Il problema è più ampio e – posto che la bici non è un lasciapassare per far qualsiasi cosa, e che la categoria del ciclisti non è graniticamente popolata di sole persone intelligenti e integerrime – occorre considerare fra gli altri anche questi due aspetti:
1. Spesso comportamenti formalmente non corretti (tipicamente: passare col rosso) sono tenuti dai ciclisti per la propria sicurezza (nell’esempio: sappiamo bene che partire al semaforo col verde insieme agli automobilisti nervosi e vogliosi di sgasare e’ sempre molto critico);
2. Agli automobilisti viene concessa e giustificata qualsiasi violazione, anzi spesso la guida “sportiva” (o, in città, “creativa”) e’ rivendicata come “status simbol”; dai ciclisti si pretende un comportamento da collegiali dell’800: oltre ad essere irrazionale e incoerente, ciò crea da un lato alibi per chi mette in pericolo i ciclisti (si l’ho fatto cadere, ma non aveva la luce accesa, e però era giorno…), sia incentivi psicologici ad essere aggressivi nei loro confronti (e’ un ciclista, uno di quelli che passano sempre con il rosso, gliela faccio vedere io). Quest’ultimo effetto viene spesso trascurato, ma è davvero rilevante: questo vociare di ciclisti indisciplinati incentiva l’automobilista a implicitamente considerare tutti i ciclisti non come persone (vulnerabili con la propria auto), ma come intralci che non si dovrebbero trovare nel luogo in cui li si incontra
Vittorio Squarotti (dalla nostra pagina Facebook)
Questo commento riassume chiaramente uno status quo delle nostre strade. Ai ciclisti non viene perdonato nulla. Altri comportamenti scorretti e anche peggiori, da parte degli automobilisti, sono considerati così normali da non farne più neanche caso.
O comunque giustificati da cose tipo “è solo un attimo”, “ma devo lavorare”, “ma sono attento lo stesso” e così via.
I risultati si vedono chiaramente nella quantità di incidenti, anche da soli, in cui gli automobilisti sono spesso coinvolti in città e fuori.




































Ho avuto a che fare con automobilisti che facevano finta di mettermi sotto, e corrieri con furgoni contro mano che guardavano il telefono. Che dire? Io vado sempre da solo rispettando le regole.
Le regole infrante dagli automobilisti sono infinite e, non è accettabile che vengono ribaltate su chi guida una bici. Non capisco e spero che qualcuno intervenga in materia di sicurezza facendo leva sulla tecnologia che è sempre più presente nella nostra vita, adottando rilevatori che sia internamente che all’ esterno bloccano il veicolo quando si guida sotto effetto di distrazione della attenzione dovuta a vari fattori forse solo così si potranno evitare manovre assurde e guida sconsiderata
Vado in bici a Roma da 80 anni. Avrò percorso forse 40 mila chilometri o forse molto di più. Nessun incidente grave. I nemici peggiori di noi ciclisti urbani sono:
1) le porte delle automobili spalancate
senza guardare se sta arrivando un ciclista.
2) i troppi tassisti che non rispettano nessuna regola di circolazione e si sentono i padroni delle strade.
Penso che questo articolo rifletta interamente quello che succede sulle strade io sono un ciclista e soffro del comportamento scorretto sia dei ciclisti come me non rispettano i segnali che degli automobilisti che mettono in pericolo la vita dei ciclisti avendo un mezzo che pesa 12 quintali in acciaio. Perianò che la tecnologia possa aiutarci perché la buona educazione del buon senso è sempre meno evidente in questa nostra società.
Quindi alla fine?
Potete passare col rosso?
Noi passiamo con il rosso con la stessa frequenza con cui voi guidate con il telefono in mano (purtroppo fanno auto da 80k senza vivavoce… è un optional non sempre offerto) o rispettate i limiti di velocità (cioè, io ho un’auto da 80 k che fa i 250 km/h, cos’è ‘sto limite dei 50???)
In Spagna con mia grande sorpresa ho notato che automobilisti e camionisti non ti sorpassano se non hanno lo spazio sufficiente per farlo. È una questione di mentalità e leggi severe in tal proposito…
Non solo in Spagna, anche in Germania ma non serve dirlo.
Confermo per la Spagna. Si accordano al ciclista, mettono l’indicatore di direzione per sorpassare e sorpassano nell’altra corsia quando libera, non azzardano il sorpasso a “sfioro”.
Per la questione passare col rosso, posso dire che io parto col rosso. Nel senso, mi fermo al rosso, quando vedo che diventa rosso l’altra direzione e le auto si fermano, parto anticipando il verde perché voglio dare meno fastidio possibile alle auto. In partenza devo agganciare la scarpa all’attacco e perdo quei due secondi per cui posso anche fare movimenti non del tutto lineari. Così quando le auto partono mi trovano già in posizione a lato carreggiata, senza sbandamenti.