Volata è stata, semplice no? Sì pure la fuga. Mettici anche i ventagli, poi i primi della classifica che se le danno, ma anche la tattica di mandare via il compagno di squadra per risparmiare gli altri. Insomma, altro che solo volata: c’è stato davvero di tutto in questa tappa di pre Pirenei che molti (anche corridori) si sarebbero aspettati interlocutoria. E invece quanta fatica.
Alla fine è volatona, con tanto di caduta miracolosa per non aver coinvolto un Pogacar lanciato per sprintare (!) anche lui. Al secondo posto Van Aert e poi Ackermann.
Tutto è cominciato come nelle storie di cappa e spada, con gli eroi davanti. Il film sembra essere di quelli belli e sono appena finiti i titoli d’apertura.
Se in una fuga di venti di una tappa difficile ci metti dentro i corridori di nome, tipo van der Poel, il solito Abrahmsen, Adam Yates, Mohoric, finisce che dietro la fuga diventa difficile da controllare. Se poi dal gruppo escono fuori più cattivi che mai, quelli di Vingegaard, cercando di scappare col capitano, ma anche Pogacar ed Evenepoel e siamo sempre a più di 130 chilometri dal traguardo, capisci che non sarà una tappa facile.
A scatenare la reazione della squadra di Vingegaard, ma anche, dietro, della Ineos, è stata la presenza di Adam Yates nella fuga. Da ottavo in classifica generale non è uno da far scappare via così.
La cronaca, a dire il vero, è iniziata ancora prima del via quando, in mattinata, è stato annunciato il ritiro di Roglic per le botte prese nella tappa precedente. La reazione definitiva, della Ineos, ha rimesso le cose a posto almeno per quanto riguarda la classifica generale.
Intanto, come spin off, potremmo raccontarvi la storia di Ayuso partito malaticcio, si dice Covid, e vittima sacrificale delle accelerazioni della prima parte di tappa.
D’altra parte, anche se non si parla di montagna e grande salite, si va sempre verso i Pirenei, il richiamo della storia vorrà pur dire qualcosa. E se qualcuno pensa che, alla fine, tutto è durato cento chilometri e non ha portato a chissà che, è certo che la Uae ha faticato meno sacrificando, per modo di dire, il suo Yates in una fuga numerosa dove non si spende poi tanto in termini di energie. Altri hanno certamente speso di più.
Ventagli
C’è vento in corsa e i tentativi di ventaglio hanno fatto fare molta fatica in più a chi non è stato con gli occhi aperti. A una sessantina di chilometri dall’arrivo è chiaro che arrivare tutti in volata diventa sempre più difficile. Energie sparse sull’asfalto mentre si avvicinano le montagne e via a scattare come fosse una classica e non a una corsa a tappe dove ancora c’è da giocarsi tutto.
Fatica per domani
Pensare alla classifica in questa tappa sarebbe stato quanto meno fantasioso ma, scampati i pericoli quella che resta nelle gambe è una quantità di fatica difficilmente prevedibile prima del via. I Pirenei, quelli veri, iniziano domani. Potrebbero andare di traverso.
Classifiche
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