Gentile Direttore, anch’io sono un ciclista ( mountain bike) e purtroppo devo dire che vedo tanti ciclisti con bici da corsa che non usufruiscono delle piste ciclabili dove queste esistono perché mai? È forse un disonore? Specialmente nel tratto Piacenza Gossolengo! Così facendo mettono in pericolo loro stessi e anche tanti automobilisti e camionisti che in quel tratto c’è ne sono tantissimi in quel tratto per la presenza di una cava di materiali inerti proprio a Gossolengo!!
Marco Pratici
Gentile Redazione…
Buongiorno mi piacerebbe che il sig. Maurizio; o chiunque altro, mi rispondesse con dati oggettivi (numeri) e non con interessanti tesi filosofiche o esempi di paesi dai quali non abbiamo nulla da imparare ( per inciso sono nato a Digione e ci vado spesso a trovare i miei cugini). Detto cio’ per rispetto reciproco o par condicio sulla sua macchina dovrebbe mettere anche i cartelli: CICLISTA NON SFILARMI A DESTRA E PASSARE COL SEMAFORO ROSSO, RISPETTA GLI STOP, NON ATTRAVERSARE SULLE ZEBRE PEDONALI A BORDO DEL TUO MEZZO E NON ANDARE IN CONTROMANO SOPRATTUTTO NEI SENSI UNICI. Per essere rispettati bisogna rispettare e purtroppo sono molti forse troppi i ciclisti che non rispettano il codice
Roberto Da Re
Gentile Direttore,
A me non piace parlare male dei ciclisti o per lo meno di certi ciclisti ma mi piace viaggiare col senso e buon senso della sicurezza poiché sono anche motociclista. Le cause di un certo accanimento nei confronti delle categorie” deboli” ( fra cui anche le moto) sono da ricercare nella assoluta mancanza di senso civico ,dei controlli assolutamente inesistenti che alla fine ricadono solo sulla categoria degli automobilisti. Io che viaggio in moto in coppia ,se vado in montagna , mi ritrovo a rischio caduta a causa di certi gruppi di ciclisti che arrancano a passo d’uomo zigzagando e bloccando il flusso delle auto che inchiodano senza preavviso… Ma questo ci sta….anche se sembra tutte le volte fare da spettatori alla vuelta di giornata….ci sta…. Ognuno è libero di muoversi come vuole… Fino ad un certo punto….Ma in certi orari e periodi dell anno ,soprattutto invernali, con scarsa visibilità anche per i “dotati ” automobilisti, a me hanno insegnato ,essendo motociclista,che essere visibili e farsi vedere , sia di estrema importanza…. Che attraversano sulle pedonali è ignoranza pura credendo addirittura di avere tutti i diritti mentre è risaputo da diverse sentenze che chi attraversa deve prestare attenzione (con torto fino al 70%) così come fanno gli automobilisti che dovrebbero farlo a loro volta… È senso civico e rispetto del prossimo… Ma che si viaggi senza luci questo è intollerabile…. E che soprattutto continuino a mettere in commercio mezzi a due ruote non equipaggiati …. Se sono mountain bike non sono citybike e vanno usate in strade sterrate in montagna non in città o peggio in provinciali senza illuminazione minima… Questione di sicurezza ,di inesintenti controlli perché altrimenti si va contro l ambientalismo, o altro …mah resto perplesso ormai sembra che il CDS sia solo per le auto mentre per pedoni con cellulare distratti, ciclisti anche essi zigzaganti al cellulare, monopattini ,che sono a loro volta utenti della strada questo codice non esista….e non viene rispettato
Enrico Squadro
Tutti sappiamo – o dovremmo sapere – come comportarci in strada. Poi vince il pensiero che “tanto so come si fa, si può fare, così non è pericoloso” ecc.
No, le regole ci sono, qualcuno dovrebbe ripassarle un po’ forse, ma non sono fatte a caso. E se dicono che sulla strada ci si può stare con veicoli diversi è perché, nei confini della legge, il rischio non c’è.
Tutti abbiamo esperienza di strade con limiti di velocità che ci sembrano esageratamente bassi, ma anche quelli hanno una logica che probabilmente va oltre la nostra conoscenza del momento. Chi discuterebbe la velocità di un treno o le regole di un aeroporto?
Partiamo da qui. Poi ci saranno pure limiti che servono a compensare una manutenzione stradale non fatta, ma la logica non parte da qui.
Sui controlli e le sanzioni che andrebbero fatte, pure, ne abbiamo detto più volte. In tutti Paesi, che spesso portiamo a esempio, chi sbaglia paga, mediamente. O almeno si prende una bella sgridata. L’ambientalismo non c’entra niente.
C’entra, forse, che i ciclisti (in senso lato, dagli sportivi all’uso quotidiano) sono sempre di più e, in proporzione, aumentano anche i maleducati che si notano di più. Farlo notare non significa “essere contro i ciclisti”, lo facciamo anche noi da qui. Comportarsi bene, alla fine, costa davvero poco. Non si perde un allenamento fermandosi a un semaforo rosso e non si perde il lavoro aspettando 30 secondi per fare un sorpasso.





































