Abbiamo registrato, come prevedibile, diverse reazioni dopo il servizio sui dati delle vendite relativi al 2024 diffusi nei giorni scorsi da Ancma, l’associazione delle aziende di categoria. Mettere a fuoco come la ripresa, o almeno lo stop sostanziale del crollo del mercato degli ultimi anni, sia stato assorbito dai fatturati delle aziende ha scatenato un certo sentimento di rivalsa nel pubblico e tra i nostri lettori: “con i prezzi gonfiati che avevano prima è il minimo che fossero loro a rimetterci” e ancora “finalmente avranno capito che i prezzi di vendita delle biciclette devono corrispondere al loro reale valore e non come quelli che si vedono nei listini attuali” e così via.
Ci sono prezzi esagerati, il tema è già stato affrontato e c’è chi sottolinea come lo sbilanciamento di costo della componentistica sia il vero responsabile dell’esplosione dei prezzi, almeno sull’altissima gamma. Su altre fasce di mercato la situazione si gestisce meglio.
Riduzione dei fatturati e prezzi in discesa?
Il problema che si legge, neanche troppo tra le righe, dei dati positivi presentati da Ancma che parlano di una prossima ripresa è che si tratta di un bel vestito di una nota negativa rappresentata dalla riduzione dei fatturati. È stata una mossa necessaria per muovere il mercato ma è la conseguenza di politiche che porteranno strascichi per lungo tempo. Inutile immaginare riduzioni dei prezzi di listino, fisiologico, invece, pensare a un riassorbimento degli sconti. Insomma: meglio comprare adesso caso mai, sfruttando questa stagione di sconti che è destinata inevitabilmente a finire. Questo per l’altissimo di gamma, il resto, pare di capire, verrà gestito con un mercato che continua a espandersi.
Il ruolo dei negozi
In questo panorama i negozi hanno avuto un ruolo diverso e, comunque, sono stati attraversati dall’elettroshock economico delle aziende che pagavano in anticipo materiali che poi rimanevano a giacere in negozi finivano col pagare in ritardo. Da una parte, così facendo, le aziende dovevano “fare da banca” ai negozi, dall’altro spingevano verso pagamenti stretti che segnavano

un problema su tutta la filiera: la mancanza di contante anche a dispetto di anni col vento in poppa.
In Italia il 60 per cento delle vendite, quantificato nel 70 per cento del valore di vendita, è ancora merito dei negozi fisici e la ripresa non può che ripassare da loro.
Ma non basta.
>>> I dati di Ancma relativi al 2024
Non dipende solo dal mercato
Mariano Roman, presidente Ancma, ha analizzato la situazione vedendola sottolineando come i nostri numeri siano certamente più piccoli rispetto a Paesi come la Germania ma il mercato ha un potere limitato se mancano le infrastrutture: «Abbiamo ancora 600 milioni di pnrr da spendere e, come associazione, dobbiamo spingere a un’attenzione maggiore».
A Roman ha fatto eco Massimo Panzeri, presidente CONEBI, associazione europea dei produttori di e-bike, che sottolinea come in Germania siano ormai acquisiti degli schemi di leasing che da noi fanno fatica a prendere piede. Le ebike in Germania sono considerata come mezzo di trasporto per andare a lavorare per cui le piste ciclabili fanno parte di infrastrutture necessarie. Ci vuole, secondo Panzeri, un aiuto nella fiscalità che deve essere un incentivo a usare la bicicletta, non solo a comprarla.
«Non è facile un settore quando è tutto sulle spalle delle aziende – ha sottolineato Cristiano De Rosa, qui nel ruolo di vicepresidente Ancma – abbiamo la nostra “intelligenza artigianale” (definizione molto apprezzata dai presenti, ndr) nel saper leggere il mercato, ma in Europa c’è molto di più. Noi abbiamo la forza di un cicloturismo in crescita enorme, ma dobbiamo garantire la sicurezza di chi pedala, altrimenti perdiamo molte occasioni e finiamo con l’essere autolesionisti se le nostre amministrazioni non riescono nemmeno a usare appieno i soldi che hanno a disposizione col pnrr».
Il welfare aziendale sarebbe una grande spinta
Si è anche tornato a parlare di welfare aziendale. All’estero molte aziende premiano i loro dipendenti che vanno in bicicletta al lavoro con una media di circa 25 centesimi di euro a chilometro percorso. Un sistema che potrebbero sfruttare in tanti, ma occorrono parcheggi sicuri, quindi, ancora una volta, infrastrutture.
Una ruota che porterebbe benifici a più livelli e anche un risparmio economico in termini medici. Lo ha sottolineato il prof. Patrizio Sarto, medico dello sport che ha evidenziato come una maggiore popolazione pedalante si traduce in un benessere generale, quindi con meno pressione sul sistema sanitario.
Riuscire a mettere in bicicletta, magari un’e-bike, chi non avrebbe mai considerato di spostarsi in sella è una sfida da affrontare sempre di più.
Mercato bici 2024: i dati di Ancma. La crisi frena, ma le azienda ci hanno rimesso con gli sconti

































