Gentile Direttore,
certamente e senza dubbio alcuno, sono tenuti a rispettare le regole come tutti i veicoli ovunque si trovino ma, per lo stesso motivo, le devono rispettare gli autoveicoli. Un dettaglio ma sostanziale, la parte debole è evidentemente il ciclista perché se lo tocchi in velocità può perdere la vita.
L’automobilista o camionista che sia è all’interno di un involucro che lo salvaguarda e non percepisce (soprattutto se distratto e capita spesso) la fragilità del ciclista e spesso lo sorpassa senza considerare minimamente la distanza di sicurezza come fosse un ostacolo qualsiasi.
Ho rischiato nei decenni almeno tre volte di essere messo sotto le ruote ma un po’ la fortuna e un po’ il sesto senso in quanto anche automobilista ed ex istruttore di scuola guida, me la sono cavata.
Quello che guida su quattro ruote non prende in considerazione le variabili che può avere un ciclista e faccio alcuni esempi: una foratura può fare perdere immediatamente direzione, un sassolino sotto la ruota anteriore in assenza di una mano sul manubrio può causare la caduta, una persona anziana può avere un giramento o sbalzo di pressione. Un autista abbagliato dal sole al tramonto, ha comunque difficoltà ad individuare un’auto che lo precede, figuriamoci un ciclista. Insomma, le cause per le quali sarebbe opportuno tenere una distanza di sicurezza e una velocità adeguata e non solo in centro urbano, sono molteplici e da qui tutti i morti che ci sono stati. Non prendo nemmeno in considerazione tutte le conseguenze per il responsabile dei danni causati perché penso che una persona con un minimo di rispetto per la vita degli altri, non se la vivrebbe bene per tutto il resto della vita
Mauro Casagrande Bacchiocchi
Il Codice della strada parla chiaro a proposito degli appunti fatti, a ragione, dal lettore. Soprattutto il limite di velocità imposto sulle strade è, appunto, un “limite massimo”, non un’imposizione di velocità che va adeguata alle condizioni di traffico e di visibilità (il sole, ad esempio giustamente) del momento.
Il tecnico che stabilisce, con il legislatore, i limiti, tiene conto anche della stabilità dei diversi veicoli. Chi guida deve tenere conto di chi sta superando. Una bicicletta guidata da un bambino, ad esempio, richiede una prudenza maggiore.
Grazie per aver ribadito e per ricordarci sempre che limiti e imposizioni, sulla strada, hanno sempre una logica, anche se non è intuitiva e ci viene da pensare che “qui si potrebbe andare più veloci”.






























Grazie Mauro per il suo contributo al dialogo.
Il fatto che lei sia anche ex istruttore di scuola guida dona alle sue parole, almeno per me, un valore aggiunto.
Saluti
Eve