Gentile Direttore,
continuo a leggere lettere di persone che si lamentano del comportamento dei ciclisti sulla strada. Ma i ciclisti di cui tutti si lamentano sono quelli che gli altri giorni della settimana guidano un’auto e dovrebbero conoscere il codice della strada. E quindi?
Diego
Detta così viene da pensare che l’automobilista odia nel ciclista quel che vorrebbe fare lui. Può essere e visti certi comportamenti anche in auto forse ha ragione. Ma il comportamento non dovrebbe dipendere dal mezzo utilizzato.


































Perché in auto si ha sempre e solo fretta. Se questo “stimolo” prevarica la ragione… non solo, se è abbinato all’ignoranza del cds, frittata fatta!
Da ex ciclista, quello che pedala, non che ripara biciclette, Ho messo anche per colpa di tutti gli appartenenti a questa categoria: ormai si sono trasformati in arroganti quanto pericolosi aspiranti suicidi. La gente dovrebbe ragionare tridimensionalmente: quando siamo in bicicletta o in macchina o a piedi, non dimentichiamoci delle altre due categorie, cerchiamo di valutare le loro reazioni e i loro comportamenti…
Invece, quello che la gente comune fa, è ragionare soltanto nell’ambito della categoria in cui quel momento appartiene: se sono a piedi, pretendo che mi venga lasciata la precedenza sulle strisce pedonali, sono in bicicletta e voglio passare sul marciapiede, voglio andare contromano quando non si può fare. Sono in macchina pretendo strada libera perché la bicicletta mi dà fastidio… e così via! Invece si dovrebbe ragionare, come dicevo, nell’ambito di tutte e tre le categorie valutando i possibili comportamenti che tutti quanti ben conosciamo.
E comunque ricordiamoci che tra pedoni, biciclette, e auto… ad aver la meglio sarà sempre l’auto, a farsi male sono sempre le altre due categorie, sta a costoro avere più senno e prudenza.