La bicicletta è una certezza. Sappiamo quando partire e possiamo prevedere quando arrivare. Se facciamo tardi è solo perché ce la siamo presa più comoda.
Sarà per questo che in Belgio hanno trasformato la bicicletta, a seconda delle necessità, in un mezzo di trasporto urbano, in un veicolo per viaggiare e per stare bene.
La bicicletta, allora, è una scoperta scientifica: spiegazione semplice di cose complicate. E più la spiegazione fila, più appare e si conferma essere giusta.
Tutti in bici, sembra facile
In Belgio ci riescono sempre di più, alcuni esempi appaiono virtuosi e le critiche facili da smontare. Non a caso le Fiandre sono state premiate come migliore destinazione estera dall’Oscar italiano del Cicloturismo.
Lovanio
Loewen la chiamano. All’italiana: Lovanio, avete presente? Supera i centomila abitanti. In Italia diremmo che una città così sarebbe impossibile da rendere ciclabile. Già troppo grande. Il meteo, poi, paragonato alla media italiana, non è granché, eppure in bicicletta ci vanno quanto più possibile.

«Se proprio diluviava magari evitavo per andare a scuola e prendevo il bus. Ma poi dovevo aspettarlo. Sai che c’era? Che con la bici arrivavo prima, mi coprivo e via».
Entusiasmo biondo e giovane di Marjolein, la nostra guida fiamminga di base a Milano ed è già tutto dire.
Ma come fate a fare le cose semplici da queste parti?
«Pensa che non è nemmeno da tanti anni che qui siamo così “ciclistici” a Lovanio, ma c’è stata una volontà comune (e niente lotta politica sulla questione, ndr) e pian piano le cose si sono fatte».
Quindi è successo che dopo essere scesi dal treno a Lovanio, abbiamo potuto prendere le biciclette in affitto in una velostazione a due passi dalla ferrovia e poi partire da lì.
Sì, ammettiamo, abbiamo allargato il raggio grazie a un furgone che ci ha portati fino in Limburgo, ma solo per raccontare di più nei giorni inevitabilmente compressi di un viaggio stampa. Limburgo lato belga, intendiamoci, che quello più in là è olandese. Noi Ronde, stavolta, non Amstel Gold Race, per capirci. Qui Stella Artois e una canzone di Brel che ci ha portati fino alla zona delle miniere.

Belle bici in città
Lovanio da girare in bici, da visitare tra musei, biblioteca e università. Il minimo comun denominatore sono i pedali il massimo è il ciclismo sportivo. Se tiri fuori l’argomento finiscono col brillare gli occhi all’interlocutore. Perché è logico: quando pedali per necessità finisce che a qualcuno viene la voglia di provare ad andare più forte e in ogni famiglia se non c’è chi ha messo il numero sulla schiena, di sicuro c’è chi ne sa parlare.
A Lovanio ci sono biciclette belle e non solo quelle alla “purché pedali”. C’è un programma di incentivi a usarle e, per gli universitari, una sorta di noleggio conveniente che prevede anche la manutenzione. Insomma, hai la bicicletta bella e ci assicuriamo pure che funzioni.
Ma andiamo oltre, superiamo la città.
Una rete ciclabile facile
Tra una scritta “Eddy” a terra e un pavé da Giro delle Fiandre si dipana una rete ciclabile che unisce a ritmo sanguigno tutto il Belgio e oltre. A spostarsi si scopre che il sistema è semplice: una volta decisa la destinazione, basta prendere nota del numero della ciclovia e seguire le indicazioni. Poi è la strada a portare, assieme alle nostre gambe e qui da scoprire ce n’è un bel po’.
Il Belgio, le Fiandre, potete vederle da vari punti di vista. A pedali, in questo caso, è ovvio e i treni sono di supporto. Sulle ciclabili, udite udite, potrete anche incontrare ciclisti da competizione, qui nessuno si scandalizza, al massimo rallenta e lascia passare, al massimo rallentano e lo scatto lo fanno un po’ più avanti, ma c’è da dire pure che parliamo di ciclabili decisamente più larghe rispetto alle nostre abitudini. Strade dignitose, che non devono chiedere permesso. Per chi vuole togliersi lo sfizio c’è anche un progetto legato a Strava (ne parliamo nel video).
Eddy e il ciclismo
In Belgio c’è il re. I documenti dicono Filippo, il cuore e i pedali dicono Merckx, ma non sono in contrapposizione. Se Filippo è per elezione, Eddy Merckx è sua maestà indiscussa e senza rischio che si offenda nessuno, a capo di un potere spirituale che fa sognare. Merckx lo incontri in giro insieme ad altri campioni perché inciampi ovunque in cose che fanno riferimento a lui. E se a lui hanno intitolato una stazione della metro di Bruxelles e un velodromo, gli altri li puoi trovare nei bar o nei locali dedicati tra una chiacchiera e una rivista di biciclette.
Belgio, terra di passione a due ruote
Facile da dirsi e non serve venire alle Classiche per accorgersene. Ma è anche terra da pedalare nelle sue città e nelle campagne. Magari spingendosi a visitare le miniere o fino alla chiesa trasparente di Borgloon dove ci si può arrivare in bicicletta oppure a piedi, se si ha voglia di passeggiare un po’. Mete insolite per noi sud-europei, molto più ricercate da Germania e Olanda, questioni pratiche, soprattutto, ma può valerne la pena.
Oppure, soprattutto pensando al caldo, si può immaginare di pedalare in mezzo all’acqua. Esperienza che a Bokrijk potreste trasformare in realtà (guardate l’inizio del nostro video).
In effetti, soprattutto se si pedala, qui sembra di essere in paradiso.
E sì, nel dubbio, non mordete la mela.
Ulteriori informazioni: https://www.visitflanders.com/it, visitlimburg.be



















































