Campagnolo sta attraversando un’altra fase della sua lunga storia industriale. È una storia fatta di cambiamenti, di momenti difficili e di ripartenze, nella quale l’azienda vicentina ha più volte dovuto adattarsi a un mercato che nel tempo è profondamente cambiato.
Oggi la situazione occupazionale rimane un tema importante, ma le indicazioni che arrivano dall’azienda invitano a guardare soprattutto al prossimo passaggio industriale.
Campagnolo dice infatti che non è in corso alcun licenziamento nello stabilimento di Vicenza e che la gestione delle difficoltà occupazionali proseguirà sulla linea dell’accordo del 23 dicembre 2025, basato sul contratto di solidarietà. Quell’accordo era stato approvato dalla segreteria provinciale della Fim Cisl, dalla maggioranza delle Rsu e dal 77 per cento dei lavoratori attraverso un referendum.
Questo non significa che il problema occupazionale sia scomparso. I numeri rimangono quelli emersi negli ultimi mesi: gli esuberi inizialmente indicati erano 120 e sono diventati 90 dopo le dimissioni volontarie di 30 lavoratori. La Regione Veneto ha confermato che sarà necessario individuare le modalità per affrontare la situazione nel 2027.
La differenza, però, è importante: oggi si parla di esuberi da gestire, non di licenziamenti già decisi.
L’evoluzione col nuovo capitolo industriale
L’ingresso del nuovo socio viene indicato dall’azienda come uno strumento per sostenere un piano di investimenti nelle tecnologie, nei prodotti e nei mercati. Non, quindi, una semplice operazione destinata a sostenere finanziariamente un’azienda in difficoltà, ma come parte di un percorso per costruire una nuova fase industriale.
È un passaggio che si inserisce nella storia recente di Campagnolo e che avevamo già raccontato nei mesi scorsi. Dopo le difficoltà emerse nel 2025, il contratto di solidarietà aveva rappresentato una soluzione per accompagnare la riorganizzazione senza arrivare ai licenziamenti. Ora l’ingresso del nuovo socio apre una fase ulteriore, nella quale agli strumenti per affrontare la situazione attuale dovranno affiancarsi investimenti e nuove strategie.
Campagnolo non nasconde che il mercato della bicicletta continua a essere difficile. L’azienda parla di una situazione di difficoltà a livello mondiale, con realtà che hanno chiuso o ridimensionato le proprie attività. All’interno di questo scenario, però, distingue l’andamento dei propri prodotti: la parte meccanica ha mantenuto un andamento non negativo, a differenza del settore delle ruote.
La ripartenza, insomma, non è automatica. Per Campagnolo arriverà quando sarà possibile recuperare quote di mercato con prodotti nuovi e con un posizionamento di prezzo adeguato.
Il piano che dovrà indicare la strada
Il nuovo piano industriale, dicono da Campagnolo, sarà pronto entro la fine dell’anno e dovrà nascere dal confronto tra i nuovi partner e gli azionisti storici.
Da qui che si capirà meglio quale sarà la Campagnolo dei prossimi anni: quali prodotti, quali tecnologie, quali mercati e quale organizzazione produttiva.
Anche il tema occupazionale dovrà trovare una risposta all’interno di questo quadro. I 90 esuberi sono un problema reale, ma il loro destino non è ancora scritto e la parola “licenziamento” non è stata ancora considerata anche se la situazione tiene in allerta i sindacati che soffiano preoccupazione in modo da mettere pressione alzando i toni del confronto.

È una situazione che, per certi versi, ricorda quanto accaduto appena un anno fa. Nel novembre 2025, quando erano stati annunciati 120 esuberi, il tema dei licenziamenti era già entrato nel confronto. La soluzione individuata successivamente fu però il contratto di solidarietà, che permise di affrontare il periodo difficile senza procedere ai licenziamenti.
Oggi i numeri sono cambiati e la situazione resta delicata, ma anche questa volta è prematuro considerare già scritta la conclusione.
Una storia ancora aperta
Campagnolo è un’azienda che porta con sé una storia industriale molto più lunga delle difficoltà dell’ultimo anno. La sua identità è passata attraverso trasformazioni tecnologiche, cambiamenti del mercato e diverse fasi proprietarie. Anche la crisi attuale va quindi letta dentro una storia più ampia, nella quale la capacità di trasformarsi è sempre stata una parte importante della sua sopravvivenza.
Il nuovo socio, gli investimenti annunciati e il piano industriale atteso entro fine anno rappresentano oggi gli elementi sui quali si gioca il prossimo capitolo.
Campagnolo dice di voler tenere insieme visione industriale, sostenibilità economica e visione sociale, tre elementi che difficilmente possono essere separati quando si parla del futuro di uno stabilimento e delle persone che vi lavorano.
La fase difficile, dunque, non viene considerata conclusa. Ma non è nemmeno una storia già arrivata alla sua ultima pagina.
Per ora c’è un’azienda che sta preparando un nuovo piano, un nuovo socio che entra in questa fase e un mercato che chiede a Campagnolo di ritrovare spazio e competitività. Sarà il piano industriale, entro la fine dell’anno, a dire quanto questa nuova fase potrà incidere sulla produzione, sui prodotti e sul lavoro.
Intanto vale la pena sottolineare un aumento sul mercato di biciclette proposte con gruppi Campagnolo. La crisi si supera da qui e la storia di Campagnolo ha ancora capitoli da scrivere






























Chi lo sa avranno mica progettato una ruota libera silenziosa e non che faccia il rumore di una sgranata quando si smette di pedalare?