È stata NETTAMENTE la squadra più forte! Follia!
Diego Geo, via Fcebook
Due commenti alla vittoria del Campionato Italiano di Filippo Conca, Swatt Club. Li prendiamo ad esempio ma potremmo citarne molti altri tra i nostri lettori che hanno voluto dire la loro.
Rispondiamo sotto, ma vale la pena fare alcune considerazioni.
Diego Geo.
Non è follia a quel che vedo, ma una squadra organizzata che ci ha creduto ed è venuta pure con bei soggetti. Laddove altre formazioni, più titolate sulla carta, avevano due o tre corridori che non potevano, quindi, pensare di tenere la corsa. Se la sono studiata e ci hanno creduto, quindi bravissimi.
Altri, con maglie importanti, ci hanno creduto meno e forse non l’hanno cercata troppo, di fatto la corsa gli si è messa di traverso e poi è sfuggita via. Per Swatt Club è stata la gara della vita e l’hanno interpretata nel modo che merita una gara dove c’è in palio la maglia tricolore. Che dirgli se non bravi?
Luciano Corneli, invece è caustico, troppo. Intanto chiariamo: Filippo Conca non è un cicloamatore finito lì per caso. È un corridore Elite (quindi a pieno titolo), senza un contratto da professionista, ma che professionista è stato e pure in formazioni WorldTour. Insomma, uno che sa di cosa parla e che a 26 anni si è trovato buttato via in un’età in cui, una volta, si cominciava a maturare e portare a casa i risultati più importanti. Oggi a 26 anni si è considerati maturi e fatti e, se non si è esplosi, già buttati via. Conca, invece, non ha voluto mollare e ci ha creduto e la prestazione dell’Italiano non è venuta per caso. Si è giocato benissimo la volata con un Alessandro Covi ingenuo nel finale. O forse troppo sicuro di vincere (è partito in testa in volata e ha perso di poco).
Se avesse vinto Covi non staremmo qui a stupirci più di tanto e faremmo male. Perché la situazione, a prescindere dal proprietario della maglia tricolore oggi, parla di un ciclismo italiano che di cose da dire ne avrebbe pure ma non ha i mezzi.
Quanti Filippo Conca stiamo buttando via, in questi anni, perché nelle formazioni di “serie A” non c’è spazio per loro e neanche il tempo per arrivare a maturare a 26 anni? Ora Conca, glielo auguriamo, avrà nuovo slancio per dimostrare il suo valore, ma per altri si tratterà di dover dimostrare subito tutto, oppure a casa.
Sì, il ciclismo è cambiato e lo dimostra come la maglia bianca corrisponda spesso con quella di leader della classifica generale nei grandi giri. Ma rischiamo di perderci tutto il resto, quello dei corridori che maturano un po’ dopo e non arrivano con le stimmate dei predestinati.
E non avere una formazione italiana di livello World Tour forse è conseguenza e problema stesso (e se non c’è riuscito Cassani a mettere su un team di prima schiera la vedo dura, ma non disperiamo).
Qualcosa bisogna fare perché così non si migliora. E sperare in uno Swatt Club non fa onore alla nostra Federazione. Che sia una scossa utile però. La strada è indicata e pure chiara.





































