De Rosa torna a un nome storico del suo catalogo: Merak, una bici da strada che segna un passaggio importante nella storia del marchio. Il modello, nato all’inizio degli anni Duemila, torna con una piattaforma riprogettata attorno a un equilibrio tra peso, controllo, precisione e aerodinamica.
L’arrivo del nuovo modello è il frutto di due anni di lavoro con l’obiettivo di migliorare il comportamento della bici quando la velocità aumenta. «Più vai forte, più capisci il lavoro che abbiamo fatto sulla stabilità», afferma Cristiano De Rosa.
Una storia che parte dal professionismo
La Merak debutta nel ciclismo professionistico con la vittoria del Campionato del Mondo su strada del 2000, conquistato da Romans Vainsteins. Nella stessa stagione Francesco Casagrande porta il modello alla vittoria dell’Abetone e al secondo posto finale al Giro d’Italia.
Negli anni successivi la bici accompagna diversi corridori nelle grandi corse a tappe, fino alle vittorie più recenti: nel 2021 con Victor Lafay al Giro d’Italia e nel 2022 con Simon Geschke al Tour de France.
Questa continuità sportiva è parte della sua identità: una bici racing che evolve nei materiali e nelle tecnologie, ma non nella funzione.
Geometria rivista e comportamento più stabile
Il nuovo telaio pesa 700 grammi e la forcella 280 grammi. Il peso complessivo della bici varia tra 6,9 e 7,1 kg a seconda dell’allestimento .
La riduzione della massa non è però l’unico obiettivo. Il progetto punta a migliorare la stabilità, soprattutto alle alte velocità. Carro posteriore e forcella hanno sezioni più generose, mentre la silhouette rimane pulita e tesa.
La bici appare essenziale di profilo, ma più marcata da dietro, dove la distanza tra gli elementi del telaio rende evidente il lavoro fatto sulla rigidità e sul controllo.
Tre interpretazioni estetiche dello stesso telaio
La nuova Merak introduce un linguaggio visivo definito “retrofuturistico”. Il logo è più piccolo e il cuore De Rosa scompare dal tubo sterzo, scelta discussa durante lo sviluppo. «Togliere uno dei simboli più riconoscibili del marchio significa affidare una parte dell’identità alle proporzioni», spiegano da De Rosa.
Il telaio è proposto in tre linee grafiche:
- Classic, essenziale e pulita;
- Dynamic, con linee longitudinali che enfatizzano il movimento;
- Race, più diretta e orientata alla velocità.
Le differenze sono solo estetiche: la struttura tecnica rimane identica.

Compatibilità, allestimenti e prezzi
La Merak è compatibile con gruppi Campagnolo, Shimano e Sram. Le misure disponibili vanno da 42,5 a 56,5. Il frameset, comprensivo di telaio, forcella, serie sterzo, reggisella e perni passanti, parte da:
- Merak Classic da euro 5.600;
- Merak Race da euro 5.800;
- Merak Dynamic da euro 5.950.
- Gli allestimenti completi arrivano fino a euro 13.239 con Campagnolo Super Record WRL e Bora Ultra WTO.

Una bici racing per percorsi diversi
La Merak non è una scalatrice pura, né una bici aero specialistica. È pensata come piattaforma racing completa, adatta a salite, discese, rilanci e percorsi vari.
La possibilità di montare coperture fino a 34c amplia il comfort e la versatilità, pur mantenendo un’impostazione da gara.
Il modello continua così a rappresentare una delle interpretazioni più longeve del concetto di bici da corsa moderna.
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