Casco sì, casco no, casco che dovrebbe essere obbligatorio. Il dibattito torna ciclicamente e a più di un lettore è tornata in mente la vicenda dell’obbligo del casco per motorini e motocicli negli anni Ottanta. Una storia che vale la pena rileggere oggi, andando oltre i ricordi personali e tornando alle cronache dell’epoca.
All’inizio degli anni ’80 la proposta di rendere obbligatorio il casco era già presente in Parlamento, ma rimaneva ferma. Il motivo era chiaro: si trattava di un provvedimento impopolare. L’industria delle due ruote temeva un crollo delle vendite, i sindacati paventavano ricadute occupazionali e i giornali rilanciavano ogni possibile obiezione.
“Il casco obbligatorio farà crollare il mercato di moto e motorini”, si leggeva.
“Non ci sono abbastanza caschi per soddisfare la domanda”, sostenevano altri.
>>> Discussioni sul Codice della Strada
Che c’entrano i trapianti di cuore col casco in motorino?
Il primo trapianto di cuore, in Italia, è avvenuto il 15 novembre 1985, a salvare la vita di un falegname di 39 anni fu un ragazzo di 17 anni caduto rovinosamente in motorino mentre andava a scuola. I successivi trapianti collegarono con filo le cronache di tragedie quotidiane come nessuno aveva mai fatto prima. Eppure si parlava di cinque morti al giorno in incidenti analoghi, ma l’evidenza si ebbe quando ci si accorse che nei primi otto trapianti di cuore in Italia, sei donatori erano ragazzi vittime di incidenti in motorino.
Fu questo, e non altro, a smuovere l’opinione pubblica per un iter che vide prima coinvolti i minorenni per quanto riguarda i motorini e tutti quanti per le moto.

Perché il casco obbligatorio in bici può essere una “trappola”
E allora perché non dovrebbe essere adottato subito lo stesso provvedimento per le biciclette? Chiariamo subito: il casco in bicicletta serve, può salvare la vita anche in città, dove spigoli, angoli e ostacoli non mancano. Chi pensa di andare piano da non averne bisogno può provare sbattere la testa a 10 all’ora (non fatelo, per carità, era solo per rendere l’idea). Il casco va messo, va consigliato, ma obbligatorio: NO.
Intanto, anche guardandoci intorno, l’Italia sarebbe la prima nazione in Europa a rendere il casco obbligatorio in bicicletta per tutti. Studi ed evidenze in altre nazioni non hanno portato a questa conclusione e, anzi, l’idea del casco obbligatorio si è dimostrata un deterrente all’uso stesso della bicicletta nella mobilità cittadina (questo ha portato all’uso di più auto quindi, più pericolo ancora per i ciclisti: quel che appare ovvio non è così scontato). Cosa diversa per l’impiego sportivo, dove l’abitudine a indossare il casco è decisamente radicata (e chi fa bicicletta per sport, oltre che per spostarsi, il casco non lo mette in discussione).
Sempre ripercorrendo quanto accaduto in passato, però, si trova pure come l’obbligo del casco sui ciclomotori divenne una corsia preferenziale per imporre un obbligo di targa che oggi non ha senso e sarebbe, ancora di più, un caso unico al mondo. Nella vicina Svizzera, per dire, la targa per le biciclette è stata abbandonata perché non era funzionale e troppo costosa da amministrare, in più aveva una valenza assicurativa che ora viene ottemperata con altre soluzioni.

Il casco come scorciatoia: ecco perché la discussione sulla sicurezza rischia di incepparsi




































Tutte le mancanze e inadempienze sui controlli e la sicurezza che ruota intorno alla mobilità si cerca di riversarlo su mondo delle bici , non è giusto, dovrebbero andare tutti in bici così vediamo tutti quanti incidenti mortali ci saranno.
la proposta di legge prevede, da quel che ho sentito, casco obbligatorio per chi usa bici con pedali a sgancio. quindi per gli altri il caso NON sarebbe obbligatorio. se così fosse mi sembrerebbe una norma (stranamente) logica.
Salve Marco, la proposta dell’On. Pella dice questo (https://cyclinside.it/nuove-regole-per-chi-pedala-maggiore-sicurezza-con-rischio-burocrazia/). Quella della FCI parla, indistintamente, di obbligo (https://cyclinside.it/sicurezza-stradale-la-fci-ribalta-lapproccio-meno-colpe-ai-ciclisti-piu-regole-per-chi-guida/)
Le due comunicazioni, in effetti, sono dispersive.
Io sono 35 anni che uso quotidianamente la bicicletta e uso da 31 anni il casco. Mi ha salvato tre volte.
L’obbligo per me non serve, serve maggiore informazione, educazione.
Una cosa che ad esempio trovo assurda è vedere famiglie in bici dove i bimbi hanno il casco e i genitori no. Cosa si insegna così?
“l’Italia sarebbe la prima nazione a rendere il casco obbligatorio in bicicletta. “Articolo fatto con sciatteria. In molti paesi europei il casco è obbligatorio per i minori(Austria, Francia, Svezia etc. etc.), molti stati USA prefetture Giapponesi obbligano il casco ai minori, in Australia e nuova Zelanda , è obbligatorio per tutti.
Grazie della precisazione, Riccardo. L’obbligo generalizzato è praticamente un unicum in Europa. L’articolo parla di cosa rischia di comportare un obbligo di questo tipo in Italia.