Il rinnovamento di Pinarello è sempre con il focus puntato alle corse. Anche le ultime novità parlano chiaramente in questa direzione in tutti i livelli di prodotto. L’azienda trevigiana ha annunciato il lancio della nuova generazione della F Series, una famiglia di biciclette pensata per i ciclisti che cercano prestazioni di alto livello, un peso contenuto e un prezzo calibrato. Si tratta di una linea composta da cinque modelli – F9, F7, F5, F3 e F1 – che riprendono soluzioni derivate direttamente dalla DOGMA F, la bici simbolo delle competizioni WorldTour, adattandole però a fasce di utilizzo e budget diversi.
Pensando alle competizioni
Il progetto della nuova F Series nasce con l’obiettivo di offrire a un pubblico più ampio le tecnologie sviluppate per le corse professionistiche. Tutti i modelli condividono quindi una serie di novità strutturali e aerodinamiche. Il telaio è stato ripensato a partire dalla serie sterzo: la nuova soluzione E-TICR introduce un tubo sterzo ellittico con cuscinetti di dimensioni differenziate e un passaggio cavi interno più pulito, spostato sul fronte, per ridurre la larghezza complessiva.
Anche il tubo frontale è stato ridisegnato con linee più morbide e una superficie maggiore, a vantaggio di aerodinamica e rigidità. Sul tubo obliquo si registra uno spessore ridotto per migliorare la penetrazione dell’aria, mentre la forcella ONDA è stata snellita e testata in gara: con rake da 47 millimetri, punta a garantire stabilità e sicurezza in discesa.
Il carro posteriore, ora più compatto, aumenta la reattività, mentre il cockpit integrato Talon Fast risulta alleggerito e consente una posizione più aerodinamica senza compromettere la sicurezza della presa. Tra le innovazioni anche il bottom bracket Compact Aero KEEL, che riduce i volumi mantenendo rigidità e lasciando spazio per coperture fino a 32 millimetri. Infine, il morsetto reggisella integrato è stato riposizionato sul fronte del tubo verticale, così da proteggere meglio da sudore e polvere.
Materiali differenziati per esigenze diverse
Le differenze tra i modelli della gamma si basano soprattutto sul tipo di fibra di carbonio utilizzata. L’F9 e l’F7 impiegano la fibra T900, che bilancia reattività, leggerezza e assorbimento delle vibrazioni ed è quindi adatta all’agonismo. I modelli F5 e F3 utilizzano invece la fibra T700, che offre prestazioni elevate con un occhio alla versatilità. L’entry level F1 adotta infine la fibra T600, con finitura unidirezionale capace di garantire comfort e capacità di smorzare le vibrazioni.
Allestimenti e gruppi disponibili
La F Series 2025 viene proposta con diverse opzioni di montaggio, tutte su base elettronica a partire dal modello F3, con l’eccezione dell’F1. L’F9 monta Shimano Dura Ace Di2 a 12 velocità e ruote MOST Ultrafast 45, mentre l’F7 lascia libertà di scelta tra Shimano Ultegra Di2 e SRAM Force AXS, mantenendo le stesse ruote. Scendendo di gamma, l’F5 e l’F3 adottano rispettivamente Shimano 105 Di2 abbinato a ruote MOST e DT Swiss, mentre l’F1 resta su Shimano 105 meccanico con ruote RS-171.
Prezzi, pesi e varianti estetiche
L’intera gamma è stata pensata per coprire una fascia di mercato piuttosto ampia: dai 3.400 euro dell’F1 fino agli 11.000 euro dell’F9. I pesi oscillano tra i 7,4 chilogrammi del modello di punta e gli 8,5 chilogrammi dell’F3, con valori che si collocano nella media dei telai da gara moderni.
Anche l’estetica gioca un ruolo importante. L’F9 debutta in Formula Green Matt, mentre l’F7 è proposto in quattro colorazioni: Alabaster White, Starry Red, Formula Green e Victoria Blue. L’F5 sarà disponibile in Etna Black Matt, l’F3 in Interstellar Grey e Alabaster White, mentre l’F1 offrirà finiture Carbon Red Matt e Comet Silver Shiny.
Un progetto trasversale
Con questa nuova F Series, Pinarello cerca di consolidare il legame tra il ciclismo professionistico e quello amatoriale evoluto. La filosofia è quella di rendere disponibili le tecnologie sviluppate per i corridori WorldTour anche a chi vuole una bici da gara senza dover arrivare al livello (e al costo) della DOGMA. Ogni modello nasce quindi con un target preciso: dal corridore agonista che punta all’F9, fino all’appassionato che vuole un mezzo performante e più accessibile come l’F1.














































