Io ho un’auto a benzina di piccola cilindrata quindi tendenzialmente silenziosa, un breve colpo di clacson lo do per fare percepire la mia presenza, poi quando posso supero confidando sulla collaborazione dei ciclisti, che è sempre meno scontata. Io stesso non ho mai avuto necessitá di più di 10-15 secondi per farmi superare anche a costo di fermarmi il più a destra possibile. Ma in gruppo quando ho sensibilizzato gli altri a suddividerci in gruppetti distanziati per facilitare il sorpasso o ad avere una certa condotta, ho sempre ricevuto dei “chissenefrega aspettano” “la strada è di tutti anche nostra”. Un giorno ero su una provinciale di campagna dietro l’auto dei carabinieri che hanno dato un colpo di clacson per avvertire i ciclisti, ricevendo dei sonori fanculo, alchè gli esponenti dell’arma hanno forzato il sorpasso accendendo la sirena per un paio di secondi, inutile dire che me la ridevo sotto i baffi. Sulla stessa provinciale sono rimasto incolonnato nell’attesa che un autoarticolato ed un autobus si vedessero il passo in una strettoia in curva. Tutti buoni in colonna tranne un paio di ciclisti che hanno dato in escandescenza oerchè avevano perso il rapporto in salita e dovuto sganciare la scarpa dal pedale.. due cretini. Questo il motivo per il quale vado in compagnia solo per questioni di sicurezza ma non per il piacere di farlo. Anche nei tratti potenzialmente più pericolosi c’è sempre quello che si affianca per parlare, anche fosse uno sconosciuto si sente in dovere di farlo. Allora io aumento il passo perchè se hai fiato per parlare c’è l’hai anche per pedalare più forte
Claudio
Non occorre fermarsi, ma facilitare il sorpasso è necessario, per legge e per buon senso. Chi pedala con piacere con delle auto dietro?
In altro commento un lettore si chiedeva se ci sia un limite all’andare in gruppo: al momento no, ma se n’è già parlato ed è la risposta proprio alla mancanza di buon senso che troppi ciclisti mettono in atto.
Tra i ciclisti ci sono sempre state regole non scritte: quando l’ultimo del gruppo sente sopraggiungere un veicolo, avvisa gli altri e, al momento opportuno, fa pure un cenno al veicolo per passare, quando la situazione della strada lo consente. Che fine hanno fatto queste regole?
Non costa tanto e un allenamento non si inficia con una frenata in più.


































E chi è che decide “Quando è consentito il soprasso”? Il ciclista?
Se ho una macchina utilitaria che per fare un soprasso ci impiega 20secondi e rischio di terminarlo in faccia alla curva, iniziarlo prima appena ho visibilità è un dato oggettivo che solo io che conosco il mezzo posso valutare, non il ciclista che decide che posso soprassarlo dopo aver fatto 200m di rettilineo.
Lo decide il Codice della strada prima di tutto. I ciclisti posso aiutare visto che, stando più avanti rispetto a chi deve superare, hanno una visione della strada più ampia.
I ciclisti si ostinano a volersi comportare come auto pedalando in mezzo alla strada ma…. quando si tratta di codice della strada,si comportano come bici fregandosene dei semafori rossi e degli stop. Il fatto che non capisco è la loro arroganza: bici contro vettura….vince SEMPRE la macchina. A prescindere dal vostro punto di vista.
La legge n182 del codice stradale dice che si può procedere affiancati solo nei centri abitati a patto di non creare intralcio al traffico (quindi se il limite è 50 non si deve fare meno dei 30)o pericolo. Non credo proprio che la legge dice che si può stare in gruppo, soprattutto in salita a 5 km orari.
E chi dice il contrario?
Mi sono sempre chiesto perché i ciclisti ( quelli che credono di essere tali) debbano stare a sinistra della carreggiata che essendo la corsia di sorpasso prevede che le macchine vadano più veloci.
Cioè, lei vede ciclisti nella corsia di sorpasso?
Si molto spesso. Su strade larghe cittadine a unico senso di marcia