Gentile Redazione… Pedone, ciclista, motociclista e automobilista purtroppo la legge non prevede l’obbligo al ciclista di avere un documento di identità con sé ma fornire se richiesto le proprie generalità ma prevede anche un possibile riconoscimento in caserma dalle forze dell’ordine.
Ma diciamolo chiaramente tutti abbiamo un cellulare con caricato un documento…..il buon senso solo quello serve e….. un po’ di BUON ESEMPIO…..il metro e mezzo viaggia affiancato alla velocità di chi sorpassa….per me ormai da anni la bici è un mezzo per evitare il traffico, stare bene fisicamente e rispetto altrui sulle ciclabili max 20 kmh….strade libere anche 45….in salita rigorosamente la dx….e sempre da solo….per chiacchierare ci sono i bar.
Matteo da Bergamo
Confesso una cosa: ero convinto che fossimo tutti obbligati ad avere sempre un documento di riconoscimento con noi, in qualsiasi occasione. Invece, evidentemente, non è così. Me lo ha confermato un Comandante dei Vigili Urbani e quel che dice il lettore è vero: in caso di richiesta da parte delle autorità siamo obbligati a dare le nostre generalità. Se il rappresentante della legge lo ritenesse opportuno, tuttavia, e per qualsiasi motivo, in mancanza di documento che testimoni la veridicità di quanto dichiarato, può portarci in caserma, in un posto di polizia o in comune per le verifiche del caso.
«E in questo caso – mi ha detto quel Comandante dei Vigili Urbani – finisce che i documenti saltano sempre fuori». Insomma, la scusa di non portare con sé i documenti confidando in una sorta di impunità (ciclistica, in questo caso) è infondata oltre che chiaramente fuori da ogni logica civile e di buon senso.
E, mi pare di capire, se le Forze dell’Ordine non multano i ciclisti non è certo per evitare perdite di tempo dovute alla mancanza di documenti, come pure qualche lettore ci ha scritto.





































