Officina Battaglin è una tenda di Harry Potter. Sembra piccola, l’azienda, vista da fuori. Ci arrivi mentre entri a Marostica e, varcata la porta, ti si apre uno spazio enorme. Sopra gli uffici e lo showroom brillante di cromovelato, un po’ il marchio di fabbrica delle biciclette dell’ex campione; sotto, l’officina vera e propria: entrano tubi, escono biciclette.
Nel mezzo ci sono macchine “antiche” di quando i telai in acciaio si facevano in grande quantità e le competenze evolute assieme alla tecnologia.
Il cannello da saldatore è sempre quello.
L’arte resta, cambia colori e forme.
Odore di macchine e di metallo, alle pareti i trofei di una carriera spaziale che avrebbe potuto esserlo ancora di più. Ma conoscete un campione senza qualche rammarico? Di Giovanni Battaglin abbiamo parlato in altra pagina su Cyclinside. Fate pure un salto nella nostra intervista, poi tornate qui che abbiamo molto da dire e da mostrarvi nel reportage video.
Dalla tradizione all’innovazione
Accanto ai classici telai in acciaio, simbolo della tradizione Battaglin, oggi trovano spazio anche soluzioni più evolute. Una delle novità, l’ultima arrivata, è il telaio Modena, che unisce titanio e carbonio in una costruzione complessa e raffinata. Non un semplice esercizio di stile, ma una scelta tecnica precisa: il titanio viene incollato e non saldato, secondo logiche derivate dal motorsport, per preservarne le caratteristiche meccaniche.
«Il titanio non va saldato – spiegano in officina – perché perde le sue proprietà. L’incollaggio garantisce resistenza e durata, ed è lo stesso principio utilizzato in settori estremi come l’aeronautica e le competizioni motoristiche».
Macchine storiche e lavorazioni manuali
Molti dei macchinari utilizzati risalgono agli anni Ottanta: fresatrici, dime, attrezzature nate quando in Italia si costruivano telai per i più grandi marchi del ciclismo. Strumenti che oggi non si producono più, ma che restano fondamentali per ottenere precisione assoluta.
Ogni tubo viene sagomato, accoppiato, puntato e saldato a mano. La saldatura, in particolare, è una fase delicatissima, poi le finiture, i controlli. Nessuna tolleranza concessa.
Il valore del “su misura”
Accanto ai telai standard, l’anima di Officina Battaglin resta il su misura. Ogni telaio custom nasce da quote precise, da esigenze di guida specifiche e da una lavorazione che richiede tempo e competenza. Non è un processo industriale, ma sartoriale.
Dalla sgolatura dei tubi fino alla microfusione delle congiunzioni, tutto deve combaciare perfettamente. Anche la verniciatura è parte integrante del progetto: ogni bici può essere personalizzata nei minimi dettagli, tanto che molti clienti, spesso stranieri, arrivano apposta a Marostica per ritirare la propria bicicletta di persona.
Non semplici biciclette
Qui non si parla di numeri, ma di identità. Ogni telaio è pensato per durare, per essere guidato a lungo e per raccontare una storia. Non a caso chi lavora in officina lo dice senza mezzi termini: «Queste non sono biciclette, sono gioielli fatti a mano».
E osservando come nascono, tra saldature, dime e mani esperte, è difficile dargli torto.
Buona visione del nostro video.
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