Gentile Direttore, non condivido la sua risposta a Marco. Abito a Lentate e spesso al semaforo spesso vedo ciclisti che passano con il semaforo rosso. L’anno scorso mi è capitato di trovare un gruppo di ciclisti appaiati sulla strada Como Argegno. Dopo i classici gesti con le mani mi sono fermato in piazza ad aspettarli. La discussione aveva preso una brutta piega e solo perché c’era mia moglie non è degenerata.La morale è che alla fine avevano ragione Loro. Spesso sono le stesse persone che quando diventano automobilisti si innervosiscono con i ciclisti,
Lino Romanò
Gentile Redazione… Buona sera,
Perché non provate ad attraversare la strada sulle strisce, quando vedete un ciclista o un gruppo piccolo o grande?
Non solo non si fermano ma nemmeno rallentano, che siate soli, giovani, anziani o con bimbi in carrozzina o per mano?
Vi passerebbero di sopra come foste un insetto.
Non tutti, solo il 99 per cento.
Grazie.
Mario Gabbiani
A volte sembra anche a me che molti ciclisti si mettano di impegno per mettere in imbarazzo tutta la categoria. E ci vorrebbe davvero poco, accidenti!
Confesso che in bici mi fermo ovunque, anche ai semafori rossi solitari, senza intersezioni e senza traffico. Lo faccio per regola (e sono molto più attento di una volta) ma anche perché non vorrei mai essere additato come ciclista che passa col rosso. Vista la voglia che c’è di generalizzare mi sentirei responsabile verso tutta la categoria, che invece sembra impegnarsi a farmi insultare. Con la scusa tiro un attimo il fiato. Non ci costerebbe poi tanto farlo tutti.



































Mi pare che tutte le polemiche abbiano lo stesso fondamento, la scomparsa dell’idea di collettività, esistono solo corsie separate e guai a chi le invade, ma è una corsa verso il nulla.
Mi pare più utile pensarsi in diverse situazioni contemporaneamente: ciclista, pedone, automobilista cioè se incrociassi me stesso……cosa succederebbe? …….
C’è un requisiti fondamentale alla tua onesta osservazione: pensare! Azione che non di esprime più. Tutti si fanno forza con la convinzione del “è un mio diritto, quindi faccio quello che mi pare”! Filosofia che non vale solo nel ciclismo, si badi bene (basta frequentare un parcheggio antistante una scuola la mattina), ma che sta creando questo paradigma pericoloso per il quale, si generano sempre maggiori tensioni, incapacità di convivenza (dovrebbe essere la base) ed odio.
i ciclisti si rendono antipatici e mal visti per i loro atteggiamenti. Certo le corsie sono da transito per tutti, ma, ci sono delle regole: non rispettano i limiti di velocità, ai semafori furbescamente non rispettano il semaforo pur di passare, non rispettano la fila ma sempre l’ escamotage per passare prima e davanti al veicolo, in doppia fila e anche in terza fila, raggruppati solo per chiaccherare. Sono irrispettosi e menefreghisti. Sono pochi che rispettano le regole. Mi dispiace dirlo ma a parer mio sono tutti da multare.
Volevo aggiungere: è vero che la bici è contemplata nel codice della strada, ma, non è contemplato che siano in 20 / 30 ciclisti che sulla strada circolano solo per imitare i Pantani i Pogacar di turno, solo per citarne alcuni..