Gentile Redazione…
Buongiorno a Tutte / i, noto che il discorso è acceso e spesso poco obiettivo.
L’obiettività non deve mai venir meno.
Le infrazioni e le scorrettezze vengono commesse da tutti: bici, auto, motocicli e se ci fossero pure astronavi!
Premesso questo ci sono due considerazioni di base da fare.
La prima è: se mi trovo in bici, in caso di sinistro con auto, chi mai si farà male?
Della serie: se al semaforo mi affianco a un mezzo pesante, alla ripartenza dovrò considerare che potrebbe svoltare; stargli affiancati anche mentre si riparte, non è cosa prudente, prescindendo dalle mere regole del CdS (uso degli indicatori di direzione etc).
La seconda considerazione riguarda il mancato sanzionamento ai ciclisti ove ricorra il caso.
Esempio: come si può redigere processo verbale a un ciclista passato col rosso ?
Il verbale deve indicare, tra altri dati, targa e modello veicolo; se si sanziona una bici, sul verbale cosa ci si può scrivere?
Concludendo: inviterei TUTTI, indistintamente, al rispetto puntuale del CdS o, più semplicemente, ad usare buon senso e cautela.
In fin dei conti, se leggiamo con attenzione gli articoli di detto Codice, altro non sono che raccomandazioni di buon senso.
Cordialità
Maurizio Giacometti
Gentile Maurizio, sì, quando si dice che la legge deve essere uguale per tutti si intende anche nell’equità di emettere sanzioni per tutti, non dovrebbe essere in discussione questa cosa. E non è che vadano multati i ciclisti perché, in caso di sinistro, si fanno più male, la legge non fa – giustamente – questa distinzione.
Nel verbale? Vanno messe le generalità del ciclista. Non serve altro, tantomeno elementi identificativi del veicolo se si tratta di una bicicletta



































Con la differenza che se passo col rosso ad un semaforo con Photored in un incrocio DESERTO, un’auto o una moto prendono la multa.
La bici no, anche se ha commesso LA STESSA infrazione.
E in questa certezza dell’impunità i ciclisti ci SGUAZZANO.
Quindi, la legge NON è uguale per tutti