Dopo averne parlato qui, torniamo sull’Ekar GT, il gruppo gravel di “primo prezzo” della Campagnolo, il gruppo 1X13, il gruppo con classica gestione meccanica: l’occasione ce la da un test di durata svolto in sella a una Wilier Triestina Jena. A completare il set up, un paio di ruote ideali per questo reparto trasmissione, quelle Campagnolo Zonda GT uscite non a caso proprio in concomitanza con il gruppo. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un modello che fa del prezzo competitivo uno dei suoi argomenti forti.
Quanto? 690,00 euro, mentre per il gruppo Ekar GT il prezzo di listino è 1.490,00 euro.
Lo spirito del gravel
Passare dall’asfalto al fuoristrada con disinvoltura, affrontare percorsi di genere e distanza diverse, approcciare salite con lunghezza e pendenza delle più varie: la versatilità, l’ecletticità e la capacità di adattarsi in modo “camaleontico” alle varie situazioni e condizioni è l’essenza stessa della bici gravel e di tutte le mille sfaccettature che può interpretare questo modo di intendere il ciclismo.
Senza paura di essere smentiti possiamo dire che la componentistica che abbiamo testato è quanto di meglio per adattarsi a questa filosofia e farlo, tra l’altro, ad un livello di prezzo che amplia tantissimo la base dei potenziali utenti di questi materiali. Ci riferiamo sia alle ruote, ma soprattutto al gruppo.
Campagnolo Ekar GT ha infatti un prezzo decisamente più appetibile rispetto a quello del fratello maggiore Ekar ed oltre a questo ha introdotto una gamma corone e cassette ancor più ricca, come dimostra questo approfondimento che qualche tempo fa avevamo dedicato proprio all’argomento.
Si tratta di rapporti capaci di adattarsi davvero a tutti i livelli di allenamento e tutti i tipi di percorso. Sia in off-road, che su asfalto.
Test off road e poi road
È stato proprio per mettere alla prova ancora meglio le capacità di questa piattaforma che abbiamo prima dato la precedenza ad una configurazione “fuoristradistica” della Jena, con delle coperture tassellate e con i (nuovi) ingranaggi adatti ai rapporti demoltiplicati: corona da 36 denti e cassetta 10-48. Con questo set-up abbiamo effettuato una decina di uscite su percorsi prevalentemente (ma non esclusivamente) sterrati.
Nella seconda parte del test abbiamo poi modificato radicalmente l’assetto, montando coperture slick e installando la cassetta e la corona che consentono lo sviluppo metrico maggiore di cui è capace Ekar GT (ma anche la componentistica Ekar, che è perfettamente e interamente compatibile con questa “GT”). Spazio allora ad una generosa corona da 44 denti e una cassetta 9-36, con quell’innovativo pignone minimo da 9 denti introdotto da Campagnolo in concomitanza con il lancio di Ekar, nel 2021.
Con questo secondo assetto abbiamo naturalmente affrontato solo percorsi asfaltati, per testare in questo modo le capacità e le possibilità stradistiche pure di questa componentistica
I due estremi dell’andare in bici
In pratica, una prova che ha saggiato due estremi dell’andare in bicicletta, svolti con la stessa base di telaio e articolati con le due facce opposte che questo tipo di componentistica può assumere. In mezzo a questi due estremi, ci sono poi tutte le altre possibilità che le varie combinazioni di corone consentono (ed eventualmente che permettono di fare gommature di diversa sezione e scolpitura).
Dello stesso tenore il feedback che vi possiamo lasciare in merito alle ruote: le Zonda GT si sono rivelate perfette ruote “all road”, che a nostro avviso si difendono bene se montate con coperture tassellate e utilizzate in fuoristrada, ma risultano ancor più efficienti e valide se usate su asfalto, con coperture slick. Si tratta di un set che fa di robustezza e durevolezza i suoi punti di forza, anche questa volta unite ad un prezzo interessante, o quanto meno competitivo rispetto a ciò che a quel livello di prezzo di trova sul mercato in ambito di ruote gravel o “tuttoterreno”.
Il valore aggiunto di Ekar GT
Starete forse pensando che anche con altri gruppi gravel di altri marchi è possibile fare una cosa simile? Anche con altri gruppi “nativi” per il gravel (o in genere per il più generico ciclismo all road) è possibile avere una ricchezza di combinazioni rapporti per le varie esigenze e terreni?
Sì, è in parte questo è vero; ma nella fattispecie di Ekar GT c’è l’indiscutibile valore aggiunto di offrire una piattaforma gravel “1X” che offre le tredici velocità a un basso prezzo, con tutto ciò che questo comporta a livello di progressione di scala, di fluidità possibile nello stile di pedalata e ancora una volta di ricchezza delle combinazioni possibili.
Vi invitiamo dunque cliccare sul video per scoprire di più, dove in sedici minuiti sintetizziamo le impressioni ricevute durante un mese di prova circa, con una bicicletta che in realtà ha svolto le funzioni di due.






































Ehhh…. Campagnolo è di un altro pianeta. Eccellenza assoluta
Salve mi chiedevo se questo gruppo su un telaio strada permetta la totale integrazione dei tubi e dei cavi dato che essendo meccanico ha la presenza come terzo elemento del filo del deragliatore posteriore.