Quella del 2026 è stata la prima edizione “padovana” per la Fiera del Cicloturismo: per la sua quinta edizione l’evento nazionale dedicato al turismo su due ruote si è infatti spostato da Bologna a Padova, all’interno dell’area fieristica della città veneta.
Come accaduto anche per le scorse edizioni svoltesi a Bologna, anche a Padova gli espositori erano sia aziende di bici e accessori, ma soprattutto erano operatori turistici, realtà istituzionali legate al turismo e organizzazioni di ospitalità e accoglienza.
Tre i giorni dedicati all’evento, svoltosi come di consueto nell’ultimo fine settimana di marzo: si è aperto il venerdì con una giornata dedicata agli operatori (e con ingresso a pagamento per l’eventuale pubblico), per poi concludersi il sabato e la domenica con accesso anche al pubblico, con formula ad ingresso libero previa registrazione.
I numeri della Fiera 2026
I numeri dell’evento 2026? Sicuramente lusinghieri, soprattutto per quanto riguarda le giornate aperte gratuitamente al pubblico: i visitatori registrati sono stati 27.000, il numero più alto in assoluto nella storia di questa fiera; gli espositori sono stati in tutto 168, in rappresentanza di 12 regioni italiane e 20 Paesi stranieri, con oltre mille incontri tra operatori svoltisi nel primo giorno dedicato al B2B.
«Assistiamo alla crescita organica e continuativa del cicloturismo, che non rappresenta più un fenomeno di nicchia», hanno ricordato gli organizzatori; lo confermano, del resto, alcuni tra gli studi presentati proprio nei giorni della Fiera. Tra questi, uno dei più interessanti è a nostro avviso il Cycle Tourism Index, sviluppato dagli organizzatori della Fiera in collaborazione con Komoot, che in ambito ciclistico è la più affermata piattaforma di geonavigazione al mondo.
>>> Guida per pianificare un percorso con Komoot
Nasce l’indice del cicloturismo
L’indice del cicloturismo è il primo indice internazionale comparativo che monitora e analizza le regioni d’Europa più visitate in bicicletta e le scelte stagionali, per arrivare a un vero e proprio strumento di benchmark per gli operatori.
Presentato appunto in occasione della Fiera del Cicloturismo 2026, il rapporto rappresenta la prima visione comparativa sull’effettivo grado di attrazione che le varie aree territoriali europee esercitano in termini cicloturistici.

In particolare, i risultati sono basati sui dati aggregati dell’attività ciclistica del 2025 in 14 Paesi europei, introducendo sia un indice annuale, sia quattro indici stagionali pensati per mostrare non solo le destinazioni preferite dai ciclisti stranieri, ma anche i periodi dell’anno di maggiore o minore afflusso.
Regioni mediterranee e alpine in testa

Alla luce dei dati presentati, il quadro del cicloturismo in Europa è chiaro: la competitività è concentrata soprattutto nelle regioni mediterranee e alpine, dove l’attrattiva turistica, la qualità del paesaggio, le condizioni climatiche e l’idoneità al ciclismo si combinano con un’elevata offerta di destinazioni.
In questo senso, in cima alla classifica troviamo l’Istria (Croazia) con 71,12 punti; seguono le Isole Baleari (Spagna) con 67,35 punti, poi il Primorje-Gorski Kotar (Croazia) con 58,25 punti.
Altre regioni con prestazioni elevate sono la Contea di Zara, le Canarie, Sebenico-Knin, il “nostro” Trentino-Alto Adige, Dubrovnik-Neretva, Lika-Senj e Spalato-Dalmazia.
Il messaggio del rapporto sul cicloturismo
Uno dei messaggi più chiari del rapporto è che il cicloturismo in Europa non è più una nicchia aneddotica o secondaria; piuttosto è un fenomeno misurabile, analizzabile in modo comparativo anche grazie a piattaforme digitali come Komoot e di conseguenza utilizzabile per supportare politiche, investimenti e posizionamento di destinazioni.

Il rapporto evidenzia anche l’ascesa di un “sistema adriatico/croato” particolarmente forte, dove il successo non si limita a un’unica destinazione di punta.
Al contrario, diverse regioni ottengono risultati di alto livello, suggerendo che la competitività nel cicloturismo dipende non solo dall’eccellenza individuale, ma anche dalla capacità di un Paese di costruire un’offerta territoriale chiara, continua e internazionalmente riconoscibile.
È questo uno dei segnali strutturali più significativi che suggerisce l’indice, nonché un messaggio di ampia rilevanza per la gestione delle destinazioni in tutta Europa.
La questione stagionalità
Il rapporto mostra che il cicloturismo non ha un’unica area geografica dominante tutto l’anno, ma diverse aree di riferimento stagionali.
In inverno, le regioni cicloturisticamente più attrattive sono le Canarie (67,70 punti), le Isole Baleari (64,52 punti) e l’Istria (45,18 punti).
In primavera, il trio di testa diventa: Isole Baleari (72,98 punti), Istria (69,20 punti) e Primorje-Gorski Kotar (57,28 punti).
D’estate, la classifica è guidata dall’Istria (72,45 punti), seguita da Primorje-Gorski Kotar (61,31 punti) e dalla Contea di Zara (58,50 punti), a conferma della forza del corridoio adriatico-croato nel periodo di alta stagione ciclistica.
Infine, in autunno, le prime tre posizioni sono occupate da: Isole Baleari (63,45 punti), Istria (62,13 punti) e Canarie (54,90 punti).
Al di là della classifica in sé, questa lettura stagionale fornisce alle destinazioni uno strumento di pianificazione più preciso, estendendo il calendario turistico e distribuendo i flussi in modo più efficace durante l’anno.
Conferma inoltre una delle conclusioni più ampie del rapporto: alcune regioni ottengono buoni risultati perché dominano una stagione specifica, mentre altre si distinguono perché rimangono attrattive in diversi periodi dell’anno.
I Paesi inclusi nel rapporto

Lo studio che ha condotto alla definizione del Cycle Tourism Index ha incluso i dati Komoot rilevati in Germania, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Austria, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Croazia; si è basato su dati aggregati di utenti stranieri che hanno completato almeno un percorso ciclabile nelle regioni analizzate nel corso del 2025.
Il rapporto presentato alla Fiera del Cicloturismo 2026 precisa che non si tratta ancora di un indice globale, ma di un primo passo strutturato verso una comprensione più comparabile e strategica dei flussi di cicloturismo in Europa.
In questo più ampio contesto europeo, Paesi e regioni possono ora iniziare a passare dalle ipotesi ai dati concreti nella pianificazione di strategie di crescita, priorità di investimento e posizionamento nel mercato internazionale del cicloturismo.
«Siamo molto lieti di aver avviato questa collaborazione con un importante partner strategico come Komoot perché, per la prima volta, il settore disporrà di dati utilizzabili come punto di partenza per pianificare le proprie strategie di crescita», ha dichiarato Paolo Pinzuti, CEO e fondatore di Bikenomist, realtà organizzativa della Fiera del Cicloturismo.
«Siamo orgogliosi di contribuire a rendere il cicloturismo più comprensibile, misurabile e strategico per le destinazioni attraverso il Cycle Tourism Index», ha aggiunto Fiorenza Favero, Sales Manager di Komoot: «Sfruttando i dati aggregati della nostra community globale, possiamo fornire informazioni concrete sui modelli di viaggio ciclistico internazionali e supportare destinazioni e stakeholder nello sbloccare il loro pieno potenziale, creando offerte ciclistiche più attrattive e disponibili tutto l’anno».

italiane: in relazione alla densità demografica è dina di nota la Sardegna in senso virtuoso, il Lazio in senso opposto
Ricordiamo infatti che Komoot è una piattaforma di geonavigazione outdoor particolarmente popolare e diffusa tra i cicloturisti: conta oggi ben 45 milioni di utenti, con una presenza molto marcata proprio in Europa.






































