Le strade delle Marche tornano protagoniste del grande ciclismo internazionale con la Tirreno-Adriatico 2026. Le ultime tre tappe della corsa attraversano la regione tra il 13 e il 15 marzo, portando sulle immagini televisive di tutto il mondo paesaggi fatti di colline, borghi storici e strade panoramiche. Un racconto sportivo che diventa anche promozione turistica.
L’idea è semplice: dove oggi corrono i campioni, domani possono pedalare gli appassionati. La Regione Marche punta sempre più sul cicloturismo come leva di sviluppo e sfrutta la visibilità delle grandi competizioni per mostrare un territorio adatto alla scoperta in bicicletta.
«Le immagini televisive della Tirreno-Adriatico mostrano i nostri territori e ciò che possono offrire a un pubblico crescente di viaggiatori alla ricerca di destinazioni autentiche e sostenibili», ha spiegato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Secondo Acquaroli la regione unisce natura, cultura e qualità della vita, caratteristiche che si prestano bene allo sviluppo del turismo in bicicletta, un segmento che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa.
Il territorio marchigiano offre una varietà di paesaggi concentrata in pochi chilometri. Si passa dalle strade costiere affacciate sull’Adriatico alle colline coltivate a vigneti e uliveti, fino alle aree più interne dell’Appennino. Un mosaico di ambienti che consente di costruire itinerari adatti a diverse tipologie di ciclisti, dalla bici da strada alla mountain bike fino al gravel.

Tra i percorsi più conosciuti c’è la Ciclovia delle Abbazie, un itinerario di 69 km che segue il corso del fiume Chienti e attraversa alcuni dei principali complessi monastici della zona. Il percorso si sviluppa su tracciati ciclabili e conduce verso l’entroterra tra testimonianze di architettura romanica e paesaggi naturali.
Un’altra proposta è la Ciclovia Adriatica, che attraversa la regione da nord a sud alternando il mare alle colline marchigiane. Il tracciato permette di pedalare tra spiagge e paesaggi agricoli, con continui scorci panoramici.
Più impegnativa è la Ciclo Appenninica Alte Marche, un itinerario di circa 200 km che attraversa l’entroterra toccando nove comuni: Acqualagna, Apecchio, Arcevia, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico, Sassoferrato e Serra Sant’Abbondio. Un percorso che mette insieme storia, tradizioni locali e paesaggi dell’Appennino.
Per la mountain bike invece c’è il Grande Anello dei Sibillini, un itinerario di circa 180 km che circumnaviga la catena montuosa all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il percorso si sviluppa soprattutto su strade forestali e tratti asfaltati a basso traffico e può essere affrontato scegliendo tappe diverse in base al livello di preparazione.
Accanto ai percorsi si sta sviluppando anche una rete di servizi dedicati ai cicloturisti: strutture ricettive bike friendly, guide specializzate, servizi di noleggio e assistenza tecnica. Un sistema che coinvolge operatori turistici, associazioni sportive e amministrazioni locali impegnate nella promozione della mobilità dolce.
Il ciclismo resterà protagonista nelle Marche anche nei prossimi mesi. A maggio è previsto infatti l’arrivo a Fermo dell’ottava tappa del Giro d’Italia 2026, in programma sabato 16 maggio.
Secondo Marina Santucci, direttrice dell’ATIM, l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche, le grandi competizioni rappresentano una piattaforma importante di promozione territoriale. La Tirreno-Adriatico coinvolge oltre 170 media accreditati, genera 13.000 articoli online in 69 Paesi e raggiunge 36 milioni di spettatori televisivi con 2.843 ore di copertura.
Il Giro d’Italia ha numeri ancora più ampi: la produzione televisiva arriva in 200 Paesi con 20.764 ore di trasmissione e oltre 700 milioni di spettatori nel mondo. A questi si aggiungono 221 milioni di visualizzazioni sul sito ufficiale e una community social di 5 milioni di utenti con 223 milioni di net reach. Uno studio dell’Osservatorio sullo Sport System di Banca Ifis stima inoltre che il Giro generi 2 miliardi di euro di indotto nei territori attraversati, di cui 600 milioni di impatto economico immediato legato alla spesa dei turisti sportivi.
In questo scenario, la presenza delle Marche nelle grandi corse diventa una vetrina internazionale. Oggi le immagini raccontano la gara, domani potrebbero spingere molti appassionati a tornare su quelle stesse strade per pedalare con calma e scoprire il territorio.
Ulteriori informazioni: https://www.letsmarche.it/






































