Come si suol dire “Il mondo al contrario”
Se uno arrivasse da marte e leggesse i commenti di queste persone contro i ciclisti penserebbe che le povere vittime siano proprio loro,questi poveri automobilisti circondati da orde di ciclisti che li aggrediscono li insultano e non rispettano il codice della strada come invece fanno loro e gli fanno perdere manciate di secondi impossibili poi da recuperare,la realtà e che essendo consapevoli del loro comportamento molto spesso scorretto e pericoloso al di là delle reciproche responsabilità si cerca poi di giustificare questi atteggiamenti dovuti anche ad una cultura profondamente arcaica e lo dimostra il fatto che gli automobilisti di una certa età sono i più intolleranti (vedi Lanzo Torinese)di trovare delle giustificazioni a certi atteggiamenti sconsiderati e non voglio aggiungere altro.
Fabio
Ciò premesso, non si tratta di fare un processo alle intenzioni, ma di commentare quanto dichiarato pubblicamente da uno degli stessi feriti. Secondo il racconto di uno di loro, ripreso dalla stampa online, il gruppo procedeva occupando la carreggiata; l’automobilista avrebbe chiesto più volte di poter passare, senza riuscire a sorpassare, e sarebbe stato anche insultato.
Questa volta, stando alla ricostruzione finora emersa, il gruppo avrebbe incontrato una persona che ha reagito in maniera violentissima e potenzialmente letale. Resta però una domanda distinta, che non giustifica né attenua minimamente quanto accaduto: si richiamano continuamente il rispetto, l’educazione e la pacifica convivenza, ma con quale diritto si può decidere che un altro utente della strada non debba passare, qualora il sorpasso sia consentito e possa avvenire in sicurezza?
Chi ha dato loro il diritto di trasformare la strada in un terreno di contrapposizione e di imporre arbitrariamente la propria volontà all’automobilista?
Condannare senza riserve l’investimento non significa dover considerare automaticamente corretto ogni comportamento che lo ha preceduto. Le responsabilità non sono equivalenti: un’eventuale prepotenza stradale non è minimamente paragonabile a un investimento volontario. Tuttavia, il rispetto e l’educazione non possono essere pretesi soltanto dagli altri: devono essere reciproci e riguardare tutti gli utenti della strada.
Loris
Gentile Redazione… Buongiorno, anch’io sono stato un ciclista ,e qualche volta lo sono ancora, ma vado sempre in fila indiana, il 50 per cento, oggi vanno appaiati, e se gli suoni il clacson ,ti fanno il dito medio, secondo me, si sentono padroni della strada, perché troppo protetti dal sistema. Ormai sono intoccabili, e lo sanno, questo è in vere problema.
Saluti, e grazie.
Giovanni Bonato
Gentile Redazione… buona sera.sono d accordo che il ciclista e il più debole e va salvaguardato ma quando vedo dei ciclisti affiancati x fare delle chiacchiere mi da fastidio… volendo c’è il divano di casa ,,saluti
Vincenzo Correale
Non possiamo fare di tutta un erba un fascio. Bisogna ricordarsi che le strisce pedonali vanno rispettate anche dai ciclisti e non che loro continuano a pedalare passando davanti e dietro a pedoni oppure quando sono in fila per la strada si mettono in due o più affiancati. Quali sono per ler regole in questi casi. Grazie.
Pier
Sono convinto dell’arroganza degli automobilisti fatti forza della differenza del mezzo, d’altra parte anche l’arroganza dei ciclisti con la scusa che il ciclista ha sempre ragione, ed essendo spesso in gruppo diventano spesso aggressivi anche quando su strade molto trafficate corrono appaiati e guai suonare altrimenti arrivano insulti e inviti a fermarsi, sempre quando sono in gruppo. Ma sono automobilisti anche loro. Trovo che siamo diventati tutti troppo arroganti e troppo convinti di noi stessi. Faccio appello a diventare un po più UMILI, le diatribe e polemiche varie si attenuano.
Un vecchio camionista in pensione .
Nerino
Buongiorno ,
Leggo sovente le lettere inviate e le vostre risposte , ed essendo un sito sui ciclisti giustamente li difendete come una rivista di auto difende gli automibilisti , con a volte dei distinguo . Non sono prevenuto nei confronti dei ciclisti , ma trovo spesso in loro la stessa maleducazione degli automobilisti se non di più in quanto considerati categoria a rischio e di ciò se ne approfittano . Io stesso , ho rischiato di essere investito da pedone sulle strisce da un gruppo di ciclo/amatori mentre atraversavo mentre a loro dire avrei dovuto lasciare loro la precedenza . A me a scuola guida , hanno insegnato come le regole valgano per tutti e non solo per alcuni , come anche nella vita quotidiana . Ma non solo ora altro esempio , quando al lavoro monto il dehor sul matciapiede ho comunque un passaggio continuo di bici e monopattini senza che questi rallentino minimamente o vengano portati a mano senza che ci sia una ciclabile , quindi dovrebbero circolare in strada ma tantè . Gli automobilisti sono una categoria sempre rintracciabile i cui sbagli sono altamente sanzionati al contrario dei ciclisti / monopattini ( in uso da un pò di tempo a questa parte ) le cui contravvenzioni sono esigue anche sotto il profilo economico . Secondo me una multa di importo importante anche a ” voi ” ciclisti vi farebbe pensare due volte prima di infrangere il CdS. A noi automobilisti si impone di sorpassare ad 1.5 m di distanza dalla bici , ma una bici che ti sorpassa a destra o ti rasetta in caso di incidente alla fine , la colpa ricade sempre sull’automobilista . Sinceramente trovo tutto ciò iniquo e finchè non ci sarà equità , certe categorie , ne approfitteranno sempre .
Cordiali saluti
Andrea
Non c’è contraddizione nel chiedere il rispetto delle regole e, allo stesso tempo, condannare senza riserve la violenza. Il punto che spesso manca è la tolleranza. Un po’ di pazienza e di buon senso, sulla strada, aiutano tutti.
L’esortazione al rispetto delle regole che parte da queste pagine riguarda innanzitutto i ciclisti. Favorire il sorpasso, quando possibile, è un comportamento doveroso. Allo stesso tempo, considerare ogni ciclista come un “abusivo” sulla strada non è accettabile.
Le regole sono reciproche, così come devono esserlo rispetto, prudenza e convivenza.


































Buongiorno, sono un automobilista ed anche un ciclista. Purtroppo gli spazi dedicati ai commenti di automobilisti e ciclisti, sono pieni di accuse reciproche vuote e che non danno alcun contributo per migliorare le condizioni di sicurezza sulle strade. Di sicuro ci sono molti ciclisti arroganti, ma dal lato degli automobilisti e ancor più dei motociclisti che nessuno cita, vedo comportamenti incoscienti di persone che non pensano minimamente alle possibili conseguenze di ciò che fanno. Non ho ancora letto un articolo in cui qualcuno si degna di ragionare in termini pratici e comprensibili su cosa prova il ciclista quando viaggia. Provo a dare qualche elemento per aiutare a comprendere cose che forse chi non va in bici non conosce – e spero di non leggere commenti di qualcuno che dice che i ciclisti devono stare a casa. I ciclisti hanno i piedi agganciati ai pedali, e quindi in caso di pericolo non hanno la reattività di mettere i piedi a terra. Tagliargli la strada in modo arrogante può comportare una caduta perché non è così immediato sganciare i piedi dai pedali. Spesso i ciclisti si appaiano per evitare che gli incoscienti sorpassino facendo letteralmente le rasette a chi pedala, con il rischio di finire fuori strada o dove il fondo stradale potrebbe comportare cadute. Per non parlare dei motociclisti che tagliano le curve cieche e se trovano un ciclista lo prendono in pieno. Stare attaccati ad un ciclista per effettuare un sorpasso è da incoscienti perché se il ciclista cade per una buca o altro, l’esito è letale. Sorpassare a 1,5 m dal ciclista (cosa che quasi nessuno fa) ad una velocità elevata, genera un’onda d’urto che vi garantisco è difficile da gestire. Quando faccio l’automobilista personalmente aspetto ad avere la striscia tratteggiata ed una buona visibilità (mai in curva), ed effettuo il sorpasso partendo da 10 m prima del ciclista, e sorpassandolo alla sua stessa velocità. Purtroppo vedo poche persone che lo fanno, mentre trovo molto che letteralmente non sono sicuri alla guida, e affrontano il sorpasso sia di ciclisti che di automobili, in condizioni di estremo pericolo. Arrivare 10 minuti dopo non costa niente, ammazzare una persona ti cambia la vita. Poi concordo, i ciclisti spesso viaggiano contro mano, passano con il rosso, ecc., esattamente come automobilisti, pedoni e conducenti di monopattini. Basterebbe che le forze dell’ordine cominciassero a far fioccare multe, a tutti, senza eccezioni, poi forse cambierebbe qualcosa. Spero di aver dato un minimo contributo.
Diego
Io voglio capire chi vi da il diritto di dire “perdere 10minuti non vi costa nulla”. Tu che ne sai?
Si è vero, non sono i 30 secondi o i 10 minuti in più o in meno all’automobilista a fare la differenza (a volte dipende ma non toglie che il tuo ragionamento sia corretto), ma è proprio il concetto di sindacare che è sbagliato. Tu non devi sindacare sulle mie tempistiche come io non mi permetto di farti i conti in tasca del tempo che ci metti in bicicletta ad andare al lavoro in una città priva di traffico, o i disagi che crei se sali sul treno con la tua bicicletta e la lasci davanti alle porte perchè non ti va di lasciarla negli spazi appositi o perchè il treno non prevede spazi per le biciclette.
Il CdS si applica a veicoli (tra cui velocipedi) e pedoni. Se non lo rispetti sei semplicemente in torto.
Se un automobilista ti fa la “rasette” è responsabilità del singolo non di tutti.
Se passi con il rosso è tua responsabilità così come è tua responsabilità bucare gli stop o urlare per chiedere strada quando dovresti fermarti. Se trovi una macchina che non ti vede/sente però non lamentarti che è dura. Sei stato tu a ignorare il CdS, non la macchina con diritto di precedenza.
Tranquillo, quando guido mi lamento anche con i pedoni che attraversano con il rosso, in mezzo alla strada, senza guardare, o con gli occhi sul telefonino. Mi lamento dei motociclisti sulle strade di montagna che pensano di stare in pista, mi lamento degli automobilisti, e mi lamento dei ciclisti che si mettono raggruppati in 3-4 su una fila e di bloccano la strada di proposito perchè la strada *secondo loro* non permette un sorpasso. Quando vado a piedi mi lamento di chi non si ferma sulle strisce (ciclisti compresi), mi lamento dei pedoni che ti vengono addosso perchè camminano con gli occhi puntati sul celluare. (E stai pur tranquillo che non faccio acrobrazie per evitarti.. una spallata te la prendi… ero distratto anche io). Se non rispetti il CdS, per me, devi essere trattato come chiunque altro, essere sanzionato esattamente come tutti.
Un’altra cosa che ancora mi fa perdere la pazienza, nei vosti commenti: “esattamente come fanno gli automobilisti”. Quindi fammi capire… Tu vivi costantemente con la bicicletta incollata alle mani? Con i piedi bloccati sui pedali? Non scendi mai? Non sei un pedone? Non hai la patente? Non hai un’auto? Tu sei “un ciclista” e non sei “un automobilista”? Perchè da come scrivete il problema è il mezzo, non chi lo guida. Perchè in auto magari se incontrate un ciclista allora mettete in pratica tutte le regole del “buonsenso e del CdS” verso il vostro “compagno”, poi in bicicletta bucate ogni stop ed ogni semaforo ed il problema sono gli altri.
Insomma, Sappiamo tutti cosa devono fare gli altri.
Quale è il c.d.s per i ciclisti? Se c’è nessun ciclista lo osserva…saltano i semafori, ti passano sulla destra, spuntano per terra, non hanno il campanello, quando va bene urlano per passarti, non usano fazzoletti per soffiarsi il naso, gettano le bottiglie vuote ovunque capita, NON SONO MAI IN FILA INDIANA, ecc. Ecc..ecc…parlo dei ciclisti per divertimento, non professionisti!!! Sembra stiano sempre facendo una gara contro il tempo…tutti dei gran maleducati… Poi succedono delle cose drammatiche…..ps.sono una ciclista di tutti i giorni.
Se tu sei una ciclista, e la sono anch’io, e rispettiamo il Codice della strada, al rosso ci fermiamo (parlo per me, ma immagino anche tu, dato che lo sottolinei), abbiamo le luci, il casco ecc, stiamo sulla destra ed agevoliamo il sorpasso dei mezzi (io addirittura mi sposto con la bici nel fosso quando non c’è spazio e aspetto), allora non puoi dire che tutti i ciclisti sono dei maleducati che non rispettano il Codice.
Quando esco vedo tantissimi ciclisti che pedalano a destra sulla banchina, la maggior parte.
Poi i maleducati sono presenti come in ogni categoria ma ciò non giustifica la violenza