In Colnago la Serie C non segue la logica degli aggiornamenti incrementali. Ogni modello arriva quando l’azienda ritiene di poter ridefinire il proprio riferimento. Per la C72 la presentazione è in pompa magna, addirittura al Teatro alla Scala di Milano conferma la sua identità che cerca l’unicità in ogni dettaglio.
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Dalla C40 alla C72: una continuità tecnica precisa
La base concettuale resta quella introdotta con la C40: telaio in carbonio costruito con tubi e congiunzioni. Una soluzione che, all’epoca, serviva anche a rendere accettabile il passaggio dall’acciaio al carbonio, quando le strutture monoscocca venivano guardate ancora con sospetto.
Nel tempo questa architettura non è stata abbandonata, ma raffinata. Dalla C50 alla C68, il lavoro si è concentrato su rigidità, integrazione e qualità della guida. La C72 rappresenta un ulteriore passaggio: non cambia il principio, ma cambia il modo in cui le parti si integrano tra loro, sia dal punto di vista strutturale che estetico.
>>> Quali differenze con la C68? Eccole qui
Il telaio resta composto da sette elementi principali, lavorati separatamente. Questo consente di intervenire in modo mirato sulle caratteristiche dinamiche: risposta in accelerazione, stabilità alle alte velocità, precisione nelle traiettorie.

Costruzione: controllo totale del processo, in Italia
La produzione resta interamente in Italia. A Cambiago, in provincia di Milano avvengono assemblaggio, finitura e controllo qualità, la verniciatura è un Toscana.
Il processo parte dai tubi in carbonio, che vengono preparati e portati alla stazione di incollaggio. Qui le parti vengono unite con adesivi strutturali, poi posizionate in dime specifiche per ogni misura. Questo passaggio è fondamentale per garantire tolleranze e geometrie.
Dopo l’incollaggio, il telaio passa alla fasciatura manuale delle giunzioni con ulteriori strati di carbonio. Successivamente viene applicata una pellicola termorestringente per compattare le fibre. Una volta rimossa, le superfici vengono rifinite a mano per ottenere continuità prima della verniciatura.
Il risultato visivo è vicino a un monoscocca, ma con i vantaggi del modulare: controllo qualità più preciso e possibilità di gestire le prestazioni in fase progettuale.

Design: dalla funzione all’identità
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il design. Le congiunzioni non sono più nascoste né evidenziate in modo netto come in passato. Vengono integrate secondo il concetto di panel gap, mutuato dal settore automotive.
In pratica, le superfici risultano continue, ma restano micro-interruzioni controllate che definiscono i punti di connessione principali. Questo approccio consente di mantenere leggibile la struttura senza compromettere la pulizia delle linee.
Il lavoro è evidente su sterzo, movimento centrale e nodo sella, dove le interfacce tra i tubi sono studiate come elementi visivi, non solo tecnici.

Integrazione: meno accessori, più sistema
La C72 introduce soluzioni che puntano a ridurre gli elementi esterni. Il cockpit CC.02 è un manubrio integrato evoluzione del precedente, più leggero e con geometrie riviste: flare leggermente aumentato e reach modificato per migliorare presa e controllo.
Il reggisella ha una nuova forma con sezione più aerodinamica ed è disponibile con arretramento classico o zero offset.
La soluzione più interessante è però quella del tubo obliquo: il portaborraccia integra un vano portaoggetti accessibile tramite un sistema a leva. All’interno trova posto una borsa con attrezzi, camera d’aria e sistema CO2. In questo modo si elimina la necessità di accessori esterni, mantenendo ordine e riducendo vibrazioni.
Geometrie: meno estreme, più adattabili
La C72 mantiene un’impostazione racing, ma introduce una maggiore versatilità. L’aumento del rapporto stack-reach permette una posizione meno aggressiva rispetto al passato, pur restando in ambito prestazionale.
Il passaggio ruota (la cosiddetta clearance) arriva fino a 35 millimetri, segnale di un utilizzo più ampio rispetto alla sola strada perfetta. Migliorano comfort e capacità di assorbimento, soprattutto su asfalti irregolari. In Colnago ci hanno confermato che non sarà fatta una versione gravel così come era stata fatta per la C68.
La risposta resta diretta, grazie alla rigidità torsionale del triangolo anteriore, ma la bici diventa più gestibile su lunghe distanze.


Scelte tecniche: ritorni e compromessi
Tra le decisioni più significative c’è il ritorno al movimento centrale filettato BSA. Una scelta che va contro alcune tendenze recenti, ma risponde a esigenze pratiche: manutenzione più semplice, meno rumori, maggiore compatibilità globale.
È un compromesso dichiarato: si perde qualcosa in rigidità teorica, ma si guadagna in affidabilità e facilità d’uso.

Produzione limitata e posizionamento
La produzione è limitata a 3000 telai l’anno. Non è solo una questione di esclusività, ma di capacità produttiva legata ai processi manuali.
La C72 si posiziona al vertice della gamma strada Colnago. Non è pensata per essere la più leggera o la più aerodinamica in senso assoluto, ma per offrire un comportamento equilibrato in tutte le condizioni.
Addio al su misura?
Disponibile in sette misure, la C72 segna di fatto l’uscita del su misura dalla gamma standard. Secondo quanto emerso in azienda, la richiesta è ormai marginale: con geometrie ben distribuite, la maggior parte degli utenti trova una soluzione adeguata senza necessità di personalizzazione.

C72 La Scala: operazione culturale
Alla presentazione si affianca la versione C72 La Scala, limitata a 72 esemplari. Il riferimento al teatro milanese non è solo estetico: Colnago introduce anche “Colnago Cultura”, piattaforma che punta a raccontare il marchio oltre il prodotto.
La livrea della La Scala riprende elementi cromatici del teatro: rosso profondo, dettagli dorati e superfici chiare con effetto marmo. Un’operazione che posiziona la bici anche come oggetto di collezione.

Prezzi e configurazioni
Il kit telaio parte da 6780 euro. Le bici complete arrivano oltre 15.000 euro, a seconda dell’allestimento. La versione La Scala si colloca a 22.000 euro.
La disponibilità è indicata in circa 60 giorni dall’ordine, compatibilmente con i tempi produttivi.
Carta d’identità (riassunto)
Telaio
- Struttura: carbonio a congiunzioni (multi-part)
- Costruzione: assemblaggio manuale
- Produzione: Cambiago (Italia)
- Numero parti: 7 elementi principali
- Movimento centrale: BSA filettato
- Passaggio ruota: fino a 35 mm
- Freni: disco (160 mm anteriore / 140 mm posteriore)
Peso
- Telaio (taglia 485, non verniciato): 895 g
- Riduzione rispetto a C68: circa 30 g
- Peso bici completa: intorno a 6,8 kg (in configurazioni top)
Geometrie e misure
- Taglie disponibili:
420 – 455 – 485 – 510 – 530 – 550 – 570 - Impostazione: racing con maggiore orientamento endurance
- Stack/Reach: aumentato rispetto a C68
- Posizione: più adattabile (performance + comfort)
Componenti principali
- Cockpit: Colnago CC.02 integrato
- Reggisella: integrato (offset 15 mm o zero)
- Portaborraccia: integrato con vano portaoggetti
- Trasmissioni compatibili:
- Shimano Dura-Ace Di2
- Campagnolo Super Record 13v
- Sram Red AXS
Ruote (configurazioni)
- Enve SES 4.5
- Bora Ultra WTO 45
- Fulcrum Sharq 57
Prezzi
- Kit telaio: 6.780,00 euro
- Bici complete:
- da circa 14.200,00 euro
- fino a circa 16.600,00 euro
Versione speciale
C72 La Scala
- Edizione limitata: 72 pezzi
- Prezzo: 22.000,00 euro
Disponibilità
- Tempi di consegna: circa 60 giorni dall’ordine
- Produzione annua: 3000 telai
Non perdete il nostro video reportage: https://youtu.be/jxvUI8ISuME
Ulteriori informazioni: https://www.colnago.com/premium-bikes/c72-road-bike



















































