Casco obbligatorio o no nelle ciclostoriche? La questione ha fatto parecchio discutere quando è salita all’interesse degli appassionati di settore in occasione di un recente evento in cui i partecipanti si sono trovati con la comunicazione dell’obbligo il giorno prima della manifestazione, quando fisicamente impossibilitati a provvedere.
Visto che seguiamo con piacere il settore abbiamo ritenuto opportuno approfondire anche rispetto al primo articolo pubblicato qualche giorno fa.
La Federazione Ciclistica Italiana ha ritenuto opportuno istituire un regolamento a parte dedicato proprio alle ciclostoriche e separato rispetto a quello delle cicloturistiche. C’era, di fatto un vuoto normativo, non erano inquadrate nel regolamento e nemmeno assimilate al settore cicloturistico visto che, di fatto, ci si regolava ognuno per conto suo.
Dopo il “boom” dell’Eroica, che attira ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo, sono nate tantissime iniziative più o meno simili su tutto il territorio nazionale. Ciclostoriche di tutte le dimensioni che vanno dal poco più della scampagnata tra amici a eventi che superano abbondantemente il migliaio di partecipanti.
La Federazione, a un certo punto, ha deciso che andava fatto ordine nel settore per chiarezza e sicurezza dei partecipanti e si è ispirata al regolamento dell’Eroica che è stato definito di anno in anno in tante edizioni (quest’anno si è svolta l’edizione numero 27).
Il regolamento
Nel regolamento si è arrivati a definire vari tipi di Ciclostoriche dividendole per distanze e, di qui, per obblighi relativi ai certificati medici e impiego del casco. Tra l’altro, curiosità, solo in un secondo momento sono state inserite le cosiddette “Ciclostoriche Longe”, cioè superiori ai 120 chilometri cui si era limitato il settore nella prima stesura che andava a tagliare la testa, incredibilmente, proprio all’Eroica che è praticamente l’unico evento ad avere percorsi da 135 e 209 chilometri, ben al di sopra quindi.
Proprio le Ciclostoriche Longe sono argomento di discussione perché sono quelle in cui il riferimento al casco omologato, quindi moderno, passa da “fortemente consigliato”, come per le altre più corte, a “obbligatorio”.
Per chi fosse interessato mettiamo a disposizione il regolamento, incluso nelle norme attuative del Settore Amatoriale che potete scaricare da qui: Norme-Attuative-Attivita-Amatoriale-2024.pdf
Facciamo chiarezza
Dopo la confusione dell’ultimo mese abbiamo fatto qualche verifica direttamente con la Federazione. Ci è stato confermato che quel regolamento è perfettamente attuale e nulla è cambiato rispetto a voci che erano girate circa un’estensione dell’obbligo del casco a tutti i percorsi. Quindi, fino a 120 chilometri è “solo” fortemente consigliato, ma nessun organizzatore potrà togliere il foglio di viaggio per casco irregolare o assente al di sotto di quella distanza.
E le deroghe?
Quando è stato approvato il nuovo regolamento, quindi casco obbligatorio omologato per i percorsi superiori a 120 chilometri, era stata concessa una deroga all’Eroica proprio per la necessità di adeguamento da inserire nei percorsi più lunghi. Era il 2023 e, se poteva valere per quell’anno, non c’è stata però altra comunicazione ulteriore, né deroga quindi, per il 2024 nonostante quanto scritto, ancora, nel regolamento dell’Eroica svolta quasi un mese fa.
Per il 2025 bisognerà trovare una soluzione definitiva e se non verrà modificato il regolamento occorrerà adeguarsi al casco omologato anche da parte dei più eroici, quelli che partiranno alle 4.30 di notte con le biciclette più vecchie del 1930, ma comprenderà anche tutti gli altri dei percorsi lunghi del sabato. Per Eroica, anzi, si dovrà considerare anche l’edizione di Montalcino, a maggio, che già supera i fatidici 120 chilometri. Certo, sembra difficile che si potrà controllare, poi, lungo il percorso. Ma ognuno è responsabile per sé e per il proprio comportamento.
Il nostro punto di vista
Attenzione: qui non si tratta di discutere se valga la pena indossare il casco oppure no e, tanto meno, discutere sulla sua efficacia che consideriamo fondamentale. Chi ci segue sa bene come la pensiamo in proposito. Si tratta però di definire cosa sia una ciclostorica. Come rievocazione ha senso seguire una coerenza storica ma chiarendo bene i comportamenti da mantenere. Quindi potrebbe esserci una maggiore discrezionalità.
Sui certificati medici, invece, la cosa è già stata trattata e ben definita. Peraltro è da rilevare come ci siano eventi che, per evitare obblighi, siano affiliati ad associazioni non sportive, quindi non soggette al regolamento CONI/FCI (come la Fiab). La scappatoia sembra facile in questo modo e l’aspetto culturale di una ciclostorica è preponderante. Ma in caso di incidenti il giudice la penserà allo stesso modo?

































