Gentile Direttore,
Grazie per lo spazio che ci dedica, la mia domanda è semplice e diretta, “ma quei cartelli gialli di cui si parla, con i loghi dei comuni, sono legali?” E di rimando..” se lo sono qual’è la fonte normativa? Perché se non lo fossero sarebbe interessante capire chi lì ha pagati?”
Grazie
Gianluca Pompei
Sono cartelli legali anche se non fanno parte del codice della strada. Si tratta di cartelli di sensibilizzazione che i comuni possono mettere (come altre indicazioni) a loro discrezione. Possono essere pagati dai comuni stessi (c’è un apposito capitolo dedicato alla sicurezza) oppure da eventuali sponsor che si fanno carico di campagne di questo tipo.
Mi vengono un paio di considerazioni al riguardo.
1. Cartelli di questo tipo hanno anche finalità turistiche. In diversi articoli abbiamo già parlato di bikeconomy e, senza scendere nel particolare, risulta evidente come tutto quel che si investe nel cicloturismo torni economicamente sul territorio.
2. Ci sono zone che per conformazioni, traffico e condizioni ambientali, sono maggiormente soggette a problemi di incidentalità. C’è uno studio del Politecnico in questo senso che è molto efficace. Cartelli di questo tipo potrebbero essere utili in determinate zone a rischio individuate dallo studio. Spero che i comuni prendano spunto.
(nella foto d’apertura la ciclista Paola Gianotti promotrice di una campagna di sensibilizzazione)







































Nella zona dove pedalo, colli tortonesi, ve ne sono abbastanza, forse c’è un po’ più di sensibilità verso i ciclisti, essendo luogo di nascita e di allenamenti del grande Fausto Coppi.
Si potrebbe fare di più? Penso di sì.
La cosa che mi fa sorridere riguardo la domanda posta dal lettore è la richiesta della fonte normativa, quando praticamente ogni settimana su questo blog si parla di questa norma del Codice della strada.
La cosa che mi spaventa è che il signore non ne sia a conoscenza, rendendolo in sostanza un pericolo per il povero ciclista che lo incontra sulla strada…
Buona giornata
Io nella domanda posta dal sig. Pompei leggo il fastidio di chi viene sensibilizzato a prestare attenzione a un utente debole a discapito proprio, perchè la concezione generale ormai è che la strada è per i mezzi veloci a motore, mentre tutto il resto è solo d’intralcio
E ricordalo provoca fastidio
Eh sì, perlomeno i cartelli non gli sono indifferenti
Un personaggio che fa una domanda del genere, peraltro grammaticalmente scorretta, non ha abbastanza cervello e buon senso per capire la “sensibilizzazione” verso la salvaguardia della vita umana.
Che non sia una mente particolarnente brillante lo si deduce dal fatto che abbia chiesto se i cartelli incriminati siano legali o meno: ma come potrebbero essere illegali quando ai lati delle strade esistono da decenni i cartelloni pubblicitari?
Ah, qual”””è l’errore grammaticale?
;-)
Ho già fatto notare al direttore che spesso chi si lamenta dei ciclisti ha una cultura meno che basica… i primi a chiedere patentini o il rispetto del Codice della Strada sarebbero i primi a rimanere a piede se gli facessero una revisione della patente. O se venissero fermati a loro volta dalle Forze dell’Ordine, tra eccessi di velocità o uso del telefonino… altro che multa, la patente volerebbe via veloce come un razzo!