Impossibile negarlo: al giorno d’oggi lo strumento privilegiato per orientarsi e raggiungere una destinazione geografica è un dispositivo digitale, che sia esso uno smartphone oppure un navigatore integrato in un autovettura. Questa regola, forse, vale ancor di più per il ciclista sportivo, nell’equipaggiamento del quale il ciclocomputer con funzioni di geonavigazione è oggi accessorio immancabile. E lo è anche se non si parla di praticanti evoluti.
Eppure, durante un recente giro in bici su uno degli itinerari della Rete Ciclabile dei Trabocchi, siamo tornati a scoprire il valore e l’utilità della segnaletica, delle frecce e degli elementi fisici tangibili che ti guidano sul percorso da fare, proprio a noi che ci consideriamo praticanti evoluti, e che giriamo sempre in bici con un gps fissato al manubrio.
L’occasione è stata quella di un breve giro su uno dei tanti itinerari di questa ricca rete di percorsi sulla costa e sull’immediato entroterra abruzzese, uno di quelli che dalla famosa Via Verde che accompagna dolcemente la costa si addentrano verso le colline.
Proprio qui, in sella a una due ruote che sia preferibilmente da trekking o anche una gravel bike, è possibile scoprire i posti più inesplorati di quell'”Abruzzo di mezzo” meno conosciuto e pubblicizzato, quello che sta tra il mare e i monti, ovvero i due elementi geografici regionali praticamente noti a tutti qui in Italia.

Alessandro Ricci, guida cicloturista e anche addetto stampa del GAL Costa dei Trabocchi, ci ha infatti portato a scoprire un itinerario facile facile: venti chilometri in tutto, che tra l’altro in parte già conoscevamo (li avevamo in parte raccontati due anni fa qui, percorrendoli attraverso un percorso circolare più esteso).
La novità di questa nuova “girata” che vi raccontiamo anche con un video, però, è che ad oggi questi 20 chilometri sono solo alcuni dei ben 320 di “Rete” sui quali è stato fatto un lavoro poderoso di installazione di segnaletica specifica per l cicloturismo (ma perché no, anche per l’andare a piedi).

Su tutta la rete, che copre una distanza nord/sud di quasi cinquanta chilometri e est/ovest di quasi trenta, sono stati installati oltre 250 cartelli e numerosissime frecce direzionali e tabelle: si tratta di elementi informativi che si aggiungono a numerosi totem digitali informativi dislocati sui numerosi infopoint disseminati su questo spicchio orientale d’Abruzzo.
A corredo di tutto, il GAL Costa dei Trabocchi ha predisposto anche una mappa cartacea appena aggiornata, con tutte le informazioni sui percorsi, le caratteristiche altimetriche e planimetriche, punti di interesse e rifornimenti idrici e molto altro ancora.
Cartina geografica e segnali permanenti nell’era del web e della geonavigazione? Proprio così. E per convincerci che questi servono ancora ci siamo lasciati condurre per questo breve giro proprio da questi, provando a mettere da parte cycling-computer e smartphone.

Dico, allora, che almeno per chi scrive (che non è nativo digitale ma “boomer”), tornare a farsi guidare dai segnali gli ha permesso di riscoprire il sapore antico delle frecce, che tra l’una e l’altra ti permettono di riempirti gli occhi in pieno di tutta la bellezza che ti circonda, di godere veramente i tutto quel che ti è attorno, senza distrarti a cercare con lo sguardo quelli angusti display, che tra l’altro a volte sono pericolose distrazioni per la guida.
Perché in fondo, oltre alla funzione intrinseca di orientare nello spazio, la segnaletica per una rete ciclabile è essa stesso prova tangibile dell’esistenza di quella stessa rete ed è inoltre promozione permanente del territorio.
Lo stesso vale per la mappa cartacea della Rete, quella che è stata appena aggiornata: ovviamente questa è disponibile anche in versione digitale, ma è comunque un vero “bigliettone” da visita di un territorio a grossa vocazione cicloturistica; è inoltre elemento per riappropriarsi di quella percezione tattile, tangibile e concreta che permette di riprodurre su una scala di dimensioni fruibili quell’arzigogolo di percorsi che descrive la Rete; molto meglio di ciò che ti consentono i limiti angusti limiti del display di un ciclocomputer…
La carta ti fa tornare al cicloturismo un po’ romantico dei vecchi tempi insomma; in realtà qui in Abruzzo ci metto poco per capire che, oltre all’aspetto romantico, la segnaletica ha anche dell’altro: le frecce principali qui sono corredate di doppio QR code, che ti fornisce tutte le informazioni utili sul punto in cui ti trovi sul quel percorso in generale.
Va da sé, infatti, che tutti gli itinerari della Rete sono georeferenziati, presenti come raccolta sulle principali piattaforme di navigazione, in particolare Komoot.
Il nostro breve giro in Abruzzo ci ha comunque permesso di apprezzare questo progetto in continua evoluzione, una rete di percorsi sviluppata non solo attorno alla bici, ma in genere attorno al turismo outdoor lento, tutto sviluppato su strade secondarie a basso impatto veicolare, su percorsi interpoderali, su asfalto e su strada bianca, lungo aste fluviali, in mezzo a colline vigneti, a riserve naturali e incontrando qua e là città d’arte e piccoli borghi.
Sì, è vero, nella nostra bella Italia di paesaggi, di percorsi e di situazioni cicloturistiche simili a quelle che si trovano sulla Rete dei Trabocchi ne abbiamo tante, ma forse nessuna di queste ti mette in condizione di collegare in modo così snello il mare ai monti, di adattarsi a praticanti di tutti i livelli e anche di offrire sia percorsi facili ad altri tecnicamente più impegnativi. Se poi in questo contesto ci trovi anche delle chiare frecce che ti aiutano a orientarti, meglio ancora.
Ulteriori informazioni: Rete Ciclabile dei Trabocchi
Gran Tour dei Monti Frentani: l’Abruzzo in bicicletta oltre la Costa dei Trabocchi
































