Gentile Redazione… Vorrei controbattere alla signora Lice Foschi in quanto ai ciclisti su strada, prima di tutto vorrei ricordare alla signora che loro hanno spazi adatti a fare sport, come tennis, basket, e altro, i ciclisti non hanno questa fortuna, purtroppo devono viaggiare in strada, e non è vero quello che dice perché siamo noi a rischiare non sai mai se ritorni a casa, perché gente con la patente pericolosa le strade sono piene, pertanto gli arroganti come dice la signora sono quelli che sono seduti in auto che sono impazienti e non rispettano il codice della strada.
Giancarlo Cavazzuti
Gentile Direttore, buongiorno
Leggo con rammarico la lettera di Licia foschi che si scaglia contro i ciclisti in generale
Vorrei fare una distinzione fra ciclisti sportivi e urbani
Io appartengo alla seconda categoria la prima mi mette paura solo a vederli sfrecciare a più di 50 all’ora nelle strade lungo il lago di Varese
Personalmente uso la bici tutti i giorni per qualsiasi commissione e spostamento in città anche per la spesa al supermercato e devo affermare con certezza che gli automobilisti urbani sono assolutamente maleducati arroganti e pericolosi inoltre non rispettano minimamente il codice stradale e di convivenza cittadina
Sosta selvaggia ovunque telefono perennemente in mano velocità oltre ogni limite arroganza totale nei confronti di ciclisti e pedoni urbani posteggi dedicati alle bici occupate dalle moto e potrei continuare all’infinito
Finalmente a Varese hanno costruito delle piste ciclabili anti intrusione ovviamente criticatissime dalle varie associazioni dei commercianti
Partendo dal fatto che le piste ciclabili e le zone Ztl non sono mai inutili ma un segno di civiltà vorrei far capire agli ostinati automobilisti che l’auto sempre e comunque porta solo arrabbiature scompensi fisici perdite di tempo e maleducazione continua
Ritornando alla polemica iniziale sull’invasione delle strade da parte dei ciclisti sportivi vorrei far notare alla signora che questo avviene praticamente sempre di domenica giorno che dovrebbe essere dedicato allo sport alle passeggiate a piedi al giro del lago in bicicletta o a piedi all’incontro tra persone che si parlano guardandosi in faccia e passeggiando nei boschi o in montagna ed escludendo categoricamente la gita al centro commerciale
Mi stupisco nel leggere che bisogna addirittura fermarsi per dare spazio ai ciclisti sportivi dato che raggiungono velocità che sfiorano i 50 km
Per cui cara signora provi a riconnettere il suo stile di vita e le si aprirà un mondo decisamente migliore
Carlo Adamoli
Gentile Direttore,
Noto con dispiacere una grave imprecisione nella risposta che ha dato a Lice.
Non so se lei abbia la patente ma nel caso l’avesse conseguita dovrebbe sapere che tutti i veicoli circolante, comprese quindi le biciclette, devono impegnare la carreggiata tenendosi il più vicino possibile al margine destro di essa, cosa che quindi esclude la possibilità di viaggiare in gruppo.
Io sono un ciclista amatore da sempre ma rispetto chi circola nel mio stesso tratto di strada e stando in macchina tutto il giorno per lavoro noto con profondo dispiacere che la stragrande maggioranza dei ciclisti se ne frega degli altri e non rispetta non solo il codice della strada ma le più elementari regole del buon senso.
Cordialmente
Marco Valeri
Gentile Redazione…a proposito dei ciclisti voglio rispondere alla g.le signora di essere assolutamente in sintonia con lei. Sono irrispettosi delle regole e degli altri utenti della strada. All’ altro signore invece vorrei dire che proprio perché considerati velocipedi e quindi “veicoli” perché non l’ assicurazione obbligatoria, la targa e il casco? Come in altri stati?
Senza firma
Gentile Direttore, la lettrice Lice Foschi che si lamenta dei ciclisti in gruppo è come l’autista di una Rolls Roice che pretende che la conduttrice di un’utilitaria si faccia da parte perché non ostacoli la sua corsa. Fossi in lei guarderei l’arroganza da un altro punto di osservazione. Ma il rischio è che il concetto possa ribaltarsi. Buona giornata… evviva le biciclette ed i ciclisti
Enzo Sarli
Gentile Direttore,
Mi permetto di dirLe che Lei è stato fin troppo garbato a rispondere ad una lettera come quella della Sig.ra Licia Foschi.
Purtroppo i soprusi e gli incidenti che noi ciclisti subiamo sono perpetrati da persone, ignoranti (che ignorano perfino il codice della strada e della buona educazione) come Licia, persone che vivono nell’ego della loro scellerataggine imposta dal mero possesso di un mezzo omicida come l’automobile!
Invece di togliere i ciclisti dalla strada togliamo la patente a queste persone con la testa bacata capaci solo di odiare…
Cordiali saluti,
Angelo Ferioli
Gentile Redazione… Ancora una volta automobilista incazzata contro i ciclisti come se tutti i ciclisti fossero criminali in mezzo alla strada a fare quello che vogliono sempre meno rispetto manca la cultura di base per le persone che fanno questo sport facendo fatica e non a intralciare il traffico meno male che abbiamo avuto campioni del mondo solo questo meriterebbe rispetto per questo sport
Luigi Bugini
La lettera, un po’ provocatoria della lettrice (che, ricordo, non ha insultato) ha scatenato una valanga di commenti. Alcuni direttamente sotto alla nostra risposta, altri direttamente nella nostra posta. Ne ho selezionati alcuni significativi.
Oltre al richiamo a rispettare il Codice della Strada per tutti, alcune precisazioni: in gruppo si può andare anche in fila indiana. Inoltre, viaggiare più a destra possibile a volte, semplicemente, non è possibile per le condizioni delle strade e per la sporcizia che si accumula a bordo strada ma anche per sicurezza. Stando troppo a destra si invoglia l’automobilista imprudente a passare “a qualsiasi costo”, non lasciando margine al ciclista. Non si deve pedalare in mezzo alla strada ovviamente, ma lasciarsi un po’ di spazio a destra è meglio.
La situazione di Varese è particolare, ma forse neanche tanto. Sulle ciclabili si fa leva politicamente e questo spazza via qualsiasi ragionamento tecnico che si possa fare con i contrari (in tutti i posti dove si sono tolte automobili il commercio locale ne ha guadagnato). Quando, qualche anno fa, venne fatta un’altra ciclabile in zona scuole, togliendo alcuni parcheggi, ci fu una levata di scudi dell’opposizione che attaccò il progetto e il sindaco che lo stava realizzando. E questo dimenticando che il progetto di quella ciclabile era stato promosso dalla precedente amministrazione, quella della parte che invece la stava criticando tanto.
Quando lo feci presenta a uno dei rappresentanti di partito che era contro la ciclabile, mi fu risposto che “le cose cambiano nel tempo”. Sì, in effetti rispetto al tempo della nascita del progetto le auto erano aumentate e c’era ancora più bisogno di ciclabili.
Purtroppo, ridurre la mobilità a questioni politiche porta a fare queste figure misere.


































Sono un ciclista praticante anche se 74 enne e vivo a Roma, luogo molto pericoloso per i ciclisti per fondo stradale traffico, salite, etc. Ci sono ciclabili molte delle quali demenziali per collocazione e tracciato, frequentate da pochissimi ciclisti. Che fanno inferocire a ragione gli altri utenti della strada imbottigliati per restringimento della carreggiata assolutamente inutile e inoltre sono assai maltenute, con detriti di ogni tipo e brutti ceffi in agguato…un po di sale in zucca renderebbe più facile la convivenza tra ciclisti spesso maleducati, e il.resto degli utenti.