Mi sembra più un post per aizzare gli automobilisti contro i ciclisti più che cercare di far capire che quei cartelli servono per sensibilizzare e rispettare delle vite per strada.
Vi tolgo dai post che seguo e vi segnalo alla fondazione Scarponi.
Fabrizio Mazzola
Questo commento è arrivato a corredo di una risposta data a chi ci ha scritto chiedendo informazioni sui cartelli che ricordano ai veicoli la distanza legale per superare le biciclette.
L’ho riletta quella risposta, scritta seguendo un intento che cerchiamo di mantenere sempre: quello di smorzare le polemiche. Il nostro lettore la vede completamente all’opposto e ne prendo atto.
L’intento del post e dell’articolo non è in alcun modo “aizzare” qualcuno contro i ciclisti (ne abbiamo già da non cercarne altri), ma chiarire un aspetto proprio per smorzare polemiche sul nascere che un “sì ma chi paga” può sempre generare.
Sensibilizzare al rispetto della distanza di sicurezza è fondamentale, e lo condividiamo pienamente. Proprio per questo riteniamo utile spiegare cosa è ufficialmente previsto dal Codice della Strada e cosa invece rientra in iniziative locali o comunicative, così da evitare equivoci tra gli utenti della strada.
Informare non significa schierarsi contro qualcuno, ma aiutare tutti, ciclisti e automobilisti, a convivere con maggiore consapevolezza.
Il semplice parlarne, per alcuni, è aizzare la discussione ma no, la lettura è completamente diversa.
Ci spiace per la sua decisione. Evidentemente, se ha letto la risposta, non mi ero spiegato a sufficienza. Restiamo disponibili al confronto nel merito.
(in apertura, un’immagine di Paola Gianotti, una delle maggiori promotrici dell’iniziativa)






































SI dice che se qualcuno non capisce qualcosa, è perchè normalmente si è espresso male chi ha parlato o ha scritto
In questo caso io ribadisco chiaramente che l’intelligenza di chi è contro i ciclisti è ben sotto la media, non connette il cervello con la bocca o le dita, parla per preconcetti e ignoranza (ignora, non conosce), non è disponibile al confronto ma va avanti per la propria strada con il paraocchi, non riesce a vedere nient’altro che le proprie idee
Siamo messi male, soprattutto quando poi te li ritrovi sulle strade…
Purtroppo condivido il tuo pensiero…
Considerando che l’automobilista medio vorrebbe vedere tutti i ciclisti morti, si fa presto a capire che quando distribuivano l’intelligenza queste persone erano tutte in ferie.
Buongiorno,
in riferimento alla lettera pubblicata ieri e premettendo che ho trovato la vostra risposta esaustiva ed educata, penso che il disappunto di Fabrizio debba essere preso come spunto per porsi una domanda: è corretto pubblicare quasi quotidianamente lettere che contengono messaggi di insofferenza, disprezzo e a volte minaccia nei confronti dei ciclisti?
Obiettivamente è frustrante leggere lettere e commenti in cui il ciclista viene messo in croce per qualsiasi cosa, spesso anche per il solo fatto di esistere e di occupare uno spazio in condivisione con altri mezzi.
Con la lettera di ieri, a parer mio, si è toccato il fondo perché l’insofferenza che il lettore ha dimostrato nei confronti di questi cartelli che, essendo a lato strada, non danno sicuramente fastidio durante la guida, manifesta il disprezzo che in generale nutre nei confronti dei ciclisti per il solo fatto di esistere.
Ha senso dare voce a queste persone?
Grazie e buona giornata
Concordo con te, continuare a pubblicare lamentele degli automobilisti non fa altro che aumentare l’astio nei nostri confronti.
Aggiungo, come già scritto in altri articoli cui ho risposto: questi personaggi si auto-alimentano con queste 3-4 lamentele che perpetuano tra loro e non hanno una cultura minima per mettersi in discussione in modo serio con chi è dall’altro lato della barricata, perchè quando gliele smonti argomentando e non per sentito dire, l’unica cosa che fanno è imprecare e andarsene con la coda tra le gambe.
Mi farebbe piacere sapere cosa ha risposto la Fondazione Scarponi a questo signore, se veramente ha avuto il coraggio di scrivegli
Ciao Paolo, io credo che abbia solo segnalato la “Posta dei Lettori” di questo sito, probabilmente facendo notare che molte lettere e relativi commenti sottostanti contengono spesso messaggi di disprezzo, odio e a volte anche minaccia nei confronti dei ciclisti.
Il fatto che oggi non sia stata pubblicata alcuna lettera mi fa pensare: sarà un caso?
Vedremo prossimamente se qualcosa cambierà.
Ciao