Per correre in Bretagna (e nel Nord della Francia in generale) serve una predisposizione speciale. Non è solo questione di gambe, ma soprattutto di testa. Bisogna essere sempre all’erta, dal chilometro 0 all’arrivo. Occhi sulla testa della corsa, sapere chi tira, chi scatta, perché basta una curva ad angolo, una rotonda o uno spartitraffico per ritrovarsi a sentire: “C’è una fuga con 20 secondi”, e scoprire che te la sei persa.
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E poi c’è il vento. I famosi ventagli. Ma attenzione: i ventagli del Nord non sono quelli dei deserti arabi, dove si macinano chilometri mangiando sabbia, sperando di recuperare qualche secondo. In Francia, può sembrare tutto calmo mentre attraversi un paese, poi giri una curva e ti arriva una raffica laterale che spacca il gruppo.
Chi conosce bene queste dinamiche sa che una strada che sale leggermente può nascondere un tratto esposto, e si porta davanti. Anche chi conosce bene le strade – e qui si corre tanto, specie in Coppa di Francia – può anticipare questi momenti. La corsa cambia in un attimo. E oggi, il corridore pronto che non ti aspetti è stato Vingegaard.

Tirare per fare meno fatica. Sembra un controsenso, ma con i ventagli funziona proprio così. Ed è uno dei motivi per cui, storicamente, noi italiani non siamo mai stati maestri in questo esercizio: da noi, “tirare” è un’eresia. Ma con il vento laterale, chi tira davanti spende meno. E allora Vingegaard ha fatto bene a stare lì a menare, anche se è solo il primo giorno. Dimostra condizione. Mostruosa. Uno minuto come lui, davanti al vento, è un segnale.
L’unica domanda: può reggere così tre settimane?
Chi invece sorprende in negativo è Evenepoel. Un fiammingo. Di casa in queste situazioni. Il re dei cronomen, quindi il re dei passisti. Eppure 30 secondi buttati così. Non sono irrecuperabili, certo. Ma si parte in salita. E in questa salita ci si ritrova con Roglic. Ancora una volta, forse i due campioni che fanno più fatica a leggere la corsa.
E davanti abbiamo già dal primo giorno i due più forti, che non solo vincono i Tour, ma evidentemente sanno anche correre al Nord.


































Un analisi perfetta sulla tappa di oggi, ormai le partenze tranquille sono quasi scomparse, di conseguenza bisogna correre sempre più avanti possibile per non incorrere in sorprese.