmette una piacevole sensazione di spazio. Ogni piede è diverso, quindi le sensazioni possono variare da ciclista a ciclista, ma il concetto di base – una pianta ampia che non sacrifica le dita – è oggettivamente valido.

La tomaia in pelle traforata garantisce un’ottima ventilazione: piedi freschi in estate, ma anche piedi freddi in caso di pioggia e asfalto bagnato. Delle due una, non si può avere tutto.

La rigidità della suola è perfettamente in linea con quella delle concorrenti dirette della Vaypor, e questo è un risultato eccellente considerando il peso contenuto della scarpa, poco sopra i 200 grammi (taglia 46,5 sulla nostra bilancia).

Attenti alla misura

Una nota sulle taglie: le scarpe vestono piccolo. Nel nostro caso è stato necessario scegliere una misura in più rispetto a quella abituale. Per evitare sorprese, consigliamo di seguire con attenzione la procedura di misurazione indicata sul sito ufficiale Bont.

Dopo 7.000 chilometri, le scarpe mostrano solo graffi superficiali sulla suola in carbonio, assolutamente normali quando si è costretti a camminare qualche metro su ghiaia. La tomaia, invece, è rimasta intatta: pur essendo bianca, non presenta alcuna macchia. Anche la linguetta è priva di segni di usura, nonostante le sollecitazioni dei cavi del sistema BOA. Inoltre abbiamo apprezzato molto la punta in gomma nera, che protegge la tomaia da eventuali contatti con la ruota anteriore.

Il processo di termoformatura è un plus interessante, ma non aspettatevi miracoli. L’appoggio non diventa “di burro” e non si adatta perfettamente al piede in modo radicale – e meno male, diremmo. Permette però piccoli aggiustamenti, utili per migliorare la calzata. Va detto che per effettuare la termoformatura è necessario rimuovere le tacchette, e sappiamo bene che una volta montate correttamente, si tende a non toccarle più.

Abbiamo notato che Bont lavora molto sulla fidelizzazione del cliente. La percentuale di ciclisti che, dopo aver provato il marchio, continuano a utilizzarlo è significativa. È evidente che la forma anatomica della scarpa, una volta testata, risulta comoda per molti.

Con un prezzo al pubblico di circa 340,00 euro, le Vaypor si posizionano nella fascia alta del mercato, ma sono perfettamente in linea con gli altri modelli top di gamma.

Ulteriori informazioni: https://bontcycling.com/

Tag: bontcalzaturecarbonioevidenzanovità 2026testvideo

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