Neanche oggi, che sembrava tappa quasi tranquilla, Pogacar si è risparmiato dal dare una legnata agli avversari. Poi lo hanno ripreso in discesa, poi anche Remco Evenepoel era lì insieme a un Laporte fermato provvidenzialmente. Ma, intanto, dove non lo stacchi con i secondi, lo doppi col morale.
Carapaz ha vinto la prima delle tappe decisive sulle Alpi del Tour de France. Secondo Simon Yates.
Dietro è stata guerra tra Evenepoel e Vingegaard addirittura, col belga che è scattato senza risposta da Pogacar, d’altra parte la tattica della Visma ha permesso di far trovare davanti sia van Aert che Benoot, dalla fuga di giornata. Il danese mantiene la posizione, ma Evenepoel si avvicina. Anche sull’arrivo Pogacar non si è fatto mancare uno scatto. Un paio di secondi soffiati ancora a Vingegaard, ma il lavoro è più morale, ora, che fisico.
Anarchia totale in una gara che si sapeva non sarebbe stata decisiva. La fuga lasciata andare, con Benoot, Jungels, Gregoire e Cort Nielsen. Dietro il gruppo si contrae, si allunga, si spezza. La squadra di Pogacar a in certo punto ha deciso che questa non è più la sua tappa. Servirà a fare fatica per i prossimi giorni, mentre si assottiglia il tempo e si induriscono le gambe che recuperano sempre meno.
Meglio lasciar fare allora, almeno per oggi al punto che Martin e Madouas sono riusciti a riprendere i primi quattro. Poi ci pensano Carapaz e Simon Yates a rimescolare le carte finché l’ecuadoriano non ha preso il via definitivamente. Ma questa è storia davanti, dietro c’è altra guerra.
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