Gentile Direttore, siamo alle solite ridicole affermazioni, e mi spiego se in rotonda è obbligatorio girare in senso sinistroso non capisco dov’è l’obbligo o consigliato a mettere la freccia a sinistra, altrimenti su strade dove ci sono tornanti con strade laterali mettiamo la freccia a sinistra!
Tutto nasce dal fatto che sebbene obbligatorio, tutti o quasi, non mettono la freccia a destra per uscire, che la rotonda sia grande o piccola, così, chi si deve immettere, deve capire intuire immaginare che colui che gira all’interno della rotonda cosa gli passa per la testa.
E qui il primo problema, è poi i ciclisti sono in regola con catarifrangenti luci campanello, no, per loro marciapiedi non ciclabili rotonde in contromano tutto quello che prevede il C. D. S. viene meno e parte debole e oltremodo I giudici fanno sentenze al quanto pericolose e gli danno ragione anche se il codice della strada, non prevede differenze per i veicoli, tutti e dico tutti veicoli, bicicletta, ciclomotori, motociclette, autoveicoli……..
Grazie Direttore
Massimo
Gentile Direttore, purtroppo rientrano nella categoria “Protetta” sono i padroni della strada, non hanno la targa, pur occupando lo spazio come un motorino non pagano il bollo , siamo veramente stufi di questi prrivilegi
Narciso
La freccia si mette quando si deve indicare una direzione, sui tornanti mi pare non ci siano molte alternative. Sugli obblighi di freccia si è già detto ma non vedo il legame con i catarifrangenti mancanti.
Inoltre, affermare che, in caso di sinistro, il giudice dia ragione a priori al ciclista non è corretto, anche un po’ temerario.
L’impunità dei ciclisti è un pregiudizio.






























E io continuo ad aprire le vostre pagine e le vostre risposte sperando che una volta, una sola volta ammettiate che qualche ciclista possa casualmente avere torto. Mai. Anzi mi accusate di avere pregiudizi sulla categoria. Assurdo!!!
Condanniamo fermamente i ciclisti che non rispettano il Codice della strada (e quindi quelli che passano col rosso, che vanno contromano, che pedalano affiancati ecc.) e lo abbiamo scritto più e più volte.
A volte l’impressione è che si voglia leggere solo quel che si vuole.
Sono ciclista da 35 anni e, purtroppo, spesso percepisco un vero e proprio odio da parte degli automobilisti verso chi va in bicicletta. Anche quando, in centro abitato, possiamo viaggiare affiancati, c’è chi suona il clacson in maniera esasperata, ci sfiora durante i sorpassi o addirittura si infila tra noi e le auto che arrivano dal senso opposto.
Anni fa, mentre rientravamo a casa in un gruppo di 12-14 ciclisti, superata una rotatoria, un’automobilista che ci precedeva si fermò improvvisamente al centro della strada, probabilmente presa dal panico. Due ciclisti riuscirono a evitarla, mentre io andai a schiantarmi contro l’auto, distruggendo la bici e riportando un trauma cranico e la frattura di una costola.
Per di più, i vigili intervenuti mi tolsero sei punti dalla patente: tre perché, secondo loro, non avevo mantenuto una velocità tale da poter evitare l’ostacolo e altri tre perché non avevo utilizzato il segnale acustico.
Oltre al danno, quindi, anche la beffa. Oggi, per fortuna, una manovra del genere verrebbe valutata diversamente: fermarsi all’improvviso al centro della carreggiata costituisce una manovra potenzialmente molto pericolosa.
Vero che fermarsi all’improvviso in mezzo alla strada è pericoloso, altrettanto vero che tutti i veicolo devono rispettare la distanza di sicurezza e, in caso di tamponamento chi tampona ha sempre la responsabilità, in questo caso, se davvero la frenata della signora è stata così repentina e immotivata, al più la responsabilità poteva venire suddivisa al 50%, ma, in ogni caso, una parte di responsabilità sarebbe stata comunque a carico tuo.
Aggiungo che in centro abitato i ciclisti possono viaggiare affiancati solo in numero non superiore a due e solo se uno dei due ha meno di 14 anni (deve essere lui a viaggiare sulla destra), se nessuno dei due ha meno di 14 anni, non si può viaggiare affiancati, nemmeno in città.
Precisiamo e correggiamo leggermente il lettore: in città i ciclisti possono viaggiare affiancati, con un massimo di due, dove le condizioni del traffico lo permettano. Fuori città è permesso solo se il minore, che deve viaggiare all’interno, ha meno di 10 anni.
Aggiungo che, per motivi di sicurezza, in città il ciclista può spostarsi verso il centro della corsia quando vi siano auto parcheggiate sulla destra. Questo per scongiurare il possibile impatto con portiere aperte improvvisamente.
Ricordo Francesco Caputo, morto nel 2024 dopo circa 10 gg di coma per l’impatto con una portiera, aperta dal conducente di un’auto in sosta senza verificare che non arrivasse nessuno. Era un amico del mio compagno.
Con rammarico noto le la maggior parte delle persone non conosce il c.d.s.
Invece di brontolare leggessero informandosi di come ci si deve comportare.per la strada ….e comunque basterebbe il buonsenso che ultimamente non vedo .
Grazie mille
Le rotonde sono tra i luoghi più pericolosi per i ciclisti.
Prima cosa le rotonde piccole hanno carreggiata ridotta rispetto la strada e le auto vogliono superare le biciclette anche dentro una rotonda. Altro che un metro e mezzo di distanza.
Seconda cosa l’automobile non segnala praticamente mai l’uscita dalla rotonda, bisogna sempre intuire e spesso in rotonde grandi finiscono col tagliare la strada alla bicicletta con molta nonchalance.
Gli ultimi miei incidenti sono avvenuti in rotonde. In un caso un’auto sì è immessa mentre percorrevo la rotonda e mi sono salvato buttandomi nell’aiuola al centro. L’automobilista, una ragazza, si è fermata scusandosi. Nel secondo caso c’era uno spartitraffico prima della rotonda e un’auto ha voluto a tutti i costi infilarsi prima di me arrivando troppo veloce e dovendo inchiodare e allargare colpendomi e facendomi cadere sul marciapiede. Ho picchiato la testa ma ho spaccato il casco. Ho avuto solo escoriazioni e danni alla bici. L’automobilista è fuggito.
Condivido, le rotonde, il cui scopo dovrebbe essere proprio quello di regolare meglio il traffico e rendere l’incrocio più sicuro, sono uno dei punti più pericolosi per i ciclisti. Anche io sono stato investito mentre la percorrevo perché uno ha deciso che lui, che si immetteva nella rotatoria, doveva passare prima di me che la percorrevo. Risultato, frattura scomposta del quinto metacarpo, trauma cranico ed escoriazioni.