Il Focus 2R edizione 2025, presentato questa mattina a Milano ci dice una cosa importante, al di là dei numeri che pure vedremo nelle prossime righe: che l’Italia sta diventando sempre più e inesorabilmente ciclabile. Si tratta di una tendenza in crescita costante che se da una parte fa sorridere, dall’altra ci continua a contrapporre una realtà spesso tutt’altro che facile o davvero complicata in molte situazioni. Ma la rivoluzione è importante e non possiamo aspettarci che possa compiersi in una notte.
L’importante è non fermarsi anche se le ombre, inutile fermarsi, ci sono. E l’Ancma, che ogni anno presenta il suo rapporto, lo mette ben in evidenza.
Se, da una parte, il dato positivo è la crescita continua, quello negativo è la lentezza con cui avvengono alcuni cambiamenti. Troppi sono i comuni che hanno realmente a cuore il problema della mobilità urbana e fanno azioni decisive a migliorarla. In molti casi sembra esserci un certo timore di un calo di consensi nel caso di azioni drastiche che diventano sempre più inevitabili non solo nelle grandi città.
Mobilità urbana
Nella crescita della mobilità urbana ci sono diverse criticità. Lo studio di Confindustria Ancma, Legambiente e Ambiente Italia, ha coinvolto 107 comuni italiani per tracciare un quadro aggiornato delle politiche che si stanno effettuando per ciclisti (e anche per i motocilisti, visto che l’associazione di categoria di Confindustria ha proprio le due ruote a motore come traino).

Crescita delle piste ciclabili e sharing
La disponibilità media di piste ciclabili nei capoluoghi ha raggiunto 11,02 metri ogni 100 abitanti nel 2023, registrando un incremento del 53,7 per cento rispetto al 2015. Reggio Emilia è la città più virtuosa con oltre 48 metri ogni 100 abitanti, mentre Vibo Valentia si posiziona in fondo alla classifica con soli 0,12 metri. Anche il bike sharing mostra segni di crescita, con un aumento del 16,3 per cento nel numero di biciclette disponibili rispetto all’anno precedente. Milano guida il settore con quasi 15.000 biciclette in sharing, seguita da Roma, Firenze, Torino e Bologna.
Parcheggi ancora insufficienti
Il cruccio dei ciclisti è nella situazione dei parcheggi dedicati. Ok muoversi in bicicletta, ma se poi non ci sono posti sicuri dove lasciare il mezzo, tanto più se si tratta di una e-bike più difficile da trasportare in casa o in ufficio, il limite nell’uso diventa evidente.
La maggior parte delle città (51 per cento) offre tra 1 e 15 stalli ogni 1.000 abitanti, mentre solo il 4 per cento supera i 45 stalli. Tuttavia, 31 Comuni hanno pianificato la realizzazione di circa 4.300 nuovi stalli entro i prossimi tre anni. Sul fronte delle stazioni ferroviarie, Bologna, Milano e Firenze primeggiano per disponibilità di parcheggi interscambio.
Sicurezza e incentivi
La sicurezza rimane una priorità per molte amministrazioni, ma con un’attenzione variabile. Solo il 25,3 per cento dei Comuni considera la sicurezza dei ciclisti una priorità molto alta. Misure per prevenire i furti, come sistemi di marchiatura e registrazione delle biciclette, sono attive solo nel 25 per cento delle città. Cresce l’adozione di flotte di biciclette per i servizi comunali (64 Comuni nel 2023 contro 51 nel 2021) e si registra un aumento degli incentivi per l’uso delle Cargo Bike nella logistica dell’ultimo miglio.
Il rapporto evidenzia progressi significativi, soprattutto nel Nord Italia, ma mette in luce disparità territoriali e lacune, specialmente nella sicurezza e nella dotazione di infrastrutture. Le due ruote, se adeguatamente sostenute, possono rappresentare una risposta efficace alle sfide della mobilità urbana.

































